Mal di pancia neonati

Per varie motivazioni i neonati sono goggetti molto disposti ad accusare attacchi (anche frequenti) di mal di pancia.

Il mal di pancia nel neonato è un problema comunissimo? Quando i bambini neonati piangono, vi è sempre un motivo dietro e spesso questo motivo non è altro che un mal di pancia, ma in realtà sono moltissime le cause che possono scaturire questo malessere nel piccolo. Il mal di pancia nei neonati può essere dovuto a coliche, costipazione, reflusso gastroesofageo, gastroenterite o come viene chiamata “influenza dello stomaco” o altrimenti il problema potrebbe essere dovuto ad allergie, intolleranze al lattosio o ad un blocco intestinale. Il più delle volte il vero problema è capire il motivo per cui il bambino piange, ma facendo attenzione ad alcuni dettagli si riuscirà a determinare con molta più probabilità la causa che sta alla base del disagio.

Mal di pancia neonati

Mal di pancia neonati

Quando può manifestarsi il mal di pancia nel neonato?

Il primo segnale che dovrebbe mettere un po’ in allarme è legato, al fatto che se dopo le poppate il bambino reagisce ripetutamente con degli attacchi di pianto, allora molto probabilmente vuol dire che ha male alla pancia.

Questa è una delle condizioni che dovrebbe immediatamente spingere a contattare un medico, non fa mai male se si pecca un po’ in cautela.

Più in dettaglio osserviamo i fattori legati al mal di pancia dei neonati

Colica: questa è in genere la spiegazione classica associata al dolore allo stomaco o ad altre situazioni in cui il bambino è irritabile. In altre parole la colica è la risposta ad ogni pianto incontrollabile. Nel caso in cui si tratti di bambini al di sotto di 5 mesi e si presentino situazioni di pianto per ben più di tre ore di fila nel corso di più giorni durante la settimana e per almeno tre settimane, allora la spiegazione più logica è proprio la colica. Circa il 20% dei neonati ne soffre. Talvolta, il malessere si presenta con una certa frequenza, sempre alla stessa ora del giorno, in genere nel tardo pomeriggio o alla sera. Le coliche in ogni caso non sono delle malattie e non portano danni a lungo termine, ma di certo non è piacevole sentire il bambino piangere a causa di questo dolore. La presenza di coliche può essere dedotta osservando la pancia che in tal caso risulterà più allargata. Oltretutto con il pianto viene ingoiata più aria e ciò non fa altro che complicare le cose, in questi casi la soluzione e far stendere le gambe al piccolo e tirarle su in modo da far buttare vie il gas. Purtroppo non vi sono molti altri rimedi per le coliche, ma un medico potrà senza alcun dubbio suggerirvi dei metodi per lenire lacrime e dolore. Il fatto positivo è che la maggior parte dei bambini smette di soffrire di questo problema in modo significativo trai 3 ed i 4 mesi.

Reflusso gastroesofageo: tantissimi bambini buttano un po’ di saliva o arrivano persino a vomitare di tanto in tanto, subito dopo le poppate. Se ciò avviene frequentemente, vuol dire che il vostro bambino ha un reflusso; il problema in realtà non è il semplice reflusso poiché è una cosa non molto preoccupante e che si manifesta spesso nel primo anno di vita, ma ciò che più deve mettere in allerta è nel caso in cui il bambino invia segni di dolori addominali (inarcando la schiena o redigendo le gambe), conati di vomito oppure tosse durante la poppata. Il dolore avvertito dal bambino è la stessa sensazione di bruciore allo stomaco che può avvertire un adulto. Le conseguenze che possono essere causate dal reflusso gastroesofageo sono: malnutrizione, disidratazione ed altri problemi che non permettono al bambino di crescere bene. Per tali ragioni è importante rivolgersi ad un medico. Quando il dolore allo stomaco è dovuto a questo problema la diagnosi è molto veloce dato che i segnali che lo stesso bambino invia sono inequivocabili: non riuscendo a nutrirsi adeguatamente manifesta una fame vorace e una volta che si attacca al seno o al biberon non si stacca per 15-20 secondi. Per risolvere il problema il medico prescriverà i farmaci adeguati ed inoltre consiglierà un certo programma alimentare da far seguire al vostro bambino in modo da ridurre il più possibile questi episodi.

