Il biancospino in erboristeria

Il Biancospino manifesta azione sedativa e miorilassante, per questo in omeopatia è particolarmente indicato nell'eretismo cardiaco, è considerato «lo specifico dello squilibrio neurovegetativo». L'attività che manifesta il biancospino a livello miocardico sembra attribuibile alla sinergia del suo fitocomplesso. A livello cardiaco il biancospino pare incrementi l'apporto ematico a miocardio e coronarie, determinando una migliorata tolleranza all'anossia.

Nome comune: Biancospino
Francese: Aubépin
inglese: Hawthorn

Famiglia: Rosaceae

Parte utilizzata: Foglie e fiori

Costituenti principali:

  • 2% flavonoidi.
  • 2-3% procianidine oligomere.
  • acidi fenolcarbossilici, acidi triterpenici, steroli, amminopurine.
  • olio essenziale (0,16%)

Attività principali: ipotensive, sedative, antispasmodiche, cardiotoniche, di regolazione
dell'attività cardiaca, vasodilatatrici coronariche.

Impiego terapeutico: aritmia cardiaca, coronarite (trattamento complementare), cardiotonico
di mantenimento (cura interdigitalica), ipertensione arteriosa (azione moderata ma prolungata), spasmi dolorosi dell'apparato digerente, stati ansiosi, insonnia.

Curiosità:

  • Il nome Crataegus deriverebbe dal greco kratòs = forza, e oxyacantha dal greco oxus = aguzzo e anthos - fiore, a causa delle spine acuminate.
  • il mondo classico non ne conosceva l'uso terapeutico. I Greci lo associavano alla speranza, alla fertilità: era un ornamento delle giovani spose. I romani ne adornavano le culle dei bambini per allontanare gli spiriti maligni.
  • I frutti del Biancospino erano impiegati dalle popolazioni preistoriche come alimento. In certe regioni del basso Danubio i frutti essiccati e ridotti in farina servono per preparare una specie di pane.

Il bianco spino