Insulino resistenza: diagnosi sintomi cause e cura

Cosa significa insulino resistenza? L'insulino resistenza è una condizione in cui le cellule presentano una elevata sensibilità all'azione dell'ormone insulina, che continua ad essere prodotto in concentrazioni normali. La risposta biologica che ne deriva è pertanto inferiore alla norma. L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas esocrino, precisamente dalle cellule beta delle Isole di Langerhans, con azione prettamente anabolizzante sul metabolismo del glucosio. Agisce principalmente a livello del fegato, del tessuto adiposo e del muscolo scheletrico, ma anche sull'apparato riproduttivo femminile, che vengono quindi definiti tessuti insulino-dipendenti. Viene prodotto principalmente subito dopo il pasto, quando aumentano i livelli di glucosio, grassi e aminoacidi nel sangue, stimolando i meccanismi cellulari che inducono un abbassamento delle loro concentrazioni. 

insulino resistenza cosa fare

Insulino resistenza


Questo di traduce in:

  • Aumento del deposito di glucosio in glicogeno
  • Aumento del deposito di acidi grassi in trigliceridi
  • Aumento della sintesi di proteine dai singoli aminoacidi
  • Stimolazione del trasporto del glucosio nelle cellule, dove viene utilizzato per la produzione di energia


Insulina resistenza e diabete

Da alterazioni nel meccanismo d'azione dell'insulina può derivare il diabete. Questo può essere di due tipi:

  • Diabete mellito di tipo uno: è causato da una riduzione del numero delle cellule secernenti l'ormone, quindi si avrà una concentrazione nel sangue inferiore di insulina, ipoinsulinemia, accompagnata da iperglicemia anche a digiuno. In questo caso si rende necessaria la somministrazione di insulina di natura esogena, cioè non prodotta dall'organismo stesso, che va a compensare le carenze patologiche, per cui questo tipo di diabete viene definito "insulino-dipendente"
  • Diabete mellito di tipo due: è causato da una riduzione della sensibilità dei tessuti nei confronti dell'ormone, condizione alla base dell'insulino-resistenza, per cui si avrà comunque iperglicemia anche a digiuno, ma con livelli di insulina plasmatici nella norma

Pertanto l'insulino resistenza è un fattore che può portare all'insorgenza del diabete mellito di tipo due. 


Gli effetti di una mancata risposta biologica al rilascio dell'insulina si traducono in:

  • Aumento della concentrazione di glucosio, acidi grassi e aminoacidi nel sangue
  • Riduzione dell'ingresso di glucosio e acidi grassi nelle cellule
  • Riduzione della sintesi di glicogeno
  • Riduzione della sintesi di trigliceridi
  • Aumento della degradazione dei trigliceridi per idrolisi
  • Aumento della degradazione del glicogeno

Normalmente l'organismo mette in atto delle risposte compensatorie, che in un primo momento si traducono in un aumento della produzione di insulina da parte del pancreas, che possono comportare in seguito un danno nelle isole di Langerhans, predisponendo il soggetto alla comparsa del diabete mellito di tipo due.


Insulino-resistenza: Cause

L'insulino resistenza può essere causata da diversi fattori, principalmente di tipo alimentare, genetico o da patologie coesistenti. 

  • Fattori ormonali: il pancreas produce anche il glucagone, un ormone prodotto in condizioni di digiuno, che esplica attività biologiche esattamente contrarie a quelle dell'insulina, andando quindi ad innalzare i livelli di glucosio e acidi grassi nel sangue. L'organismo produce anche altri ormoni con lo stesso meccanismo d'azione, come l'ormone della crescita, o GH, il cortisolo e l'adrenalina, la cui attività biologica viene pertanto definita "antinsulinica". Se l'equilibrio nella produzione dell'insulina in relazione con gli altri ormoni che agiscono sul metabolismo dei nutrienti viene meno e prevalgono le attività metaboliche sul glucosio, può instaurarsi l'insulino-resistenza. Allo stesso modo anche terapie a base di GH o di cortisone possono indurre questa situazione. 
  • Fattori genetici: l'insulino resistenza può anche essere causata da mutazioni nel gene responsabile della sintesi del recettore cellulare per l'insulina, che non viene pertanto riconosciuto dall'ormone.
  • Malattie: l'insulino resistenza può colpire maggiormente i soggetti con patologie predisponenti, come: obesità, ipertensione, steatosi epatica, sindrome di Cushing, acromegalia, patologia endocrina con elevata produzione di ormone della crescita, feocromocitoma, un tumore benigno della midollare del surrene che comporta un aumento della produzione di adrenalina, ipogonadismo con produzione ridotta di testosterone, aterosclerosi, sindrome dell'ovaio policistico, dislipidemia.
  • Fattori alimentari: l'insulino resistenza può essere legata anche ad una dieta ricca di carboidrati, come la glucosamina, che viene spesso impiegata per la terapia dei problemi articolari. Anche il fruttosio e il saccarosio in elevate quantità possono predisporre alla comparsa di questo disturbo, poiché sembra che vada ad agire sul metabolismo del fegato. 


