Ileite: Malattia di crohn

L’ileite o malattia di crohn: Per molti di noi, sedersi davanti ad un delizioso e ricco pasto può essere qualcosa di scontato, tanto è vero che ci sediamo al tavolo e mangiamo godendoci l’esperienza, senza riflettere su ciò che ci è possibile fare senza alcuna preoccupazione. Infatti, ciò non succede quando una persona soffre di un disturbo digestivo, come l’ileite ad esempio, in cui il corpo non è in grado di digerire normalmente il cibo, e quindi mangiare può diventare un problema serio e talvolta doloroso.

Che cos’è l’ileite? L’ileite, o malattia di Crohn, o nota anche come enterite regionale, è un’infiammazione cronica degenerativa che può colpire qualsiasi tratto del sistema digerente,dalla bocca all’ano. Essa deve il suo nome al gastroenterologo americano Crohn, che nel 1932, insieme a due colleghi, ha descritto una serie di pazienti con infiammazione dell’ileo, l’ultimo tratto dell’intestino tenue, e la zona più colpita dalla malattia, da cui il nome di ileite terminale. L’ileite è ritenuta una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca il sistema gastrointestinale come se fosse estraneo a quel corpo, provocando un’infiammazione; ci sono anche prove di una certa predisposizione genetica per questa malattia, e quindi questo ci porta a considerare le persone con fratelli o sorelle ammalati tra le persone che sono ad alto rischio di sviluppare questa malattia. L’ileite tende a presentarsi negli adolescenti e nei ventenni, con un altro picco di incidenza anche fra i cinquantenni e i settantenni, anche se fondamentalmente la malattia può presentarsi a qualsiasi età.

Ileite

L’ileite è un’infiammazione

L’ileite è un’infiammazione progressiva delle pareti intestinali, che può iniziare anche con piccoli disturbi, per poi trasformarsi in ulcere gravi che colpiscono gli strati più profondi del tratto intestinale, e nei casi più gravi c’è anche il rischio di rottura del tubo intestinale con la conseguente diffusione dell’infiammazione in altre parti del corpo. Il fatto che l’ileo sia la parte dell’intestino in cui avvengono la maggior parte delle funzioni di digestione enzimatica, e le funzioni di assorbimento, rende tale regione quella più favorevole allo sviluppo dell’infiammazione. Ma allo stesso tempo, proprio perché l’ileo riveste questo ruolo così importante nella digestione e nell’assorbimento degli alimenti, quando esso è infiammato, e quindi si trova sotto l’attacco del sistema immunitario, si riscontrano tutta una serie di problemi. La superficie dell’ileo è molto ampia perché il tessuto si avvolge su se stesso a fisarmonica, per aumentare la superficie di assorbimento, proprio perché è in questa sede che vengono assunti molti nutrienti importanti come le proteine e i carboidrati, ma quando questa superficie è irritata e ispessita, come accade nell’ileite, il paziente può mangiare anche tutti nutrienti di cui ha bisogno, ma questi in realtà non riescono ad essere assorbiti a livello dell’intestino, e quindi è come se in realtà non li avesse assunti, e tutta questa situazione prende il nome di malassorbimento, che è comune a tutti coloro che soffrono di ileite.

Quali sono le cause dell’ileite?

La causa propria dell’ileite non è stata identificata, ciò che si sa è che questa è una malattia rara in molte parti del mondo, ma nei paesi industrializzati la sua incidenza è maggiore, per questo motivo si crede che una dieta ricca di grassi, combinata con uno stile di vita sedentario sia la principale causa, ma la certezza assoluta non c’è, anche perché come abbiamo detto prima, è stata provata una certa predisposizione genetica, e solo recentemente i ricercatori hanno scoperto che questa malattia può essere il risultato di una risposta inappropriata del sistema immunitario, annoverandola tra le malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario non è più capace di riconoscere le proprie cellule distinguendole quindi dagli agenti estranei, e perciò attacca i suoi stessi tessuti come se fossero dei patogeni che devono essere distrutte, e perciò esso scatena l’infiammazione nei tessuti sani.

L’ileite può attaccare le persone di ogni  età, razza o sesso, ma è più comunemente riscontrata negli individui di età compresa fra i quindici ed i trent’anni, e quando questa patologia insorge nei bambini, può portare a delle complicazioni gravi come un ritardo nella crescita, o lo sviluppo ritardato a causa della condizione di malassorbimento. Inoltre l’incidenza dell’ileite è leggermente più alta nei maschi che nelle donne, e per ragioni ancora ignote, è di circa due, quattro volte più comune negli uomini ebrei che vivono in alcune parti del mondo.

Quali sono i segni e i sintomi dell’ileite?

