Gomito del tennista: Il gomito del tennista

Ecco cosa fare qualora dovesse comparire la problematica chiamata "gomito del tennista".

Gomito del tennista come curarlo? Quali sono i rimedi le cause le cure e la terapia? In caso di epicondilite omerale prima di sapere cosa fare è importante capire cosa si intente per gomito del tennista, il gomito del tennista rappresenta la causa più ricorrente del dolore a carico del gomito diffusa tra gli atleti. Si tratta di una condizione invalidante occorrente nei giocatori di tennis e/o in attività di simile tipo. Tale terminologia non è precisa ma nel tempo si è fatta strada nel dizionario medico. L’uso comune e non specialistico di tale terminologia è riferito essenzialmente ad una sindrome dolorosa localizzata a livello del gomito normalmente associata al gioco del tennis.

Gomito del tennista Il gomito del tennista

Gomito del tennista


Epicondilite omerale 

Nonostante il termine gomito del tennista dia un indicazione precisa della struttura anatomica affetta, a dice sulla patomeccanica della sua evoluzione. In pratica non individua il meccanismo lesivo responsabile della sintomatologia dolorosa, ne quindi si è in grado di procedere con un accurata terapia riabilitativa. Ciò che, invece, in ambito specialistico discrimina la sindrome dolorosa del gomito del tennista da qualsiasi altra sintomatologia dolorosa a carico di tale area è l’individuazione esatta della zona anatomica oggetto di usura. In campo medico il gomito del tennista o epicondilite laterale omerale si riferisce alla condizione patologica di “tendinite dell’estensore comune delle dita”. L’utilizzo di tale termine rappresenta un valore aggiunto nell’identificazione del fenomeno eziopatogenetico della sintomatologia dolorosa. In pratica, il termine, definisce non soltanto l’area affetta, ma anche la struttura specifica che nell’ambito di tale area anatomica (gomito) risulta lesa e quindi è conseguentemente possibile definirne i sintomi, segni, anamnesi e terapia riabilitativa. Altri autori, invece, sostengono che a far parte delle strutture muscolari lese siano anche: l’anconeo, l’estensore proprio del mignolo, l’estensore ulnare del carpo. In pratica, si tratta di una vera e propria tendinopatia inserzionale a carico dell’inserzione osteotendinea prossimale dei muscoli menzionati e cioè dei muscoli epicondiloidei.


CAUSE GOMITO DEL TENNISTA

La tendinite è dovuta a reiterate sollecitazioni funzionali subite dai muscoli estensori del polso e dai suoi tendini. Ovviamente tali sollecitazioni, per creare il fenomeno flogisitico della struttura interessata devono avere un certa entità, cioè quella di essere superiori rispetto alle capacità di forza, flessibilità ed elasticità dei muscoli estensori del carpo.

Sembra che tre fattori principali siano i responsabili del superamento di tali capacità funzionali intrinseche ai muscoli interessati e, quindi, affetti:

  • Impugnatura: l’uso prolungato di detta muscolatura promuove lesioni da usura a suo carico.Ciò accade ad esempio quando si sollevano per periodi prolungati i pezzi di una catena di montaggio o quando le contrazioni a livello degli estensori del polso sono protratte a lungo come nell’utilizzo della racchetta.
  • Impatto: l’impatto è il contraccolpo che viene trasmesso alla muscolatura estensoria del carpo tramite l’impugnatura. L’impatto può essere quello rappresentato dalla racchetta che colpisce la palla o dal martello che colpisce un chiodo.
  • Carico Eccentrico: Il carico eccentrico rappresenta la fase contrattile di un muscolo in condizioni di allungamento. Cioè una contrazione che avviene quando i capi articolari su cui agisce si allontanano invece che avvicinarsi. Il carico eccentrico normalmente responsabile della lesione del muscolo estensore comune è la flessione palmare del carpo o deviazione ulnare del carpo contro resistenza, tipica di un rovescio di gomito durante una fase di una partita di tennis.

