Malattie esantematiche (bambini adulti)

Quali sono le malattie esantematiche?

Le malattie esantematiche colpiscono facilmente i bambini e neonati anzichè gli adulti, le malattie esantematiche e di esantema in genere sono manifestazioni cutanee e spesso l'esantema è accompagnato da un esantema che ha le stesse caratteristiche dell'esantema, ma si localizza sulle mucose della guancia, del palato, della lingua etc.

Queste manifestazioni esan durano al massimo 4-5 giorni con sintomi classici come:

  • macchia o macula
  • papula
  • vescicola
  • pustola
  • crosta
  • cicatrice
Malattie esantematiche (bambini adulti)

Malattie esantematiche

La malattia esantematica più frequente tra le malattie infettive dell'infanzia è sicuramente il morbillo.

Di solito fino a 4-5 mesi i figli di donne che abbiano sofferto il morbillo sono immuni, perché hanno ricevuto dalla madre gli anticorpi, mentre i figli di donne che non abbiano sofferto il morbillo possono essere contagiati.

Riguardo il morbillo esistono della caratteristiche legate all'età, per esempio dal quarto o quinto mese specialmente verso l'ottavo mese fino a 7-8 anni, il morbillo ha la sua maggiore incidenza, poi a mano a mano i casi sono meno frequenti perché di solito tutti gli individui dagli 8 anni in avanti hanno sofferto di morbillo.

Questo si verifica specialmente nelle città, mentre per gli abitanti della campagna che vivono più isolati si verificano dei casi più o meno frequenti anche nell'età più adulta.

Dal punto di vita etiologico si usa che questa malattia è dovuta ad un virus ultrafiltrabile, cioè ad un germe molto piccolo che non viene trattenuto dalle comuni candele da filtro in uso per filtrare i terreni culturali liquidi.

La trasmissione avviene da bambino ammalato all'individuo sano ed è perciò una trasmissione prevalentemente diretta, frequentemente mediante colpi di tosse o attraverso le secrezioni del naso o della gola poichè il virus si localizza specialmente nel secreto oronasofaringeo.

Non esiste un contagio indiretto.

Il virus penetra nell'organismo attraverso le mucose e si diffonde nel sangue, si ha così un breve periodo di viremia che corrisponde ai primi giorni di malattia.

Segue poi un periodo di incubazione di circa 12-15 giorni, 12 se vogliamo tener conto della primissima fase catarrale del morbillo, 15-18 giorni se consideriamo quando inizia la vera e propria fase esantematica.

Avvenuta la penetrazione attraverso le vie dell'apparato respiratorio e dell'apporato digerente.

Il virus, dopo un periodo di incubazione determina dei fenomeni locali e generali.

Fenomeni locali: sono per lo più a carico delle mucose degli occhi, del naso, della bocca, della laringe ed a volte anche dei bronchi, fenomeni di tipo catarrale con formazione di essutato, quindi una congiuntivite catarrale, un arrossamento della mucosa della bocca, tosse ed infiammazione delle mucose delle aree superiori, intenso raffreddore, tosse stizzosa all'inizio.

In questa fase si chiama fase podromica e catarrla del morbillo, di solito di una febbre non molto alta ed irregolare ma talvolta specialmente nei bambini più piccoli può raggiungere anche i 39-40° C.

Dopo 2 giorni di questa fase catarrale in cui il morbillo assomiglia ad un forte raffreddore, la febbre cala e se nella giornata si osserva la bocca del bambino si vede che sulla mucosa delle guance in corrispondenza dei molari inferiori vi sono piccole macchie bianche circondante da un alone di mucosa detta "macchie di Koplick", che sono caratteristiche del morbillo e possono perdurare per due o tre giorni.

Di fronte a queste macchie il medico può fare con certezza la diagnosi e dopo 24-48 ore si manifesterà l'esantema morbilloso.

Questo è caratteristico dalla presenza di papule, cioè di macchie leggermente rilevate, di colore rosso vivo che hanno tendenza a confluire cioè ad unirsi fra di loro a formare una macchia più grande.

L'esantema inizia di solito al viso, al collo, dietro all'orecchio e si estende poi al tronco ed infine agli arti dove di solito è meno intenso.

E' accompagnato da modico prurito che nei bambini nervosi può essere particolarmente intenso.

Con lo stesso ordine con il quale è iniziato, l'esantema degrada ed impallidisce fino a scomparire dopo 3-4 giorni e lascia una colorazione brunastra dove erano localizzare le macchie papule.

