Malattie dell' apparato circolatorio

Le malattie più ricorrenti che possono affliggere l'apparato circolatorio sono cinque.

Quali sono le malattie che coinvolgono l'apparato circolatorio? La malattia reumatica è ancor oggi una delle principali cause di problemi e danno per il cuore, tanto che l'interessamento cardiaco in questa malattia costituisce una tappa quasi obbligata con conseguenze anche molto gravi.

La cardite reumatica può interessare insieme il miocardio, l'endocardio ed il pericardio dando così una pancardite od interesse prevalentemente una delle tre parti (dando così endocardite, una miocardite od una pericardite).

Malattie dell' apparato circolatorio

Malattie apparato circolatorio

Endocardite reumatica: sono interessati prevalentemente gli apparati valvolari e specialmente le superfici che sono rivolte verso il canale valvolare.

L'esito cicatriziale dell'endocardio valvolare produce i vizi valvolari.

La valvola mitrale è la più compromessa, seguita dalle semilunari aortiche e dalla tricuspide.

Miocardite: il miocardio risulta costantemente interessato nella cardite ematica. Se viene compromesso il sistema di conduzione si hanno disturbi della conduzione dello stimolo.

Pericardio: spesso il foglietto pericardico è interessato dal processo reumatico con funzione di pericardite fibrinoso, talora siero fibrinoso, cioè con formazione di liquido.

Percorso della cardite reumatica: La cardite può essere la manifestazione iniziale della malattia reumatica (che si può avere dopo duo o tre settimane da un'infiammazione streptococchica delle prime vie aeree) od insorgere in un soggetto che ha già avuto altre manifestazioni reumatiche, articolari, cutanee o cardiache infauste.

Il decorso acuto può portare anche alla morte, più spesso il processo tende a cronicizzarsi con sintomi molto alternati.

Il decorso può essere acuto, subacuto o cronico, allorchè la cardite presenta un andamento alternato.

E' anch'esso molto insidioso per la frequenza con cui ricreano danni alle valvole.

La prognosi della cardite è sempre riservata anche di fronte a forme che possono avere un andamento benigno.

La terapia è dosata su un trattamento precoce fin dai primi sintomi e dovrà essere protetta.

E' necessario il riposo a letto fino alla scomparsa dei sintomi ed alla normalizzazione dei segni clinici.

Valvulopatia reumatica: La compromissione dell'endotelio valvolare con consecutiva cicatrizazzione, porta alla formazione di vizi valvolari e tra questi:

  • la stenosi mitralica: è la forma più importante e frequente.
    E' dovuta alla fusione dei vizi valvolari per cui si ha un restringimento dell'orefizio della mitrale, cioò si traduce in un ostacolo al deflusso del sangue tra atrio e ventricolo sinistro.

Aumenta così la pressione atriale e quindi del territorio a monte dell'atrio stesso, cioè del letto polmonare veno-capillare e si può arrivare ad un notevole sovraccarico del ventricolo stesso.

Sintomi: dispnea che può insorgere dopo sforzi lievi o anche a riposo, fino ad arrivare a gravi crisi di dispnea notturna o edema polmonare acuto; emottisi, palpitazioni precordiali, decadimento delle condizioni generali.

Talore embolia (nel caso di stenosi mitrale che si accompagnano a fibrillazione atriale).

Insufficienza mitralica: incontinenza della valvola per incompleta chiusura durante la sistole ventricolare, per cui si ha reflusso di sangue dal ventricolo all'atrio sinistro.

La causa più comune del vizio è costituita da endocardite reumatica. L'atria sinistro si dibatte notevolmente ed anche il ventricolo sinistro. Anche nell'insufficienza mitralica si possono avere aumento delle resistenze vascolari polmonari.

Sintomi: facile affaticamento, dispnea da sforzo, cardio palmo e nelle forme più avanzare dispnea notturna, ingorgo polmonare.

Può essere presente cianosi (meno frequente che non nel caso della stenosi mitralica).

Complicanze: cedimento improvviso del ventricolo sinistro (insufficienza), disturbi del ritmo (come la fibrillazione atriale), l'insorgere di endocardite batterica.

Terapia: riposo assoluto, dieta iposodica, cardiocinetici, diuretici.

Stenosi aortica: restringimento dell'ostio valvolare dovuto a processo infiammatorio (di solito reumatico) oppure a malformazione completa, con difficoltosa espulsione di sangue da parte del ventricolo sinistro durante le sistole.

La stenosi provoca ipertrofia del ventricolo sinistro che si adatta pertanto alle alterate consizioni per diverso tempo.

Si possono avere diversi disturbi: stanchezza, dispnea da sforzo, angina di petto, vertigini sincopi (da improvvisa insufficienza valvolare cardiaca).

Decorso: per lungo tempo può essere buono, quando però si manifestano i segni sovramenzionati (soprattutto l'angina) il malato può anche andare incontro a morte improvvisa.

Nella maggior parte dei casi insorge il quadro della insufficienza ventricolare sinistra (con dispnea improvvisa ed anche edema polmonare acuto.)

La terapia chirurgica sembra promettere risultati molto interessanti.

Insufficienza aortica: incompleta chiusura delle semilunari aortiche con conseguente reflusso di sangue dell'aorta al ventricolo sinistro durante la diastole.

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Malattie apparato circolatorio

non sono un genio di queste cose ma ora leggendo e rileggendo ho capito tutto

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