Mangiare in allattamento

L'allattamento è una situazione inmportantissima per la sana crescita del neonato, quindi risulta importante per ogni neomamma conoscere quali alimenti mangiare e quali non mangiare in allattamento.

Sapere cosa mangiare e cosa non mangiare durante l'allattamento risulta basilare per una corretta alimentazione della madre e del suo neonato, una mamma che allatta il proprio bambino, riesce a produrre ogni giorno circa 650 - 750 grammi di latte, contenenti ben 330 milligrammi di calcio in ogni litro, ma ciò ha alle spalle un certo dispendio di energie per la madre, che consuma energie corrispondenti ad almeno 500 calorie al giorno. D’altra parte il latte materno ha delle ottime capacità nutrizionali, riesce a fornire ben mille calorie al bambino che ne fruisce.

Mangiare in allattamento

Mangiare in allattamento

Cosa mangiare e cosa evitare di mangiare in fase di allattamento:

Una buona alimentazione ricopre quindi un ruolo ancora più importante durante i periodi di allattamento al seno e non solo per la mamma, ma anche per il proprio bambino: la quantità di latte prodotto è infatti strettamente legato alla dieta seguita, che tra l’altro può influire anche sulla qualità del latte prodotto, in determinati casi di estrema privazione o di un estremo eccesso di un particolare alimento.

Le proprietà nutrizionali assorbite dalla madre con l’alimentazione non solo sono necessarie alla soddisfazione del fabbisogno nutrizionale della donna, che tra l’latro risulta essere più alto nel periodo post parto, ma indirettamente lo sono anche per il bambino proprio perché vengono sfruttate durante la produzione del nutriente latte. Nel caso in cui l’alimentazione non venga adeguatamente seguita, fortunatamente non sarà il bambino a subirne le conseguenza, ma non si può dire la stessa cosa per la madre che non aiuterebbe affatto la propria salute. Nel periodo di allattamento, infatti, l’organismo da più priorità alla produzione di latte rispetto ad ogni altra funzione del corpo della donna che pertanto vedrà queste altre funzioni passare in secondo piano, degradando il livello delle energie disponibili, analogamente a quanto accade durante la gravidanza quando le esigenze del feto hanno priorità su quelle della madre.

È bene nutrirsi correttamente specialmente durante il periodo di allattamento, così da trarne un duplice vantaggio sia per la madre che per il bambino.

Per una corretta nutrizione non è necessario altro che seguire qualche piccolo consiglio e regolare la dieta adeguatamente aggiungendo alcuni importanti alimenti; ecco cosa tenere sotto controllo nel periodo post parto:

  • Aumentare il consumo d’acqua rispetto quello consueto, bere almeno 2 litri di acqua al giorno, ma fare attenzione a non eccedere nel consumo di acqua: liquido in eccesso nel corpo può portare ad una riduzione della produzione di latte. Il bisogno di dissetarsi, è d’altronde maggiore durante l’allattamento proprio perché gran parte dell’acqua viene destinata alla produzione del latte.
  • Aumentare l’apporto calorico giornaliero di 2.500 calorie o nel caso in cui si prevede di allattare per più di tre mesi, si può ulteriormente innalzare l’apporto calorico sino a 2.800 calorie al giorno. L’apporto energetico deve provenire non da dolci o grassi, ma da un’alimentazione sana e preferibilmente ricca di proteine.
  • Distribuire l’apporto calorico in cinque pasti durante la giornata: colazione, pranzo, spuntino pomeridiano, cena ed infine è concesso un ulteriore spuntino durante la serata. In questo modo si mantiene costante l’apporto calorico. Durante gli spuntini bere acqua e preferire alimenti lattiero-caseari e frutta
  • Non fumare. Al giorno d’oggi sono ormai noti i danni provocati in genere dalla nicotina e che si duplicano in caso di allattamento al seno. La nicotina passa direttamente attraverso il latte materno per poi giungere al neonato. Se la voglia di tabacco dovesse essere più forte di voi allora cercate almeno di salvaguardare il bambino fumando a distanza di qualche tempo, dai pasti del bambino: fate trascorrere almeno un’ora tra l’ultima sigaretta ed il successivo allattamento, in modo tale che il corpo riesca almeno in parte ad eliminare la nicotina che avete assunto.
  • Evitare un consumo regolare di bevande alcoliche: l’alcool passa attraverso il latte in pochissimo tempo, in meno di un’ora circa e se assunto dal bambino in grandi quantità, può provocare grossi danni, addirittura rallentandone la crescita. Fare attenzione nel bere alcolici, anche se si tratta di un bicchiere di vino o birra consumato occasionalmente.
  • Non prendere farmaci se non sotto prescrizione medica. La maggior parte di farmaci come antibiotici, sulfamidici, lassativi chimici ed ogni prodotto contenente iodio sono più controindicati durante l’allattamento, rispetto ad altri farmaci che se assunti per un lungo periodo di tempo possono diventare allo stesso modo molto pericolosi.
  • Evitare di respirare sostanze inquinanti come nicotina e residui di gas antiparassitari, che  passano con molta facilità attraverso il latte materno. Sostituire l’uso di insetticidi con repellenti per insetti naturali come la citronella.
  • Mangiare alimenti che contengono grassi insaturi, ad esempio girasole, mais, colza ed olio d’oliva, che forniscono acidi grassi essenziali per la costruzione del sistema nervoso del bambino.
  • Aumentare l’apporto di alcune vitamine del gruppo B, della vitamina A e di elementi quali zinco e calcio. Assumere alimenti che contengono vitamina B 9 (acido folico). La mancanza di vitamina B 9 spesso può essere associata anche ad un deficit di vitamina B 6 ( piridossina), spesso carente nelle donne in particolare se hanno fatto uso di pillola anticoncezionale. Durante la gravidanza l’acido folico è fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. È possibile trovare una buona quantità di acido folico in asparagi, cavoli, mais, ceci e spinaci ed inoltre alimenti quali grano e succo d’arancia sono stati arricchiti con questa vitamina. In caso la presenza di questa vitamina sia ancora insufficiente è possibile procedere assumendo integratori di zinco prendendone nelle quantità di circa 15–20 milligrammi al giorno. Secondo alcuni studi britannici, è stata tra l’altro riscontrata una frequente mancanza di zinco nelle donne in gravidanza o che allattano; lo zinco può anche essere assunto in maniera naturale con il consumo di uova, carne, farina integrale ed avena. Si consiglia di consumare giornalmente 1.200 milligrammi di calcio contro gli 800 -1.000 milligrammi di calcio che in genere una dieta equilibrata fornisce: incrementare quindi il consumo di latticini, verdure crude, mandorle e nocciole, alimenti che riescono parzialmente a coprire il bisogno di calcio nell’organismo. Altrettanto importante è la vitamina A che spesso già presente in scarsa quantità nella donna, e che dopo la gravidanza potrebbe ulteriormente peggiorare. Risolvere il problema portando il fabbisogno giornaliero da 1.000 milligrammi a 1.300 milligrammi: mangiare carote, verdure, burro, pesce e carne.

Concusioni finali dedicate a cosa mangiare e cosa non mangiare durante l'allattamento:

Per concludere, se si pensa che non siano sufficienti queste accortezze è possibile assumere degli integratori alimentari che favoriscano la produzione del latte, anche se in realtà non vi è ancora alcuno studio scientifico che abbia dimostrato effettivamente i risultati positivi degli integratori in quest’ambito. Fare attenzione se si sceglie di assumere qualcuno di questi integratori, molti di essi hanno un elevato contenuto di zuccheri e quindi hanno molte calorie.

Tenendo conto di questi consigli, dettati sulla base di studi approvati, il vostro latte materno resterà nutriente e sano, ma per quanto riguarda l’allattamento e la gravidanza sono tantissime le voci di corridoio che spesso si sentono attorno a quest’argomento.

Si sente talvolta parlare di alimenti che irritano il latte materno alterandone il gusto e tra questi rientrano: sedano, crescione, agrumi, cipolle, cavoli, spezie, porri e cavolfiore. Vi sono invece altre persone che sostengono che l’aglio aiuti nell’aumentare la produzione del latte. Spostandoci da una cultura all’altra si sentono diverse teorie che prediligono alcuni alimenti piuttosto che altri e che possibilmente per altre civiltà sono addirittura cattivi per l’allattamento.

In realtà queste ultime teorie esposte non fanno parte di una regola universale, ogni bambino reagisce in modo diverso a seconda alla nutrizione che la madre segue, in ogni caso vi è un forte legame tra ciò che la mamma mangia e la nutrizione del neonato.

Saper cosa mangiare e cosa non mangiare è fondamentale durante la fase di allattamento.

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