Insulino-resistenza: Cure

Sicuramente la prima raccomandazione in caso di insulino resistenza è quella di fare esercizio fisico e di perdere peso, soprattutto con un regime alimentare povero di carboidrati, con basso indice glicemico. Qualora uno stile di vita più sano non dovesse essere sufficiente, si potrà ricorrere alle terapie farmacologiche. Tra i farmaci attualmente somministrabili ci sono metformina, exenatide e tiazolidinedioni, utilizzati per il trattamento del diabete mellito di tipo due, ma utili anche in caso di insulino resistenza.


Diagnosi dell’insulino-resistenza

La diagnosi dell'insulino resistenza si basa principalmente sulla valutazione della glicemia e dell'insulinemia a digiuno, dal momento che una concentrazione di insulina maggiore alla norma può essere indice di un iniziale meccanismo compensativo da parte del pancreas per ovviare alla scarsa sensibilità delle cellule bersaglio all'ormone. 

Queste valutazioni possono essere eseguite mediante varie tecniche di laboratorio:

  • Curva da carico del glucosio o Test di tolleranza al glucosio (OGTT): è un test che prevede il monitoraggio della glicemia ad intervalli regolari in seguito all'assunzione di una bevanda contenente settantacinque grammi di glucosio, fino allo scadere dei centoventi minuti. Valori entro i 140 mg/dl di sangue sono ritenuti normali, mentre concentrazioni maggiori a digiuno e oltre i 140 ma entro i 200 mg/dl dopo due ore possono evidenziare l'insulino resistenza, mentre oltre i 200 mg/dl si riferiscono soprattutto al diabete mellito. 
  • Clamp Euglicemico Iperinsulinemico: prevede la somministrazione per via endovenosa di insulina in maniera continua, insieme alla soluzione di glucosio al 20% in concentrazioni variabili. Viene monitorata la glicemia ogni cinque o dieci minuti. Questo test verifica quanto glucosio deve essere somministrato insieme all'insulina per mantenere la normoglicemia, evitando che i livelli si abbassino oltre un certo valore. Se la glicemia è inferiore ai 4 mg/min è un segnale della presenza di insulino resistenza
  • Test di soppressione dell'insulina (IST): viene somministrata al paziente una soluzione a base di octreotide e somatostatina, che ha il compito di sopprimere la secrezione di insulina. Quindi vengono somministrati in maniera continua glucosio e insulina esogena, monitorando la glicemia ad intervalli di trenta minuti e di dieci minuti nell'ultima mezz'ora. Valori superiori ai 150 mg/dl sono considerati anormali
  • Indice HOMA (Homeostatic Model Assessement): vengono valutate le concentrazioni di glucosio e insulina nel paziente a digiuno, in base alla seguente formula: 

indice HOMA = (glicemia x insulinemia) / 22.5 

valori superiori a 5,5 indicano la presenza di insulino resistenza, mentre valori inferiori a 2,2 sono ritenuti nella norma.


Insulino-resistenza e dieta

Per un iniziale trattamento dell'insulino resistenza potrebbe essere sufficiente uno stile di vita più sano, con maggiore attività fisica e una dieta equilibrata. In particolare l'alimentazione dovrebbe  prevedere l'assunzione di tutti i principi alimentari, ma in dosi regolari ed equilibrate. Sono da ridurre i grassi saturi, la margarina, burro e olio cotto. È opportuno tenere sotto controllo il consumo di zuccheri e carboidrati, quindi pane, pasta e cibi con zuccheri aggiunti. Bisognerebbe regolare la dieta soprattutto in base all'indice glicemico degli alimenti:

Alimenti da ridurre o evitare:

  • Pane e pasta
  • Zucchero 
  • Miele
  • Patate
  • Cereali
  • Riso 
  • Frutti ricchi di zuccheri come banane e uva

Alimenti consigliati: ecco cosa mangiare

  • Dolcificanti a base di fruttosio
  • Formaggi magri e latte
  • Legumi 
  • Pesche 

Insulino-resistenza : Valori


In base al tipo di analisi di laboratorio eseguito per la diagnosi dell'insulino resistenza, sono ritenuti positivi i seguenti valori:

  • Curva da carico del glucosio: valori compresi tra 140 e 200 mg/dl di sangue
  • Clamp Euglicemico Iperinsulinemico: valori inferiori a 4 mg/min
  • Test di Soppressione dell'insulina: valori superiori a 150 mg/dl
  • Indice HOMA: valori inferiori a 2,2


Insulino-resistenza e ovaio policistico

La sindrome dell'ovaio policistico è un disturbo caratterizzato da alterazioni della funzionalità ovarica, che si traduce nell'alterata produzione degli ormoni ovarici. Può essere causata dalla presenza dell'insulino resistenza, che va ad agire anche sull'apparato riproduttivo femminile. Per questo nelle donne con questa disfunzione metabolica si avrà una maggiore produzione di ormoni androgeni, principalmente di testosterone, con alterazioni dell'ovulazione e delle mestruazioni fino all'infertilità.

Insulino resistenza: sintomi cause consigli e cure.

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