In una partita di tennis tali 3 fattori li ritroviamo nelle seguenti condizioni che contraddistinguono il modo di giocare e le condizioni di gioco stesso: impugnatura troppo salda, racchetta troppo pesante, eccessiva tensione delle corde della racchetta, tecniche di “rovescio di polso” eseguite in modo non corretto, utilizzo frequente del “top spin” nella tecnica di rovescio.

SINTOMI GOMITO DEL TENNISTA

La sintomatologia dolorosa, come detto, è funzione delle lesioni a carico del muscolo estensore comune delle dita ed anche degli altri muscoli epicondiloidei. L’esordio dei sintomi e la loro progressione procedono linearmente agli stadi di impegno fisico di gioco. All’inizio dell’attività, i fenomeni lesivi si manifestano con sintomi limitati a spasmi della muscolatura affetta e contemporanea sensazione di fatica localizzata sulla stessa. Al progredire dell’impegno fisico anche la sintomatologia aumenta d’intensità esternandosi in fenomeni di indolenzimento muscolare locale subito dopo aver giocato. La progressione dei sintomi consiste nell’avvertire dolore durante le fasi di gioco e soprattutto in occasione delle tecniche di rovescio e/o in corrispondenza di gesti tecnici non corretti. Lo stadio più avanzato del gomito del tennista è la sintomatologia dolorosa evocata anche per le azioni quotidiane di più scarso impegno fisico come ad esempio: mantenere una tazzina di caffè, strizzare il bucato.

DIAGNOSI GOMITO DEL TENNISTA

La diagnosi è funzione delle localizzazioni anatomiche di alterata eccitabilità delle terminazioni nervose sensitive quanto della sintomatologia dolorosa

Quindi la diagnosi di gomito del tennista la si può riscontrare in quelle condizioni di:

  • iperestesia sull’epicondilo laterale omerale o distalmente ad esso in corrispondenza dell’inserzione ossea distale del muscolo estensore comune delle dita.
  • Dolore evocato dalla deviazione radiale del polso contro resistenza.
  • Dolore evocato dall’estensione delle dita contro resistenza.
  • Dolore con stiramento passivo degli estensori del polso.

Maggiore è la durata dei sintomi maggiori saranno anche le condizioni di atrofia e debolezza degli estensori del carpo associate a limitata funzionalità nella flessione passiva del carpo.

TRATTAMENTO E CURA GOMITO DEL TENNISTA

Le fasi iniziali del trattamento sono diverse a seconda che si tratti di lesione acuta o di lesione da usura. Nel primo caso è necessario limitare e/o ridurre la tumefazione. Pertanto sono previsti crioterapia e riposo. Invece nel secondo caso è necessario ridurre flogosi e dolore. Si interviene con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), con crioterapia, ultrasuoni e riposo relativo, cioè il soggetto continuerà ad eseguire con l’arto superiore affetto tutti quei gesti quotidiani che non causano dolore nonché continuare a giocare evitando i movimenti clue richiamanti in causa l’azione dei muscoli interessati dalla lesione. Pertanto, nel caso del tennista, egli potrà continuare a giocare ma evitando i rovesci di polso e quindi limitandosi ad eseguire il diritto e le battute al volo. Alcune casistiche resistenti all’utilizzo di FANS procedono con l’inserimento, all’interno del protocollo farmacologico, di infiltrazioni di corticosteroidi. Le potenzialità di rottura tendinea in risposta a tal tipo di infiltrazioni è di scarso rilievo rispetto a casistiche di tendinite causate da carichi di peso importanti. Ovviamente, le terapie farmacologiche e quelle fisiche deputate alla riduzione dei fenomeni flogisitici e dolorifici non rappresentano il traguardo d’arrivo nel trattamento dei soggetti colpiti da tale affezione patologica, ma uno step importante per procedere verso l’iter riabilitativo.

