Ipertermia: segni e sintomi

L’ipertermia: L’ipertermia consiste nell’avere una temperatura corporea elevata, a causa di un errore compiuto a livello del nostro centro di regolazione, ed essa si verifica quando il corpo produce o assorbe più calore di quanto si possa disperdere, e quando la temperatura corporea è sufficientemente elevata, la condizione di ipertermia, è un’emergenza medica che richiede un trattamento immediato per prevenire la disidratazione, e conseguentemente la morte.

Le cause più comuni dell’ipertermia sono i colpi di calore, causati da una prolungata esposizione al calore eccessivo e all’umidità, e le reazioni avverse ai farmaci, e l’ipertermia si instaura quando i meccanismi termoregolatori del corpo, dopo un certo periodo di tempo, sono sopraffatti dal calore, ed incapaci di affrontarlo efficacemente, provocando così un innalzamento della temperatura corporea incontrollato. Per quanto riguarda invece i farmaci, l’ipertermia può verificarsi raramente come effetto collaterale, ed in particolare questo può succedere con quei farmaci che colpiscono il sistema nervoso centrale, come ad esempio i farmaci che vengono utilizzati per indurre l’anestesia generale. Oppure, invece di essere una conseguenza accidentale di un esposizione al sole o dell’assunzione di un farmaco, l’ipertermia può essere anche indotta appositamente come forma di terapia per trattare alcuni tipi di cancro ed altre patologie.

Ipertermia cosa significa?

Ipertermia


Ipertermia è ipotermia

L’opposto di ipertermia, è l’ipotermia, che si verifica quando la temperatura corporea di un organismo scende al di sotto di quella richiesta per il normale e corretto funzionamento del metabolismo, ed è causata da una prolungata esposizione alle basse temperature, e rappresenta anch’essa un’emergenza medica che richiede un trattamento immediato per prevenire l’assideramento e la conseguente morte.


Segni e sintomi dell’ipertermia

Innanzitutto, essendo l’ipertermia una condizione patologica correlata alla temperatura corporea di un individuo, bisogna ricordare che in un corpo umano adulto sano, la temperatura corporea media ottimale è di 37° C, e pertanto, se questa temperatura si innalza fino ad arrivare nelle vicinanze dei 40° C, allora si parla di ipertermia, e nel caso in cui tale valore viene superato, l’individuo è in serio pericolo di vita. I segni tipici dell’ipertermia, sono la sensazione di avere molto caldo, avere la pelle secca, arrossata e calda, poiché i vasi sanguigni si dilatano nel tentativo di aumentare la dissipazione di calore, portando talvolta ad avere le labbra gonfie, e l’incapacità di raffreddare il corpo attraverso la sudorazione provoca la secchezza della pelle, mentre al contrario la febbre, che comunque provoca un innalzamento della temperatura, produce in risposta all’eccessivo calore, la cute fredda ed umida, proprio perché l’organismo compensa efficacemente l’ipertermia con la sudorazione.

Altri segni e sintomi variano a seconda della causa che scatena l’ipertermia, ad esempio se questa è il frutto di un esposizione prolungata al sole, e quindi la causa dell’ipertermia è un colpo di calore, allora come sintomi possiamo avere nausea, vomito, mal di testa, e la pressione sanguigna bassa, e nel caso di un colpo di calore grave, la persona può dare anche segni di confusione, inoltre sia la frequenza respiratoria e sia la frequenza cardiaca aumentano con rispettiva tachipnea e tachicardia, in quanto il cuore cerca di fornire abbastanza ossigeno al corpo. E nelle situazioni proprio gravi, la diminuzione della pressione arteriosa può causare una contrazione dei vasi sanguigni, determinando un colorito della pelle pallido o bluastro. E bisogna prestare molta attenzione nei bambini, dove si possono verificare anche crisi epilettiche, e alla fine gli organi iniziano a non funzionare più bene determinando l’incoscienza ed il coma.

Per quanto riguarda l’utilizzo di farmaci che possono causare come effetto collaterale l’ipotermia, c’’è da dire che il tasso di ipotermia è maggiore dove l’uso di questi farmaci è più alto, e tra questi farmaci ricordiamo molti farmaci psicotropi, come gli inibitori delle monoassidasi, e gli antidepressivi triciclici. In più, anche molte droghe illecite, tra cui le anfetamine, la cocaina, e l’ecstasy, possono indurre l’ipertermia come effetto negativo.

