Genziana Maggiore
Nome comune: Genziana maggiore
Francese: Gentiane jaune
Inglese: Yellow gentìan
Famiglia: Gentianaceae
Parte utilizzata: radice
Costituenti principali:
- sostanze amare: gentiopicrina* (2%), atmarogentina** (0,05%), sverziamarina, sveroside
- zuccheri (genzionosio, genziobiosio - zucchero amaro, saccarosio)
- sostanze coloranti; pectine; olio essenziale (tracce); alcaloidi, quali la genzianina
Attività principali: amaro-tonica
Impiego terapeutico: disturbi digestivi (disappetenza, senso di pienezza, flatulenza).
La Genziana viene ad avere pertanto anche un'azione tonico-corroborante. Associata al ferro e ad altri minerali ed oligoelementi ad attività ricostituente, è impiegata
nelle anemie, nel linfatismo, durante la convalescenza e negli stati di decadimento organico.
Il ruolo leucocitogeno che esercita la rende atta a favorire le difese organiche, determinando l'aumento dei globuli bianchi.
Un recente lavoro ha valutato in vitro l'effetto degli estratti acquosi e idroalcolici al 10% della radice
della pianta sulla capacità proliferativa dei linfociti T di ratto in risposta a sostanze mitogene: i dati ottenuti indicano che la G. lutea L. inibisce selettivamente la
risposta dei linfociti T e degli splenocitì ai mitogeni.
La pianta è inoltre da sempre conosciuta, come tutte le piante a principi amari, come febbrifuga. Esperimenti su animali hanno dimostrato infine un aumento della secrezione bronchiale (Commissione E, 1985).
In passato il decotto veniva usato per lavare ferite e piaghe.
Curiosità:
- Gentiana deriva da Gentius, re delì'Illiria, che si dice sia stato il primo a farne conoscere le virtù medicinali 160 anni prima di Cristo.
- Agricola scrive di un vecchio medico il quale affermava come bastasse prendere ogni giorno un frammento di radice per arrivare, in perfetta salute, all'estrema vecchiaia.
- «Cortice peruviano nondum invento, sola gentiana febres quartanas expugnatus esse» (Boerhaave, Hist. plani.).
- Nei Vosgi viene preparato con la Genziana un liquore, chiamato Eau-de-vie de Gentiane, mettendo a profitto lo zucchero contenuto nella pianta, facendolo fermentare con l'acqua, distillandolo e addizionando il prodotto con Assenzio, Timo, Finocchio ecc. Viene considerato una sorta di panacea.
- Una pianta di vent'anni può fornire un rizoma di circa sei chili.
- «Per la sua tessitura spugnosa la radice di Genziana serve pure in chirurgia come corpo dilatante in sostituzione della spugna preparata e della lamellaria digitata; ed Aveling e Douglas la suggerirono specialmente ad allargare la bocca dell'uteronella dismenorrea e nella sterilità. Se ne fanno anche pallottole da cauterio» (Scotti, 1872).
La genziana...

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