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Info sul carbone vegetale

Il carbone vegetale si ottiene per distillazione secca dal legno di Betula alba e da altri legni appartenenti ai generi Salix, Populus e Tilia, appositamente coltivati. Il carbone vegetale si comporta come una "spugna rigida” con grande area superficiale, porosa, fragile e leggera.

La polvere di Carbone attivo, presente nella Farmacopea Ufficiale XI edizione, si prepara per pirolisi della polpa di legno e viene “attivato” attraverso un particolare processo in grado di rimuovere le sostanze precedentemente adsorbite con diminuzione della grandezza delle particelle e produzione di una fitta rete di pori indispensabili per il processo di adsorbimento.

Composizione e Proprietà

Le ragioni per le quali il carbone vegetale attivato (80-90% in carbonio) viene apprezzato come integratore sotto forma di polvere per uso interno nelle forme gastriche ed intestinali con meteorismo e negli avvelenamenti sono legate alle seguenti proprietà:

  • Adsorbenti (nei confronti sia di gas che di sostanze solide).
  • Antimeteoriche, deodoranti.
  • Antidiarroiche.
  • Ipocolesterolemiche.

Attività deodorante ed adsorbente in caso di meteorismo, flatulenza, sindrome dell’intestino irritabile con distensione addominale

In concomitanza di disordini gastrointestinali si osserva in non poche situazioni una eccessiva presenza di gas a livello enterico (idrogeno e metano) accompagnati con dolore e distensione addominale. La tradizione erboristica propone da tempo l’utilizzo del carbone vegetale attivato per ridurre il meteorismo e la flatulenza. Sostanzialmente gli studi clinici riportati in letteratura confermano le proprietà assorbenti e riducenti nei confronti delle emissioni di gas intestinali anche se non mancano alcune discordanze o comprensibili ridimensionamenti delle attività funzionali, soprattutto in rapporto ai risultati offerti da alcuni farmaci di controllo, quali ad esempio il simeticone nel trattamento della sintomatologia legata alle dispepsie gastrointestinali o la rifaximina un nuovo agente antimicrobico usato per ridurre la produzione di idrogeno e la severità dei sintomi addominali.

In uno studio clinico in doppio-cieco, randomizzato e multicentrico, 284 pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabile (IBS) di età compresa tra 19 e 70 anni sono stati trattati per 12 settimane con somministrazioni di una formulazione commerciale di tavolette di Carbone (Eucarbon) e/o con tavolette contenenti solo Carbone non attivato (CL). I risultati hanno evidenziato una maggiore efficacia di Eucarbon in grado di alleviare nel 60% i sintomi della IBS rispetto al gruppo trattato con CL. Entrambi i trattamenti risultarono ben tollerati e producevano effetti avversi, peraltro difficilmente distinguibili dai sintomi della IBS, con frequenze similari: 22% (Eucarbon) contro 17% (CL). Gli Autori conclusero confermando l’efficacia e la sicurezza della preparazione erbale Eucarbon nel trattamento della IBS.

Antidoto contro gli avvelenamenti

Diverse osservazioni cliniche hanno chiaramente documentato l’efficacia adsorbente nei confronti di sostanze tossiche (composti chimici, tossine batteriche, ecc.) attenuando quindi la loro pericolosità a causa del ridotto assorbimento gastrointestinale.

Per tali proprietà il carbone vegetale viene riconosciuto dalla FDA (Food and Drug Administration) come valido antidoto generico in caso di avvelenamento acuto, dovuto sia alla eccessiva introduzione di farmaci, sia alla ingestione di sostanze tossiche o velenose ad esclusione di acidi e basi forti, acido borico, cianuro, litio, alcool etilico e metilico, integratori a base di ferro, acidi inorganici, molecole poco ionizzate.

Il carbone attivato si presenta come uno dei principali composti decontaminanti nella emergenza da avvelenamenti, anche nel trattamento pediatrico. Attualmente si utilizzano carboni super attivati dotati di maggiore superficie assorbente. Per avere efficacia come antidoto negli avvelenamenti è opportuno somministrare il carbone non oltre le due ore dopo l’ingestione della sostanza tossica, in genere, l’assorbimento completo della stessa avviene entro le due ore.

Le Linee Guida Europee ed Americane raccomandano l’uso del carbone attivato entro un’ora dall’ingestione della sostanza tossica. Uno studio ha evidenziato che nella pratica esistono obiettive difficoltà a rispettare tale limite dal momento che i ricoveri in ospedale avvengono mediamente 136 minuti dopo l’avvelenamento. Alcuni Autori ipotizzano quindi l’opportunità di ricorrere ad eventuali somministrazioni del carbone attivato già in ambiente pre-ospedaliero.

Attività adsorbente, antidiarroica

Le proprietà adsorbenti giustificano l’impiego tradizionale del carbone nel trattamento delle diarree acute negli adulti e nei bambini, dovute a microrganismi patogeni, enterotossine e farmaci (contraccettivi orali). Le donne che utilizzano contraccettivi orali possono ricorrere a contemporanee somministrazioni di polvere di carbone attivato per il trattamento dei sintomi diarroici: l’assunzione della polvere deve avvenire 3 ore dopo e/o almeno 12 ore prima l’introduzione del contraccettivo.

Attività ipocolesterolemica

Alcuni studi documentano un’attività ipolipemica. Somministrazioni di 8 g di carbone attivo 3 volte/die per un mese hanno evidenziato una riduzione media del 25% del colesterolo totale e del 40% dell’LDL, con aumento dell’8% dell’HDL.

Il carbone non viene assorbito a livello intestinale, si combina tuttavia con il colesterolo favorendone l’espulsione. Come enteroadsorbente dotato di proprietà ipocolesterolemiche ed ipolipemiche, potrebbe trovare quindi utile applicazione nella prevenzione e nel controllo dei disordini del metabolismo lipidico.

Indicazioni d’uso

Il carbone attivo trova quindi indicazione nelle forme gastriche ed intestinali come:

  • Aerofagia e flatulenza
  • Sindrome dell’intestino irritabile con fermentazioni eccessive e distensione addominale.
  • Antidoto contro gli avvelenamenti.
  • Diarrea
  • Ipercolesterolemia.

Carbone vegetale ...

 




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