Mal di pancia dopo mangiato

il mal di pancia è comune dopo aver mangiato specialmente qualora i cibi introdotti non rappresentassero il massimo della leggerezza.

Il mal di pancia dopo mangiato è un problema comune, quante volte, dopo aver mangiato più cibo di quanto il nostro stomaco ne riesca a digerire, ci sentiamo pieni, assonnati, e vorremmo immediatamente metterci a dormire? Spesso capita di avvertire fastidio o mal di pancia dopo aver mangiato troppo, dopo aver consumato cibi troppo speziati, o quando ci stendiamo subito dopo i pasti.

Mal di pancia dopo mangiato

Mal di pancia dopo mangiato

Mal di pancia dopo i pasti perchè?

In ogni caso, la causa reale di questa sensazione di gonfiore o pesantezza potrebbe essere nascosta più a fondo. La cavità addominale infatti non comprende soltanto lo stomaco, l'organo a cui ci riferiamo di solito quando avvertiamo dolore diffuso in quest’area; nell’addome sono presenti anche altri organi vitali, come l’esofago, l’intestino, l’appendice, il fegato, la cistifellea, la milza e il pancreas. In questa regione possiamo trovare anche parte delle vie urinarie, come i reni e gli ureteri, presenti nella porzione più inferiore dell’addome. Un problema legato a uno qualsiasi di questi organi potrebbe provocare dolore dopo aver mangiato. Il mal di pancia non è dunque un disturbo legato riduttivamente ed esclusivamente a un "problema di stomaco".
Se la sede del dolore è lo stomaco, bisognerebbe in ogni caso individuare quale porzione di esso è risentita, qualora fosse possibile. Lo stomaco, infatti, comprende diverse parti. A livello dello sbocco dell’esofago  è presente il cardias, una sorta di valvola sfinterica che si apre solo per consentire il passaggio del cibo. Lo stomaco può essere visto come un organo sacciforme, suddivisibile in un fondo, cioè la curvatura superiore del sistema digestivo, e un corpo, cioè la porzione centrale. A livello dello sbocco dello stomaco nel primo tratto dell’intestino, il duodeno, si trova un altro sfintere, il piloro. Il tipo di dolore associato allo stomaco dipenderà da quale parte dello stomaco lo genera. In ogni caso manifestazioni dolorose frequenti non devono essere sottovalutate, ma bisognerebbe indagare a fondo se ci siano eventuali minacce per la salute del nostro corpo.
Lo stomaco è uno degli organi più utilizzati e trascurati del nostro organismo. È la sede centrale della digestione, che ha il compito di rendere assimilabili tutte le sostanze che ingeriamo, sminuzzandole in molecole semplici, che l’organismo potrà assumere più facilmente. Spesso lo stomaco si trova a dover digerire cibi pesanti, molto grassi, i cosiddetti “cibi-spazzatura”, ma anche le sostanze alcoliche. Tutto questo, se accompagnato a frequenti spuntini, o a pasti esagerati, può a lungo andare rallentare o ostacolare il normale funzionamento dello stomaco. Come risultato, può comparire sempre più spesso il mal di pancia, meglio definito come dolore addominale.

Quando il dolore si presenta dopo i pasti, le cause principali, più comuni, potrebbero essere:

  • Gastrite: è una condizione dovuta ad un’infiammazione della mucosa dello stomaco. Può essere acuta, quando i sintomi sono molto forti, o cronica, quando invece persiste nel tempo con rari picchi di dolore o bruciore. La gastrite può essere causata da diversi fattori, come l’abuso di bevande alcoliche, l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori, in particolare dei FANS (antinfiammatori non-steroidei), che tuttavia sono i più utilizzati, il fumo delle sigarette, e molti altri fattori. Può presentarsi anche come effetto collaterale di un intervento chirurgico, o in seguito ad infezioni del tratto gastroenterico. I sintomi sono principalmente legati ad un forte senso di bruciore, dolore, digestione lenta, nausea, perdita di appetito. Quando la situazione è particolarmente acuta, il bruciore può presentarsi subito dopo i pasti, perdurando per ore, ma soprattutto a digiuno, poiché lo stomaco tenterà di “digerire” la sua stessa mucosa. Il trattamento consiste solitamente nell’assunzione di antiacidi, tra cui i più utilizzati sono quelli a base di idrossido di magnesio e idrossido di alluminio, ma anche di farmaci inibitori della pompa protonica, come l’omeprazolo, il lansoprazolo o il pantoprazolo, che agiscono sul meccanismo di secrezione dei succhi gastrici. Se il problema è batterico, invece, potrebbe essere necessaria l’assunzione di antibiotici.
  • Gastroenterite: è un’infezione virale o batterica, che può interessare lo stomaco così come l’intestino. I sintomi sono principalmente il gonfiore e il dolore dopo aver mangiato, nausea, vomito, diarrea.
  • Reflusso gastroesofageo: è una condizione che si presenta quando il cardias, lo sfintere a livello dello sbocco dell’esofago nello stomaco, non riesce a chiudersi completamente, provocando la risalita dei succhi acidi verso l’esofago. Questo disturbo comporta dolore e bruciore dopo aver mangiato, e in alcuni casi anche mal di gola e asma.
  • Ulcera peptica: è una condizione dovuta alla presenza di ulcerazioni, anche perforate, a livello della mucosa gastrica. Ciò comporta la fuoriuscita di acido cloridrico, causando forti dolori allo stomaco, soprattutto dopo aver mangiato, momento in cui viene prodotto in maggiore quantità insieme al succo gastrico. Questo problema può verificarsi anche a livello del duodeno, ma il tratto distintivo è che, mentre nell’ulcera peptica il dolore aumenta dopo i pasti, nell’ulcera duodenale tende invece ad alleviarsi dopo mangiato. Può essere causato da gastrite forte malcurata, oppure da infezioni batteriche, in particolare da parte dell’Helicobacter pilorii, per cui sarà necessaria la somministrazione di antibiotici e antiacidi. Quando la situazione diventa pericolosa, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.
  • Intolleranze alimentari: è la causa più probabile del dolore allo stomaco dopo i pasti, soprattutto se si consumano alcuni tipi di cibi che possono dare intolleranze, come graminacee e latticini. In caso di intolleranza al lattosio, condizione in cui l’organismo non produce abbastanza enzimi per scindere il lattosio nei suoi zuccheri semplici glucosio e galattosio, facilmente assimilabili dall’intestino, si accuseranno dolori allo stomaco, gonfiore addominale, coliche e diarrea. in questi casi basterà eliminare momentaneamente la fonte del problema, per favorire la disintossicazione dell’organismo, per poi reintegrare gradualmente i latticini nella dieta. Possono anche essere prescritti degli integratori di lattasi, l’enzima che scinde il lattosio, per favorire la riduzione dei sintomi.
  • Appendicite: corrisponde ad una forte infiammazione dell’appendice, una estroflessione della parete intestinale, in cui facilmente si accumulano e ristagnano le feci e i residui alimentari. Comporta dolori acuti e lancinanti nel quadrante inferiore destro dell’addome, accompagnati da nausea, vomito e febbre.
  • Calcoli: possono localizzarsi a livello della colecisti o delle vie urinarie. Si formano degli aggregati di minerali, come il calcio, in forma di cristalli, che possono avere dimensioni di pochi millimetri fino a qualche centimetro. Queste formazioni vanno ad ostruire i dotti della colecisti o del rene, ostacolando la fuoriuscita delle sostanze da queste strutture. Il risultato è un forte dolore addominale, che spesso si riflette a livello della schiena.
  • Pancreatite: è un’infiammazione del pancreas, una grossa ghiandola situata dietro lo stomaco, che collabora nel processo di digestione dei cibi. Quando si infiamma, gli enzimi da esso prodotti, amilasi e lipasi, vengono riversati nell’intestino prima ancora che vi giungano i cibi. Il risultato è un forte dolore nell’area superiore dello stomaco, soprattutto dopo aver mangiato.
  • Ostruzione intestinale: è l’ostruzione del lume dell’intestino, a causa di formazioni tumorali, aderenze di tessuti o ernie, che impediscono il passaggio dei cibi. I sintomi sono principalmente forti crampi dopo aver mangiato, nausea, vomito ed espulsione di feci acquose.
  • Sindrome del colon irritabile (IBS, irritable bowel syndrome): è una condizione psicosomatica, in cui il colon reagisce in maniera alterata, se sottoposto a stimoli stressanti o ansiogeni. Può accadere che si verifichino episodi di diarrea frequenti o di stitichezza, talvolta alternati tra loro. Dopo aver mangiato compare la stanchezza, il gonfiore addominale e un fastidio o dolore nella zona inferiore dell’addome. È una condizione per cui non esiste una vera e propria cura, ma possono aiutare terapie a base di ansiolitici, antispastici, farmaci sintomatici come lassativi o antidiarroici, integratori e fermenti lattici.

Considerazione sul mal di pancia dopo aver mangiato

In conclusione, quando parliamo di "mal di pancia", ci riferiamo solitamente a una sensazione di pesantezza o gonfiore avvertita a livello addominale che può essere associato a uno stato di dolore più o meno intenso. La causa di questo malessere può essere certamente legato a un problema di digestione o di intolleranze e allergie alimentari; tuttavia può rivelarsi spia o indice di un problema di natura diversa o più grave, specialmente se il dolore tende a non scomparire nell'arco di qualche ora. Si consiglia in tal caso di rivolgersi a un medico in modo da accertare l'origine di questo malessere.

Informazioni utili per capire cosa fare in caso di mal di pancia dopo i pasti.

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