Questa colorazione brunastra ha la tendenza poi a scomparire gradatamente senza lasciare i soliti segni.

Nelle forme gravi può essere accompagnato da una lieve desquamazione furfuracea. Il decorso dell'esantema dura complessivamente da 7 a 8 giorni.

In certi individui affetti da diatesi emorragica e da una fragilità capillare si possono avere della manifestazioni emorragiche e si ha così una forma di morbillo che viene chiamata "morbillo nero" in quanto le macchie-papule assumono un colore più scuro dovuto a modificazioni di colore in rapporto all'emorragia (pigmentazione nerastra).

Insieme all'esantema compare l'enatema, si ha quindi congiuntivite con arrossamento ed edema delle palpebre.

Talvolta osservando la congiuntivite, specialmente nella parte inferiore, si vede non solo arrossamento ma anche una ipertrofia dei follicoli congiuntivali.

Si può notare anche un arrossamento che interessa tutta la mucosa delle guancia e del palato, dove talvolta si possono osservare alcuni punti emorragici.

Si ha inoltre arrossamento della faringe e tosse stizzosa che in fase esentematica diventa catarrale.

Nei primi giorni dell'esantema il bambino ha l'aspetto di un malato grave mentre improvvisamente, con la caduta della febbre sembra che riprendendo il pieno benessere salvo un po' di tosse catarrale e la pigmentazione della macchie.

Questo accade quando il decorso è normale ma nel lattante in seguito alla febbre alta si possono avere delle manifestazioni convulsive.

E' specialmente nell'età del lattante e della seconda infanzia che sono frequenti le manifestazioni e le complicazioni a carico dell'apparato respiratorio come bronchiti, broncopolmoniti etc.

Altra complicanza molto frequente è la otite, naturalmente vi possono essere poi delle manifestazioni anche molto gravi quando si associano altre malattie infettive, come per esempio la difterite che assomiglia al morbillo presenta un decorso speciale gravissimo.

Il decorso dura complessivamente 8-10 giorni, di solito in una quindicina di giorni tutto è risolto.

Bisogna ricordare che l'infenzione si trasmette con la tosse, con gli starnuti etc, quindi il pericolo di maggior contagio è l'inizio della fase prodromica e della fase esantematica.

Passato l'esantema con la desquamazione il morbillo non viene trasmesso.

Profilassi: è difficile evitare il morbillo in famiglia oppure a scuola, poichè il contagio avviene nella fase profromica in cui la malattia non è ancora manifestata.

Qualora si presuma che un bambino non possa sopportare l'infezione morbillosa per la sua gracilità o per determinate caratteristiche di diatesi essudativa o per convalescenza di broncopolmonite, di bronchite capillare oppure affetto da tubercolosi, si può attuare una profilassi mediante il siero di un adulto prelevato dalla sesta alla nona giornata dopo lo sfebbramento di bambini convalescenti di morbillo.

Si inietta per via intramuscolare nelle seguenti dosi: 3 cc. in una sola volta nella prima infanzia, 6 cc. nella seconda infanzia e 8 cc. nella terza.

I risultati ottenuti possono essere diversi a seconda che il siero sia iniettato ad un bambino che è stato a contatto con il malato 7 giorni oppure 13-14 giorni prima.

Se il bambino che sottoponiamo alla siero-profilassi è stato a contatto da pochi giorni allora c'è ancora la possibilità che gli anticorpi che introduciamo evitino l'infezione morbillosa, ma se è già passata una settimana, il virus ha già esplicato la sua attività morbosa sull'organismo ed allora non si riesce ad impedire la malattia, ma si ottiene un'attenuazione.

Si possono ottenere dei buoni risultati anche con l'introduzione per via intramuscolare di gamma-globuline, in dose che varia a seconda del peso e dell'età del soggetto.

Assistenza ai malati di morbillo: bisogna tenere presente che il bambino deve stare al caldo, evitare quindi le correnti d'aria.

Curare la pulizia delle mucose infiammate con acido borico diluito.

Terapia: consiste nel trattamento con antibatterici (sulfamidici e antibiotici) per evitare le infezioni e nel somministrare calmanti tipo Gardenal per evitare le convulsioni nei bambini che hanno febbre.

Per evitare l'aumento della febbre si somministrano antipiretici.

La rosolia o rubeola è una malattia esentematica molto simile al morbillo ma con decorso assai tenue.

Colpisce nell'infanzia ma è sovente anche nell'adulto.