RIABILITAZIONE GOMITO DEL TENNISTA

La fase riabilitativa ha l’obiettivo di ripristinare la resistenza, forza e flessibilità del muscolo/i oggetto di lesioni da usura responsabile/i della sintomatologia dolorosa. Un buon iter procedurale riabilitativo prevede la seguente sequenza di fasi all’interno della medesima seduta: stretching, ultrasuoni o termoterapia, esercizi con fascia elastica o – in alternativa ad essa – esercizi di tipo isometrico, isotonico, isocinetico, ancora stretching e finale applicazione crioterapeutica. Uno degli elementi valutativi dell’efficacia del protocollo riabilitativo è rappresentata dall’assenza dell’evocazione dolorifica in corso di esercizio fisico.

Se lo stimolo doloroso fosse presente ciò avrebbe un duplice significato:

Il soggetto ha iniziato troppo precocemente il percorso riabilitativo rispetto al tempo necessario occorrente per la precedente fase di trattamento finalizzata alla riduzione dei fenomeni dolorosi ed infiammatori. Oppure il soggetto esegue gli esercizi con troppa forza fin da subito invece di rispettare un protocollo d’incremento razionale progressivo relativo. Si ricorda che in questa fase riabilitativa deve essere sempre vigente il concetto di riposo relativo. Cioè gli esercizi oggetto del protocollo riabilitativo non devono assolutamente sconfinare in movimenti riproponenti fenomeni lesivi muscolo-tendinei e tanto meno evocare stimoli dolorifici. Nella maggior parte delle casistiche trattate, il buon esito del risultato finale dipende dall’adeguatezza delle fasi di riposo, dall’appropriatezza del programma riabilitativo, dall’eliminazione delle gestualità scorrette e dalla ripresa progressiva negli allenamenti. Di fondamentale importanza nello scongiurare le recidive inerenti a lesioni ed evocazione del dolore è almeno per il primo periodo l’eliminazione totale della tecnica di “rovescio di gomito”. In sede di ripresa della tecnica del rovescio di gomito è auspicabile munirsi di una racchetta con un grip grande in quanto ciò diminuirà la torsione del gomito nonché la forza necessaria e di conseguenza anche l’entità del carico eccentrico proprio della deviazione ulnare contro resistenza (rappresentata dalla contrazione del muscolo estensore comune delle dita) assumerà intensità minori. Sarà importante, inoltre, optare per una racchetta dalle corde non troppo tese al fine di diminuire l’entità relativamente ad uno dei tre fattori eziopatogenetici: l’impatto. Un valido personal trainer, professionista dell’esercizio fisico, competente in materia di fisiologia articolare è la figura professionale in grado di guidarvi verso la prevenzione di tale affezione e/o nella terapia riabilitativa.

Malattie

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buona sera, mi hanno diagnosticato il gomito del tennista pur non giocando a tennis, però facendo il magazziniere, carico molto, sulle braccia, e da un pò di tempo, mi causa questo dolore a volte insopportabile da non riuscire a prendere neppure 1 bottiglia d'acqua, lavoro con 1 tutore al braccio, però vedo che va sempre peggio quando lo sforzo molto, e nn ho neanche il tempo x farlo riposare, perchè significherebbe nn lavorare x 1 certo periodo. In quanto tempo sarebbe stimato il riposo? come posso fare, e che metodo posso usare affinchè elimino il dolore? perchè stò notando che mi stà capitando anche all'altro braccio stessa identica cosa. aspetto risposta grazie. distinti saluti.

Ho il gomito del tennista ma non gioco a tennis

ciao a me e' venuto il gomito del tennista ma non ho mai praticato tennis.. sono operaia delle pulizie ed il mio lavoro e' massacrante... oltre alle tendiniti sparse ora e' uscita questa...io per ora lo sto curando con il voltaren .. mi sa che sono da rottamare!!! smack

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