La pianta di Angelica

L'Angelica officinalis (arcangelica) è una pianta utilizzata in omeopatia per via delle proprietà amaro-aromatico, utile nelle dispepsie dovute in particolare a diminuzione della secrezione di succo gastrico. Inoltre è un tonico cordiale in grado di risvegliare l'appetito e facilitare i processi digestivi, viene infatti impiegato come stimolante dell'appetito nei disappetenti.

La pianta di Angelica

La pianta Angelica

Nome comune: Angelica; Arcangelica
Francese: Angélique
Inglese: Angelica
Famiglia: Apiaceae
Parte utilizzata: Radici; frutti, parti aeree

Costituenti principali:

  • olio essenziale (0,3-1,5%): 3-fellandrene (13-28%), a-fellandrene (2-14%), a-pinene (14-31%); (3-pinene, limonene...; sesquiterpeni, quali p-bisabolene, bisabololo, P-cariofillene...
  • furanocumarine: bergaptene, kwannina (arcangelicina), peucenina-7-metileetere...
  • cumarine (umbelliferone)
  • acido caffeico e clorogenico; sitosterolo; acidi grassi, tannini...
  • frutti: olio essenziale, cumarine, furocumarine

Attività principali: antispasmodica; carminativa, antidispeptica; tonica

Impiego terapeutico: dispepsia, anoressia; turbe psicosomatiche; dismenorrea

Presenta anche attività spasmolitica il che ne giustifica, probabilmente, l'utilizzo nell'insonnia nervosa, nella dismenorrea, nella gastralgia, nei dolori cronici dello stomaco, dell'intestino e delle vie biliari ecc. Si tratterebbe, pertanto, di un buon antispasmodico che interviene favorevolmente ogni qual volta il fattore nervoso risulta essere alla base del disturbo funzionale.

Le furanocumarine sono responsabili della fototossicità della pianta, per cui è buona regola, durante il suo utilizzo, evitare prolungate esposizioni solari.

L'angelicina (furanocumarina) si è dimostrata anticonvulsivante, miorilassante e sedativa (esperimenti su cavia) mentre l'arcangelicina e i suoi derivati manifestano azione coronarodilatatrice.

L'estratto alcolico della pianta avrebbe azione antibatterica e antifungina, in particolare nei confronti della Candida albicans.

Le specie asiatiche, la cui farmacologia è meglio conosciuta, avrebbero attività immunologica (stimolazione della produzione di interferone, stimolazione dei macrofagi ecc.), azione legata ad una glicoproteina della frazione polisaccaridica.

Viene anche segnalato l'impiego della pianta nel trattamento palliativo dell'ipofollicolinismo, per la supposta presenza di principi estrogenici.

L'utilizzo dell'olio essenziale, che risulta un buon stimolante (dispepsia) e un valido antispasmodico (dismenorrea) deve essere attentamente controllato e non superare le tre gocce su una zolletta di zucchero, 1-2 volte al dì.

Radici e frutti possono essere impiegati, per le proprietà carminative, nelle affezioni gastrointestinali sotto forma di polvere (4-10 g) o infuso al 5%: più efficaci ancora gli steli freschi, particolarmente aromatici

Può essere interessante segnalare uno studio che evidenzia l'azione protettiva di Angelica sinensis nei confronti dall'infarto del miocardio tramite aumento del flusso coronarico e riduzione del consumo di ossigeno).

L'uso esterno, sotto forma di bagni o linimenti, nel trattamento dei dolori reumatici, ripreso dalla medicina popolare, sarebbe giustificato dalla presenza di polienine, dotate di proprietà analgesiche.

Le foglie, che perdono le loro proprietà quando vengono disseccate, rientrano nella formulazione dell'alcolato vulnerario.

Tossicità ed effetti secondari: la letteratura non segnala effetti secondari alle dosi terapeutiche. Dosi molto elevate hanno un effetto abortivo. Occorre porre attenzione all'azione fotosensibilizzante, per cui durante l'assunzione della pianta è opportuno evitare esposizioni prolungate al sole o ai raggi UV.

Forme farmaceutiche e posologia

Infuso: infondere un cucchiaino (2-4 g) di radici in 150 mi di acqua bollente; filtrare dopo 10 minuti. Bere una tazza di infuso tiepido mezz'ora prima dei pasti.
Infuso o decotto preparato al 5%.

Angelica archangelica T.M.: 40 gocce tre volte al dì.

Curiosità sulla angelica

  • Era una pianta molto coltivata attorno ai monasteri ed il suo gradevole sapore ne faceva un rimedio assai piacevole. Rientra nella composizione dell'acqua di melissa.
  • L'antica legislazione scandinava proibiva ai contadini, quando cambiavano casa, di asportare dai campi e dai giardini le piante di Angelica.
  • Nel XVI sec. veniva coltivata nei monasteri dell'Europa centrale e, appunto dai monaci, per le sue virtù vere e presunte, fu denominata Erba degli angeli o Angelica o Arcangelica, quasi fosse venuta dal regno degli angeli. Secondo l'abate Fournier il nome Arcangelica deriva dalla leggenda che attribuiva all'arcangelo Raffaele l'aver rivelato ad un eremita le proprietà specifiche della pianta contro la peste.
  • Oltre alle virtù soprannaturali, che le furono assegnate dai frati medievali, si ritenne a lungo che possedesse la capacità di garantire una lunga vita. A conferma di tale prodigiosa prerogativa, si citava il fatto, ricordato da Raspail, di un certo Annibale Camoux, morto a Marsiglia nel 1759 all'età di 121 anni, il quale riteneva che la sua eccezionale longevità derivasse dall'uso quotidiano di succhiare pezzi di radici di Angelica.
  • Conserva di Angelica (Codex 1818): Polpa di radice di Angelica a. 250 g Zucchero bianco 1000 g
  • Anche gli steli venivano confettati nello zucchero e costituivano una leccornia. Gli steli giovani e le foglie, crude o cotte, sono utilizzate in preparazioni di insalate. L'Angelica è utilizzata nella produzione industriale di alcuni liquori.

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Erbe officinali piante medicinali

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Salve mi chiamo Roberta e avrei delle domande da fare riguardo all'Angelica cinese; ho 48 anni e da 1/2 mesi ho i sintomi della menopausa tipo le famose vampate di calore che mi svegliano anche la notte... su consiglio del medico ho fatto le analisi con dosaggio ormonale e mi ha detto che sono ancora lontana 4/5 anni circa da quell'evento, quindi per contrastare questi fastidi ho pensato a qualche aiuto omeopatico e da circa 20 giorni sto prendendo delle capsule vegetali, una al dì che contengono estratti secchi di Angelica cinese, Passiflora e Melissa (ERBADONNA 1 "Erbamea"). Ho notato un leggero miglioramento generale, ma non so per quanto prenderle o se devo interrompere per dei periodi...A proposito mi sarebbero dovute arrivare le mestruazioni il 07/10 e mi sono saltate... sono sempre state puntuali, sono sposata ma non ho figli, sette anni fa sono stata operata di endometriosi e ciste ovarica. In attesa ringrazio per l'attenzione e saluto.

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