Iperlipidemia: sintomi cause e cura

Che cos’è l’iperlipidemia? Con il termine lipidi si intende identificare scientificamente i grassi che si trovano nel sangue, che se sono presenti a livelli adeguati, svolgono funzioni importanti nel vostro corpo, ma possono causare problemi di salute se presenti in eccesso, ed appunto l’iperlipidemia sta ad indicare proprio la situazione in cui i lipidi si trovano in eccesso nel sangue, e i lipidi che in genere si trovano aumentati nel sangue quando si instaura la condizione di iperlipidemia, sono il colesterolo e i trigliceridi. Avere troppi lipidi circolanti nel sangue accelera un processo chiamato arterosclerosi, che consiste in un pericoloso indurimento delle arterie, le quali sono normalmente lisce e pervie con l’avanzare dell’età e l’aumento del tasso di lipidi nel sangue provoca la formazione di placche che ostruiscono le pareti delle arterie portando alle restrizione ed irrigidimento delle arterie. L’arterosclerosi aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache, ictus e altre malattie vascolari. Fortunatamente, noi siamo in grado di ridurre gli alti livelli di lipidi nel sangue, e quindi di prevenire o rallentare la progressione dell’aterosclerosi, attraverso un cambiamento nello stile di vita, attraverso l’esercizio fisico ed una dieta sana.

Iperlipidemia

Iperlipidemia cosa è?

Come curare l’iperlipidemia

La iperlipidemia è trattabile proprio perché è causata da cattive abitudini di vita, come lo svolgere attività sedentarie, non praticare esercizi fisici, fumare, l’obesità etc, ma ci sono anche altre cause che non dipendono dalle nostre abitudini di vita come possono essere ad esempio: il diabete, le malattie renali, la gravidanza ed i problemi alla tiroide.

La iperlipidemia inoltre potrebbe essere anche ereditaria. Tuttavia, si hanno maggiori probabilità di sviluppare iperlipidemia per:

  • un uomo di oltre quarantacinque anni, 
  • una donna di oltre cinquantacinque anni, 
  • si hanno familiari che hanno sofferto di problematiche cardiache in età precoce.


Iperlipidemia e sintomi

Di solito la iperlipidemia non causa sintomi ed è per questo che è necessario un esame del sangue per effettuare una diagnosi di iperlipidemia. Alcuni studi hanno dimostrato che sarebbe opportuno effettuare questo test almeno ogni cinque anni dopo che si sono superati i venti anni di età per poter così mostrare al proprio medico quale livello di lipidi ci sono nel circolo sanguigno e, confrontando diversi esami a distanza di un mese l’uno dall’altro, è possibile verificare se questo alto tasso di lipidi è temporaneo o permanente.


Iperlipidemia ed esami

La maggior parte degli esami che vengono utilizzati per diagnosticare e tenere sotto controllo una iperlipidemia sono il dosaggio delle LDL, il colesterolo cosiddetto cattivo, le HDL, cioè il colesterolo buono, il colesterolo totale, cioè le HDL più le HDL, e i trigliceridi; e per avere un basso rischio di sviluppare l’aterosclerosi e quindi di conseguenza delle malattie cardiovascolari.


Come si cura l’iperlipidemia?

Il trattamento da utilizzare per l’iperlipidemia dipende dai livelli di lipidi, dal rischio di malattia cardiovascolare che ha il vostro cuore e dalla vostra salute generale. Sicuramente un primo passo per abbassare i livelli di lipidi circolanti nel nostro organismo è quello di apportare dei cambiamenti di vita salutari al nostro organismo, e l’obiettivo del vostro medico sarà quello di abbassare principalmente il colesterolo LDL, ma se anche con questo primo passo, il vostro livello di lipidi resta inalterato, e se il vostro medico decide che siete a rischio di sviluppare delle malattie cardiovascolari, allora si ha bisogno di un trattamento più aggressivo, che può prevedere anche l’utilizzo di farmaci, ed in generale, per gli uomini di età superiore ai 35 anni, e per le donne in menopausa, vengono utilizzati farmaci ipolipemizzanti, che impediscono la sintesi di colesterolo dal fegato, e tra questi farmaci ricordiamo:

  • Le statine, che bloccando l’azione del fegato, impediscono al nostro organismo di produrre colesterolo endogenamente;
  • I sequestranti degli acidi biliari, che impediscono il riassorbimento del colesterolo da parte della bile, la quale aiuta a digerire i grassi alimentari;
  • I fibrati;
  • La niacina o vitamina B5.

Ma a parte la somministrazione di questi farmaci, il modo più efficace e importante per ridurre il colesterolo è quello di apportare modifiche nella vostra dieta e nel vostro esercizio fisico, e questo insieme di cambiamenti viene chiamato “cambiamenti terapeutici dello stile di vita”, che possono abbassare il colesterolo totale dal dieci al venti per cento in alcune persone, mentre più comunemente, con questa terapia si ottiene dal due al sei per cento di riduzione dei lipidi totali.

Per mettere in atto questi cambiamenti terapeutici dello stile di vita, bisogna anche seguire una dieta, che può anche prevedere:

  • La riduzione dell’assunzione di grassi saturi fino al sette per cento delle calorie giornaliere;
  • La riduzione del consumo totale di grassi dal 35 al 25 per cento delle calorie giornaliere;
  • Limitare il colesterolo alimentare a meno di 200 mg al giorno;
  • Mangiare 20-30 grammi al giorno di fibre solubili, che si trovano nell’avena, nei piselli, nei fagioli, in alcuni frutti;
  • Aumentare l’assunzione di steroli vegetali da due a tre grammi al giorno, e sono sostanze che si trovano nella frutta secca, negli oli vegetali, nel mais, nel riso.

Altri alimenti che possono aiutare a controllare il colesterolo, sono i pesci di acqua fredda come gli sgombri, le sardine ed il salmone, questi pesci contengono acidi grassi omega3, che sono in grado di ridurre i trigliceridi; mentre invece i semi di soia, che si trovano nel tofu, nelle noci di soia e nei sostituti della carne, e che contengono una grande quantità di un antiossidante che è in grado di abbassare le LDL. Inoltre cosa importante, è che l’eccesso di peso corporeo riduce il colesterolo HDL, mentre viceversa, perdere il peso corporeo in eccesso può aiutare a ridurre i livelli in eccesso di LDL, ed il vostro medico vi aiuterà sicuramente a capire quanto peso dovete perdere e vi dirà come è meglio dimagrire. E può sembrare una sciocchezza, ma è molto importante anche dove si distribuisce il tessuto adiposo, infatti chi ha il tessuto adiposo soprattutto a livello dell’addome ha molti più rischi di sviluppare una malattia cardiaca rispetto a coloro che hanno il tessuto adiposo concentrato su fianchi, cosce e gluteiL’esercizio fisico infine costituisce un altro componente dei cambiamenti terapeutici dello stile di vita, e il vostro medico vi consiglierà di camminare svelti per circa 20 o trenta minuti tutti i giorni della settimana, e questo vi può aiutare a  perdere o mantenere il peso, alleviare lo stress, aumentare le HDL, e diminuire invece i trigliceridi e le LDL.

Infine se si fuma, bisogna smettere, perché il fumo può ridurre le HDL, può restringere i vasi sanguigni, e può ferire le pareti dei vasi, e tutti questi effetti possono velocizzare l’indurimento delle arterie.


L’iperlipidemia familiare combinata

L’iperlipidemia familiare combinata è un disordine del metabolismo del colesterolo e dei trigliceridi, che viene ereditata e si tramanda attraverso il DNA. Sebbene l’iperlipidemia familiare combinata è il disordine genetico più comune, e la cui insorgenza provoca attacchi di cuore in anticipo, i ricercatori non sono ancora stati in grado di individuare i geni responsabili, quello che sappiamo è che disordini del metabolismo come il diabete e l’ipotiroidismo, ed anche l’alcolismo, possono peggiorare la condizione. L’iperlipidemia può portare come sintomi il dolore al torace, ma potrebbero anche non esserci sintomi fisici, e per di più le persone che sviluppano questa condizione durante l’adolescenza, spesso mantengono tale condizione per tutta la vita, e queste persone hanno un più alto tasso di obesità e di intolleranza la glucosio, e sono maggiormente a rischio per le malattie coronariche e attacchi di cuore precoci.

Consigli utili per controllare i livelli di grassi nel sangue per evitare l'iperlipidemia

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