Flemmone circoscritto e Femmone diffuso

I tipi di flemmone sono da considerarsi essenzialmente due.

In medicina esiste il flemmone circoscritto ed il flemmone diffuso, il flemmone circoscritto viene chiamato anche ascesso acuto e ascesso caldo, per definizione il flemmone è una raccolta di pus in una cavità neoformata.

Eziologia: germi piogeni.

La lesione rappresenta il tipo abituale di malattia locale provocata da un germe piogeno.

Patogenesi: per determinare la malattia, il germe deve essere sufficientemente virulento e superare le difese individuali.

Primo fenomeno è la moltiplicazione del germe e la produzioone di endo-tossina batterica, tossina strafilococcica che coagula il fibrinogeno, bloccando così gli spazi intercellulari e determinando la circoscrizione, flemmone circoscritto, della infezione.

Flemmone circoscritto e Femmone diffuso

Flemmone circoscritto diffuso

Penetrato il germe e liberata la tossina batterica, inizia il processo reattivo della zona circostante: rubor, calor, tumor, dolor.

La malattia, qualora cessi lo stimolo, può arresterarsi in questa fase e quindi regredire.

In caso contrario le tossine provocano necrosi della zona colpita e la sua fluidificazione.

A questa fase corrisponde clinicamente la sensazione di fluttuazione data dalla raccolta di pus nella cavità ascessuale.

Il pus è costituito macroscopicamente da zone necrotiche con leucociti, linfociti, mononucleati, plasma parzialmente coagulato.

Ha aspetto cremoso, giallo verdastro, è alcalino, ha densità 1030.

Tale pus viene definito "bonum et laudabile" perché la usa presenza sta a dimostrare l'infezione locale da piogeni, per lo più a decorso favorevole, ben differente da quello che caratterizza le infezioni putride ed i processi infiammatori cronici.

Il pus contenuto nel cavo ascessuale, rivestito dalla cosiddetta membrana piogenica, formata da tessuto di reazione.

All'interno di questa si trova uno strato di elementi morti, impigliati in un coagulo di fibrina.

Una volta drenato il pus, la cavità si presenta arrossata, ricca di vasi neoformati, facilmente sanguinanti. Il processo di sostituzione connettivale dei tessuti necrotizzati inizia dal fonfo della cavità ascessuale, che pertanto viene gradatamente colmandosi.

Una volta che le granulazioni connettivali sono arrivate al livello della superficie cutanea o mucosa dall'epitelio di rivestimento partono elementi epiteliali che si moltiplicano rapidamente e ricoprono il tessuto di granulazione.

Questo processo di guarigione che abbiamo descritto corrisponde alla cicatrizzazione per seconda intenzione.

Il flemmone diffuso invece è generalmente dovuto allo streptococco in particolari condizioni di virulenza ed in un organismo a capacità difensiva diminuita.

I germi non trovano resistenza reattiva alla loro diffusione ed alla loro moltiplicazione.

Invadono gli spazi cellulari (connettivo lasso, grasso, guaine perivasali).

Per la grande virulenza, notevole è la produzione di tossine che diffondono negli spazi intercellulari provocando la degenerazione e la morte delle cellule per grande estensione.

Una ragione importante per la mancata circostrizione è che lo streptococco elabora tossina anticoagulante (streptodornasi) a differenza dello stafilococco.

Una necrosi così estensa è in rapporto non solo alla tossina ma in parte notevole è una necrosi processuale nel senso che le tossine microbiche provocano alterazioni dei vasi sanguigni e linfatici con ripercussioni a valle di qeusti.

Da un punto di vista anatomopatologico le lesioni sono simili a quelle del flemmone circoscritto.

Più marcata è la necrosi con aponeurosi verdastre, muscoli pallidi.

La formazione del pus è tardiva e mai ben circoscritta, si trovano zone colliquate che si fondano successivamente con zone colliquate limitrofe fino a confluire in grandi raccolte purulente che si fanno strada fra muscoli ed aponeurosi.

Sintomatologia: abbiamo già accennato ai sintomi classici del flemmone (tetrade di Celso).

Nei flemmoni circoscritti questi sintomi si mantengono immutati per alcuni giorni fino alla formazione della raccolta purulenta, poi il dolore da lancinante diventa una sensazione dolorosa di pulsazione.

Nei flemmoni diffusi l'arto colpito è diffusamente edematoso arrossato.

Si accompagnano dolori molto violenti.

Manifestazioni generali in corso di infezioni piogeniche localizzate: in ordine di frequenza e di importanza viene la febbre, che ha un andamento caratteristico e viene detta "febbre suppurativa".

E' infatti fortemente remittente o intermittente.

Alla mattina il paziente è senza febbre, che inizia nel pomeriggio con sensazione di freddo, in poche ore raggiunge il massimo per poi cadere lentamente nella nottata.

All'acme dell'episodio febbrile il paziente ha un senso di benessere e di calore.

Con questa caratteristica continua tutti i giorni fino all'aperutra del focolaio.

Accanto al fenomeno febbrile ci sono anche le modificazioni del sangue: caduta dei globuli rossi, leucociti specialmente neutrofila.

Altre modificazioni sono date dall'aumento della frequenza del polso, anoressia, albuminuria.

Il flemmone circoscritto e flemmone diffuso...

Malattie

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Flemmone localizzato

Ricoverata per flemmone localizzato zona cicatrizziale tracheotomia recente da 10mesi,e tiroidectomia da 3 anni ,con gonfiore importante e arrossamento con calore esteso trattato con cortisone e antibiotici endovenosa.dopo 20 giorni si ripresenta il problema in forma piu lieve, ma con alterazione della temperatura 37,-37.3-37.5,piccola incisione con ciste di 2cm,con fuori uscita di liquido drenato trattato con zaffo iodoformico. analizzato" stafilococco " continue medicazioni mediche,dopo 10 giorni si ripresenta alterazione della temperatura variabile da 37 37.2 37.3 con leggerissimo gonfiore e lieve fuoriuscita di liquido acquoso,prescrizione di antibiotici,dopo 5 giorni di trattamento persiste lieve alterazione 37.1 sbalzi di pressione e qualche capogiro,,affaticamento continuo .
Mi chiedo se questo decorso è normale e per quanto tempo può ancora durare,,o è possibile ci sia un esame diagnostico per assicurare il completamento della diagnosi

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