L’ileite o anche morbo di Crohn, è una malattia progressiva che inizia spesso nelle mucose dell’ileo, e con il passare del tempo, invade i tessuti profondi, provocando ulcere che penetrano in altre parti del tratto digerente, ed ancora nelle fasi successive della malattia, l’intestino può essere perforato e i prodotti digestivi possono essere riversati all’esterno, invadendo quindi altre parti del corpo dove non sono mai destinati a trovarsi, e provocando un’infezione. Un esempio di infezioni di questo tipo, è l’infezione del rivestimento dell’addome, infezione che viene chiamata peritonite, che può essere molto grave e mettere in pericolo di vita l’individuo.

I sintomi dell’ileite sono vari, e variano a seconda del grado e della posizione dell’infiammazione, ma possiamo riassumere in un elenco quelli che sono i sintomi più comuni dell’ileite in generale, e questi sintomi sono:

  • mal di pancia, dolori e crampi addominali;
  • Frequente dissenteria (o diarrea) acquosa;
  • Febbre;
  • Senso di affaticamento;
  • Produzione di feci maleodoranti;
  • Costipazione;
  • Perdita di appetito;
  • Perdita di peso;
  • Fistole (cioè ascessi che si presentano di solito nella zona rettale, e che può produrre pus, muco e sangue);
  • Movimenti intestinali dolorosi;
  • Gonfiore e gas a livello addominale;
  • Feci contenenti sangue o sanguinamenti dal retto;
  • Dolori articolari;
  • Gengive gonfie;
  • Occhi infiammati;
  • Difficoltà di coagulazione del sangue;
  • Calcoli renali;
  • Irritazioni cutanee;
  • Infiammazione del fegato;
  • Sanguinamento gastrointestinale.

Trattamenti e cure per l’ileite

I principali trattamenti che sono disponibili e che sono utilizzati per curare l’ileite sono trattamenti di tipo farmacologico, e solo nei casi più gravi si ricorre alla chirurgia. La categoria di farmaci più utilizzata è quella dei classici antinfiammatori, che però hanno un successo limitato, ed in più alcuni di essi possono produrre degli effetti collaterali abbastanza importanti. Poi possono essere impiegati anche gli antibiotici, che quindi possono essere prescritti per evitare che sull’infiammazione si instauri un’infezione, che peggiorerebbe ulteriormente la situazione, ma il problema con l’uso degli antibiotici è che nel caso dell’ileite, essi dovrebbero essere somministrati per tempi abbastanza lunghi, ma ciò in realtà non è possibile, perché gli antibiotici modificano la flora batterica intestinale, e ciò potrebbe effettivamente peggiorare la situazione anziché migliorarla.

La chirurgia viene invece impiegata per rimuovere le parti del tratto intestinale infiammate e ricollegando le estremità, ed addirittura in alcuni casi, come quando è presente un occlusione intestinale, la chirurgia può rappresentare l’unico modo utile e necessario per salvare la vita del paziente. Tuttavia, la chirurgia non rappresenta una vera e propria cura per l’ileite, e quindi molto spesso dopo l’intervento la condizione di infiammazione tornerà a presentarsi.

Esistono poi dei trattamenti naturali che si possono adottare, ma di questo tipo di cure la dieta rappresenta la parola chiave, infatti è proprio ciò che si voleva intendere all’inizio, in quanto le persone che soffrono di ileite devono stare molto attenti a ciò che mangiano, infatti queste persone devono prendere alcuni accorgimenti:

  • evitare cibi piccanti;
  • Bere molta acqua al giorno;
  • Provare forme più morbide di alimenti come formaggi, yogurt e ricotta;
  • evitare cibi ricchi di fibre, poiché questi sono difficili da digerire e quindi richiedono al nostro sistema intestinale di lavorare di più;
  • Favorire le minestre, che rappresentano un’ottima fonte di nutrimento molto sano e facile da digerire;
  • Un ultimo suggerimento può essere quello di assumere un probiotico naturale, che aiuterà a ristabilire la flora batterica amica, e questo vi aiuterà a guarire più velocemente.

E direi che non è un caso che l’ileite è più comune nei paesi industrializzati e ricchi, in quanto come dice il proverbio: “Tu sei quello che mangi”. E quindi il modo migliore per evitare disturbi digestivi, di qualsiasi tipo, è quello di mangiare sano e fare delle scelte alimentari e di vita che conducano verso il benessere generale.

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Convivo con il morbo di crohn da 17 anni

sono una veterena del morbo di crohn, ci convivo da 17 anni, all inizio non è stato facile a 20 anni nn si accetta di avere una malattia, oggi invece fà parte di me e quasi quasi nn ne posso fare più a meno ahahahahahah..... comunque a tutti quelli che come me hanno il crohn o qualsiasi altra malattia, fatevi coraggio e affrontate tutto con serenità, tanto quello che abbiamo non andrà via con la disperazione. bacioni a tutti.

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