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Le piante di fagiolo corallino

Il fagiolo corallino è una grande liana originaria dei paesi tropicali ove viene coltivata come pianta ornamentale. I fusti, le foglie e le radici hanno uno spiccato sapore di Liquirizia per cui vengono utilizzati per gli stessi usi.

Nome comune: Fagiolo corallino; Fagiolo indiano
Francese: Jequirity; Liane-réglisse
inglese: Jequirity; Indian liquorice; Saga
Famiglia: Fabaceae

Parte utilizzata:
seme-foglia

Costituenti principali:

  • seme: abrina (lectina)
  • foglia: 1 0% di glicirrizina

I semi si presentano di colore arancio vivo con una macchia nera circolare in corrispondenza di un'estremità. Vengono utilizzati per realizzare ornamenti, corone da preghiere, collane, e per la decorazione di costumi.

In India servono pure come misura di peso per l'oro e per le pietre preziose.

Sono segnalati come altamente tossici, se masticati, in virtù del loro contenuto in abrina, una lectina dotata di proprietà tossicologiche .

Masticare ed inghiottire un unico seme può rivelarsi mortale per l'uomo. I principali segni di intossicazione sono rappresentati da vomito, diarrea, collasso.

Ladura cuticola del seme impedisce il riassorbimento della tossina. Bolliti perderebbero la loro tossicità. La pianta era inscritta nella Farmacopea italiana come Semen Jequirity per il trattamento delle congiuntiviti granulose croniche, del tracoma e contro il pannus cornealis.

Venivano attuate instillazioni con l'infusione dei semi: queste provocavano un'infiammazione purulenta
specifica della congiuntiva «la quale determina un abbondante riassorbimento dei prodotti patologici degli strati superficiali della cornea».

Il verificarsi, però, di reazioni infiammatorie incontrollabili, che potevano portare alla perdita della vista, ne hanno fatto abbandonare utilizzo.
Venne anche impiegata per applicazioni topiche nel trattamento di forme tumorali cutanee ma, anche in questo caso, il suo uso fu abbandonato per la tossicità manifestata dal preparato.

Studi recenti hanno indagato e segnalato l'attività abortiva, o altrimenti teratogena, della sospensione acquosa in cavia.

Tossicità ed effetti secondari

Responsabile della tossicità dei semi è l'abrina, una lectina: si tratta di una fitotossina di natura proteica. Spesso le lectine sono unicamente tossiche per via
parenterale, altre invece non sono distrutte dagli enzimi del tratto digestivo.Ciò avviene per l'abrina della Jequirity, per la fasina del Fagiolo e per la ricina dei semi di Ricino.

Di solito le lectine sono denaturate dalla cottura, per cui i fagioli cotti, ad esempio, sono perfettamente commestibili mentre l'ingestione dei semi e dei
baccelli crudi comporta severe gastroenteriti ad evoluzione però favorevole.

L'intossicazione dovuta all'assorbimento di questa tossina si manifesta dopo 2-3 ore dall'ingestione con vomito, diarrea emorragica, perdita di liquidi e
stato di shock. Nel caso dell'Abrus precatorius L. nausea e cefalea intensa sono i primi sintomi.

Si possono quindi osservare emorragie multiple (tubo digestivo,ma anche retina). Seguono midriasi, vasodilatazione cutanea ed ipotensione fino
al collasso. Sono stati segnalati casi di convulsioni e allucinazioni.

È stato riportato recentemente un caso di avvelenamento caratterizzato da edema polmonare ed
ipertensione. Mezzo milligrammo di abrina può risultare mortale per un adulto. L'abrina può passare nell'acqua per semplice macerazione dei semi.

I semi sono decorativi e con essi vengono fatte collane:
portare meccanicamente la collana alla bocca può essere, pertanto, pericoloso. Non tenere a portata di mano dei bambini.

La pianta del fagiolo corallino...

 




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