Giuggiola, Zizyphus vulgaris

Della pianta di giuggiola le cui proprietà benefiche risiedono nei frutti chiamata giuggiola zizyphus vulgaris e dotati di proprietà emollienti e bechiche entrano nella composizione della storica tisana dei quattro frutti, che associa, in parti uguali, giuggiola, datteri, fichi e uva; veniva impiegata nella forme infiammatorie a carico dell'apparato respiratorio. La presenza di flavonoidi determina un'azione sedativa.

Giuggiola, Zizyphus vulgaris

Giuggiola

Nome comune: Giuggiola
Francese: Jujubier
Inglese: Jujube
Famiglia: Ramnaceae
Parte utilizzata: frutti

Costituenti principali:

  • zuccheri, pectina, mucillagine, tannino, antrachinoni (tracce)
  • flavonoidi (suvertisina)
  • saponosidi a genina triterpenica tetraciclica
  • vitamina C

Attività principali: emollienti e bechiche; sedativa

Impiego terapeutico: flogosi apparato respiratorio; ansia-insonnia

I frutti della giuggiola vengono correntemente utilizzati in Cina nel trattamento dell'insonnia dovuta ad astenia fisica, ma anche i semi come ipnotici, sedativi e ansiolitici.

I principi responsabili dell'azione sedativa sono stati isolati nei semi del frutto.

Si tratta di composti triterpenici (jujubosidi Al e C e acetil jujuboside B), flavonoidi ecc. presenti anche nel frutto.

In Francia viene consigliato l'utilizzo topico «come antalgico nelle affezioni della cavità orale» (Avis auxfabricants, 1990).

La medicina araba utilizza invece il frutto come depurativo, antifebbrile, nelle infiammazioni, nell'asma e in oftalmologia; il seme, come tonificante. Alcuni ricercatori hanno studiato il frutto, utilizzando un estratto alcolico del frutto essiccato con i semi, al fine di valutarne le proprietà antalgiche, antiinfiarnmatorie, antifebbrili e broncodilatatrici.

Hanno così potuto appurare che l'estratto etanolico presenta azione antiinfiammatoria nell'edema da carragenina e nel granuloma infiammatorio.

Mentre l'azione antipiretica non è stata riscontrata, l'estratto ha dimostrato di possedere proprietà antalgiche importanti (per os), forse attribuibili agli alcaloidi e ai flavonoidi del fitocomplesso.

II frutto, grande come un'oliva, di sapore dolce acidulo e di colore rosso bruno, risulta particolarmente ricco in zuccheri (30 g per 100 g di parte edibile), possiede un valore calorico relativamente elevato rispetto ad altra frutta fresca (120 calorie); contiene inoltre elevate quantità di vitamina C (40 mg) e ciò lo rende simile agli agrumi.

Può essere consumato fresco o impiegato per la preparazione di marmellate e conserve (Morricone, Pedicino).

Curiosità

  • Originaria della Siria, fu introdotta in Italia negli ultimi anni del regno di Augusto. Fu Galeno che per primo la segnalò atta a "diminuire il calore del sangue". Nel Medioevo le vennero riconosciute proprietà bechiche. Tale uso durò fino all'inizio del XIX secolo, quindi cadde nell'oblio.
  • Zizyphus viene da Zizouf, nome arabo della pianta.

 

Giuggiola, Zizyphus vulgaris ...

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