Gastroenterite: comporta vomito e diarrea. I colpevoli della manifestazione della gastroenterite sono i virus, non sono però solo essi che portano a questo problema che può essere infatti causato anche da un’infezione batterica potenzialmente più grave quale ad esempio la salmonella. I sintomi possono manifestarsi in maniera più o meno leggera e possono durare poche ore o addirittura per giorni a seconda della causa. Dal momento che la gastroenterite potrebbe essere causata da un virus, ma non è certo che sia questa la causa, non è possibile agire con l’assunzione di antibiotici, ma ciò non vuol dire che non esista rimedio al problema che per di più non deve essere sottovalutato giacché il vomito o la diarrea spesso seguiti da febbre e perdita di appetito possono portare rapidamente alla disidratazione. Pertanto è importante assicurarsi che il bambino riceva la giusta quantità di liquidi con lo stesso latte, in modo da riuscire a combattere la malattia. Se dopo qualche giorno ancora non notate segni di miglioramento, rivolgetevi al medico che potrebbe suggerirvi una soluzione elettrolitica per sostituire i liquidi mancanti e fornire dunque i sali minerali necessari. Attenzione ad eventuali segni di disidratazione: in questi casi contattate il medico o andate al pronto soccorso.

Allergia al latte o intolleranza al lattosio: in caso di allergia a questo prezioso alimento ancora più importante nei primi anni di vita di ogni essere umano, il bambino non potendo ingerire il latte dovrà far fronte ad un sistema immunitario più debole privato delle proteine presenti in esso. Molto spesso le allergie si manifestano da neonati altre volte qualche anno dopo. L’intolleranza al lattosio è dovuta al fatto che il corpo non è in grado di produrre l’enzima necessario a digerire il lattosio ovvero lo zucchero principale del latte. A differenza dell’allergia è un problema che non si manifesta immediatamente, bensì qualche anno dopo l’infanzia o durante l’adolescenza. In ogni caso è meglio evitare di far mangiare al bambino del latte di mucca. I sintomi legati sia all’allergia che all’intolleranza sono: vomito, diarrea, mal di stomaco. In casi più gravi di allergia al latte, si può giungere ad uno shock anafilattico. Per capire se effettivamente il mal di stomaco è dovuto a questi problemi, prima di passare a dei test allergici si consiglia di tagliare dall’alimentazione tutti i latticini per qualche giorno e dopo reintrodurli ed osservarne quindi le reazioni nei due momenti. Se dopo questo test se ne deduce che effettivamente il problema è dovuto al latte, provvedete a trovare delle soluzioni alternative per sopperire alla mancanza di proteine del latte, provate ad esempio con la cosiddetta formula della soia, anche se in realtà un soggetto allergico al latte lo è anche alla soia.

Costipazione e cambiamenti nella dieta: lo svezzamento avviene in genere trai 4 ed i 6 mesi ed è in questo momento che potrebbero esserci dei problemi di stomaco dovuti all’introduzione dei cibi solidi. In genere il problema più comune è la costipazione; la stitichezza è definita come un movimento intestinale assente per alcuni giorni dopo i quali si presentano solo delle feci piccole e dure. Se il problema è questo non allarmatevi perché dopo alcune settimane il sistema digestivo del bambino tornerà a funzionare bene adattandosi ai cambiamenti introdotti nella dieta. Ad ogni modo potete aiutare accelerando la rimozione del problema facendogli mangiare albicocche, pere, prugne e piselli ed eliminando invece momentaneamente banane, mele, carote, riso e zucca che sono alimenti che favoriscono la costipazione. Oltre ciò un ulteriore aiuto è fornito dall’assunzione di maggiori quantità di liquidi.

Blocco intestinale: a differenza delle coliche, il bambino sentirà dei dolori ancora più intensi e frequenti. I blocchi intestinali non sono problemi comuni per fortuna, ma nel caso in cui si presentino è bene contattare immediatamente il pediatra. Si possono manifestare nei bambini dai 5 mesi sino ai 2 anni.

Considerazione finale sul mal di pancia nel neonato

I problemi che i bambini possono trovarsi a sopportare sono davvero tantissimi e dal momento che quando sono piccoli di certo non possono dirci esplicitamente il vero motivo per cui sentono dolore, è importante fare molta attenzione ad ogni singolo segnale inviato e cercare dunque tutte le possibili cause. Molto spesso il pianto è dovuto ad un innocuo malessere che con lo stesso tempo va via da solo, ma altre volte ciò potrebbe essere dovuto a qualcosa di più serio.

Il mal di pancia nei neonati può essere curato capite le cause scatenanti.

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