E' caratterizzata da una manifestazione esentematica morbilliforme molto lieve, a volte scarlattiniforme con ingrossamenti ghiandolari talvolta dolorosi localizzati specialmente nelle regioni cervicali superiori, retro auricolare, mastoidea.

A volte si ha un aumento della milza e la comparsa del sangue di certi elementi che si chiamano plasma-cellule, mentre manca l'aumento dei monociti che sono una caratteristica insieme alla reazione di Paul-Blummel, della mononucleosi infettiva o febbre ghiandolare di Pfeiffer.

Questo virus penetra nell'organismo per contagio diretto e dopo un periodo di incubazione che varia da 14 a 21 giorni si ha la comparsa della malattia.

La forma morbosa che di solito non è preceduta da prodromi, inizia con febbre molto alta (37-38°C) e può essere a volte senza febbre.

Compaiono delle maculo-papule un po' rilevate a volte puntiformi e distanziate tra loro che non hanno tendenza a confluire e sono più pallide di quelle del morbillo.

Iniziano contemporaneamente sul viso e su tutto il corpo, scompaiono in 3-4 giorni sempre accompagnate da ingrossamenti ghiandolari.

L'enatema può anche mancare e le macchie di Koplick non ci sono mai.

La congiuntivite e la rinite sono molto tenui e dopo 3 giorni la malattia guarisce.

Profilassi dell'esposizione: è obbligatoria la denuncia e l'isolamento come per il morbillo, obbligatoria pure la disinfezione e la pulizia accurata dell'ambiente.

Profilassi della predisposizione: non ne esiste dal punto di vista attivo, esite però possibilità di prevenire l'infezione o di attenuaria secondo il periodo che decorre dal contegio, mediante l'uso di sieri immuni o di sieri di adulti e di gamma-globuline.

La terapia: si basa sull'assistenza dell'ammalato e mediante l'uso di antipiretici se c'è febbre.

Non vi è una terapia specifica perché come nel morbillo la penicillina e gli antibiotici in genere non sono diretti contro le complicazioni.

La scarlattina è una malattia infettiva contagiosa dovuta ad uno streptococco.

Le sostanze tossiche eliminate dallo streptococco danno fenomeni generali nell'organismo ed una manifestazione cutanea caratteristica; cioè di colore scarlatto da il nome scarlattina.

Fra le sostanze tossiche quella che agisce maggiormente è la cosiddetta eritrocina.

E' questa eritrocina che determina l'arrossamento cutaneo, sia per una azione tossica diretta sulla cute.
Questa malattia si verifica in tutte le latitudini, il frequentemente nei climi temperati che nei climi caldi o molto freddi.

La scarlattina colpisce prevalentemente l'infanzia in età scolare.

La trasmissione della scarlattina avviene attraverso le vie aeree per contatto con il muco o la saliva di un paziente infetto.

Sintomatologia: dopo 2-5 giorni iniziano i primi sintomi con febbre alta (anche 40° C), mal di testa, nausea, vomito, enantema (la lingua si ricopre di una patina bianca e poi si desquama e diventa colore rosso vivo).

Entro 12-48 ore compare l'esantema rosso scarlatto in zone come viso, inguine, ascelle, collo etc.

L'esantema si attenua nel giro 3-4 giorni.

Profilassi: per evitare il contagio serve tenere a distanza dalle persone già contagiate da scarlattina. Si somministra una terapia antibiotica per limitare la presenza dello streptococco responsabile della malattia esentematica.

La quarta malattia o scarlattinella: è una forma di scarlattina molto attenuata che specialmente autori tedeschi hanno voluto tenere distinta dalla scarlattina.

Oggi però si tende a riunire questa malattia alla vera e propria scarlattina.

Sintomatologia: presenta lievissimi segni generali e lievi segni locali di scarlattina, cioè il vomito potrà esserci come anche no, la tonsillite sarà lieve...

L'esantema della gola più pallido e la lingua si presenterà poco "impanata" prima e poco arrossata dopo.

Il decorso sarà piuttosto rapido con febbre piuttosto bassa e talora senza febbre.

Le complicanze sono molto rare.

Finora non è stato dimostrato un agente etiologico diverso da quello della scarlattina attenuata, questo ci porta a considerare questa malattia non come una entità clinica a parte, ma soltanto come una forma di scarlattina attenuata.

Dal punto di vista profilattico per evitare le complicazioni valgono tutte le disposizioni sopra accennate.

Oltre a queste per chiudere il cerchio delle malattie esantematiche, sono da includere anche la sesta malattia (esantema criticum) e la quinta malattia chiamata eritema infettivo.

Malattie

Lascia il tuo commento: