Fuoco di sant antonio sintomi

L’ Herpes zoster (o semplicemente zoster) è comunemente conosciuto come Fuoco di S. Antonio la cui diagnosi del Fuoco di S. Antonio può essere tempestiva e precisa.

I sintomi del fuoco di sant antonio sono legati a quelli della varicella poiché il fuoco di sant'Antonio è una malattia virale che colpisce coloro che nell’infanzia hanno contratto la varicella. L’infezione da virus zoster, che provoca la varicella, è molto contagiosa, ma ha un decorso breve anche se intenso. Si manifesta con febbre leggera ed eruzione di vescicole sulla pelle. La malattia si contrae una sola volta nella vita, perché il sistema immunitario attiva nell’organismo una protezione permanente, per cui non ci si ammalerà di varicella una seconda volta.

Fuoco di sant antonio sintomi

Fuoco di sant antonio sintomi

Sono molti coloro che possono affermare di esserne stati colpiti in età scolare. Fino a non molti anni orsono, in presenza di infezione intere scolaresche venivano colpite, costringendo gran parte degli alunni a letto. Oggigiorno è possibile prevenire la malattia con la vaccinazione. Sta ai genitori decidere se vaccinare o meno i propri figli contro la varicella, ad evitare di contrarre la fastidiosa malattia. Il vaccino è raccomandato ai soggetti che abbiano già compiuto i 13 anni senza avere contratto la malattia, perché più si va avanti con l’età più il contrarre la malattia comporta rischi di conseguenze anche gravi.

Con la guarigione, anche se non ci si ammalerà di varicella una seconda volta, grazie alla protezione permanente, il virus zoster non viene purtroppo eliminato dall’organismo, ma rimane in forma latente nelle cellule nervose, dove gli anticorpi del sistema immunitario non lo possono attaccare. Nessun sintomo può segnalare la sua presenza in questa specie di letargo, che può durare anni, o anche decenni. Nonostante gli eclatanti progressi della scienza e della medicina conseguiti nel recente passato, non è stato ancora possibile arrivare a comprendere come il virus possa “alloggiare” in forma latente nell’organismo, per riattivarsi alla prima occasione a lui favorevole, quando cioè la persona che lo ospita si viene a trovare in una particolare situazione di debolezza fisica, in conseguenza di affaticamento, stress anche psicologico o cure particolarmente debilitanti come la chemioterapia e la radioterapia.

È quindi un’eredità pesante che la varicella, poco più che banale malattia se contratta in età infantile, lascia ai soggetti colpiti: il virus zoster, nascosto nelle cellule nervose dell’organismo. Se il virus zoster nei bambini colpiti da varicella è quasi sempre “benigno”, nel senso che le vescicole presenti sul corpo durante la malattia provocano più che altro un fastidioso prurito, quando si risveglia dal lungo letargo e attacca una persona adulta fa molto più male. Le vescicole non causano più prurito, ma bensì forti bruciori e dolori.

I sintomi e manifestazioni del Fuoco di S. Antonio

I primi sintomi dell’Herpes zoster, che in Italia è noto come il “Fuoco di S. Antonio” per antonomasia, comprendono mal di testa, febbre e una forma di malessere indefinito. Tutti sintomi che possono portare fuori strada, nel senso che potrebbero risultare in una diagnosi sbagliata. A seguire potranno aversi sensazioni di dolore bruciante, prurito, iperestesia (ipersensibilità), oppure parestesia (“formicolio”: pizzicore, sensazione di punture di spillo, o intorpidimento). Il dolore a livello epidermico sull’area del corpo colpita dal virus può essere da leggero a estremamente forte, con sensazioni che vengono spesso descritte come dolore pungente e urticante, palpitazioni, pulsazioni lancinanti.

Nella maggior parte dei casi dopo 1 – 2 giorni, ma a volte anche dopo addirittura tre settimane alla fase iniziale segue l’apparizione delle caratteristiche bollicine a grappolo. La distribuzione avviene generalmente su una parte del torso, a formare una specie di “cintura”. Da qui il nome greco “zoster” che significa cintura. Nei paesi di lingua inglese invece il termine usato per nominare la malattia è “Shingles” che ha origine dal termine latino “cingulum”, cioè cintura. Più tardi i grappoli di bollicine si riempiono di liquido sieroso fino a divenire sempre più scure e con il decorrere dell’infezione a prosciugarsi lasciando delle crosticine, che successivamente si staccheranno lasciando delle macchie residue sulla pelle. Oltre al busto il virus può intaccare anche altre zone del corpo, sul collo e sul viso, intaccando in circa il 10-25% dei casi l’orbita oculare (Herpes zoster ophthalmicus). Questo avviene quando il virus latente si riattiva nella divisione oftalmica del nervo trigemino. In alcuni casi può comportare congiuntivite e altre patologie con infiammazione cronica dell’occhio, perdita di vista e dolore debilitante. L’Herpes zoster oticus, conosciuto anche come “sindrome di tipo II di Ramsay Hunt” intacca invece l’apparato uditivo. Si ipotizza che la propagazione del virus in questo caso passi dal nervo facciale al nervo vestibolare della coclea. I sintomi si manifestano con la perdita di udito e sensazioni di vertigine. L’Herpes zoster danneggia i neuroni sensitivi del sistema nervoso che servono per trasmettere al cervello le varie sensazioni che gli organi e la pelle sono in grado di sentire: dolore, freddo, caldo, sensazioni al tatto, e tanto altro. Nel caso dei neuroni danneggiati dal virus al cervello arrivano informazioni “sbagliate” sotto forma di sensazioni di dolore.

Contenuti ed informazioni relative ai sintomi del fuoco di sant antonio.

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