Mentre invece l’ipertermia maligna è una rara reazione ad alcuni comuni agenti anestetici, o all’azione dell’agente paralitico succinilcolina, ma per l’ipertermia maligna, c’è una predisposizione genetica, che viene trasmessa quindi geneticamente, ed è una condizione che può essere fatale.

Altre possibili, ma rare cause dell’ipertermia sono il tumore della ghiandola surrenale, danni al sistema nervoso centrale, causata da un emorragia cerebrale, una grave crisi epilettica incontrollata, e altri tipi di danno a carico dell’ipotalamo, che rappresenta la sede dei centri di termoregolazione.


L’ipertermia maligna

L’ipertermia maligna è una malattia genetica che provoca un aumento rapido della temperatura corporea e contrazioni muscolari gravi, quando la persona interessata riceve l’anestesia generale. Questa condizione non ha le stesse caratteristiche dell’ipertermia causata dal colpo di calore o dalle infezioni. L’ipertermia maligna come abbiamo detto è una malattia genetica, e basta che un solo genitore l’abbia, perché il bambino erediti la patologia, e questo perché si trasmette con un carattere autosomico dominante, e può verificarsi in associazione anche a malattie muscolari come la miopatia.

Tra i sintomi dell’ipertermia maligna ricordiamo:

  • L’emorragia;
  • Aumento rapido della temperatura corporea a 40 °C o anche di più;
  • Rigidità muscolare;
  • Dolori muscolari senza una causa evidente, come quelle che potrebbero essere l’esercizio fisico o le infezioni;
  • Colore marrone scuro delle urine.

L’ipertermia maligna viene spesso diagnosticata dopo che il paziente ha ricevuto l’anestesia, e quindi durante l’intervento, e ciò che si può fare in questi momenti, è avvolgere il paziente in una coperta per aiutarlo a raffreddarsi, riducendo la febbre e il rischio di gravi complicazioni, e poi può essere utile somministrare farmaci come la lidocaina o un beta-bloccante per aiutare il cuore a mantenere un ritmo regolare, e per preservare la funzione renale durante un episodio, è necessario introdurre dei liquidi per via endovenosa o per via orale. 

L’utilizzo dell’ipertermia in oncologia e tumore

L’ipertermia viene utilizzata come forme di terapia del cancro, insieme alla radioterapia e alla chemioterapia, essa ha la capacità di rendere le cellule tumorali sensibili alle radiazioni, e l’ipertermia può anche aumentare gli effetti di alcuni farmaci antitumorali. Molti studi clinici hanno mostrato una significativa riduzione delle dimensioni di alcuni tumori, quando la chemioterapia e la radioterapia vengono accoppiate all’ipertermia, tuttavia questi studi non hanno dimostrato un aumento della sopravvivenza nei pazienti che ricevevano il trattamento. Esistono diversi metodi di dare l’ipertermia che sono attualmente in fase di studio, tra cui l’ipertermia locale, quella regionale e quella totale. Con l’ipertermia locale, il calore è applicato ad una piccola area, come un tumore, utilizzando varie tecniche in grado di fornire energia per riscaldare il tumore, e per fare ciò si può usare la radiofrequenza e gli ultrasuoni. Per quanto riguarda l’ipertermia regionale, questa serve per riscaldare ampie aree di tessuto, come una cavità del corpo, un organo o un arto, che può essere utilizzata per il cancro del collo dell’utero o della vescica, o del fegato ed il polmone. L’ipertermia in tutto il corpo viene usata per contrastare il cancro che ha già dato metastasi, e che si è quindi diffuso in tutto il corpo. L’efficacia di questo trattamento, è legata alla temperatura raggiunta durante la seduta e alla sua durata, ma anche alle caratteristiche delle cellule e dei tessuti, e per assicurarsi che la temperatura desiderata viene raggiunta ma non superata, la temperatura del tumore e del tessuto circostante viene monitorata durante il trattamento, per cui in anestesia locale, il medico inserisce piccoli aghi o tubi con piccoli termometri sulla zona da trattare per poter così monitorare la temperatura.

Possiamo quindi vedere come l’ipertermia possa essere utilizzata per cercare di contrastare il progredire di un tumore, ma nel caso in cui questa sia geneticamente determinata, può mettere a serio rischio la vita.

Come avviene l'ipertermia?

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