Meningite meningococcica

Meningite meningococcica : sintomi cause conseguenze e contagio

La meningite che può colpire il bebè è una malattia infiammatoria che coinvolge le meningi, ovvero i tessuti che avvolgono e proteggono l'encefalo e il midollo spinale.

Essi constano di tre membrane: la dura madre, la pia madre e la aracnoide.

Meningite meningococcica

Meningite meningococcica

Quali sono le cause della meningite?

La meningite può avere origine infettiva, causata da virus e batteri (Meningococco, Pneumococco, Hemophilus influenzale …, e anche di tipo chimico o di origine neoplastica.

Talvolta l'infezione delle meningi può essere conseguenza di una frattura del cranio, quando questa ha interessato il naso, l'orecchio medio o i seni paranasali; può accadere che la meningite sia preceduta da un'infezione delle vie respiratorie superiori o dell'orecchio medio.

Meno gravi sono le meningiti virali, esse però possono essere il risultato di complicanze delle comuni malattie esantematiche dell'infanzia.

Le meningiti batteriche sono quelle più pericolose e contagiose, in grado di trasmettersi da un individuo all'altro; esse sono anche quelle di interesse comunitario, tra cui le più diffuse, perché altamente contagiose sono:

  1. la meningite meningococcica
  2. la meningite causata dall'HIB

Chi è più esposto al contagio della meningite meningococcica?

La malattia meningococcica colpisce soggetti di diverse età, ma la più alta frequenza di infezioni si ha tra i bambini più piccoli, di un'età compresa fra 0 e 4 anni, e nei giovani in età fra 15 e 24 anni.

Come si diffonde la meningite?

L'infezione si diffonde per via aerea, per contatto diretto e, come le altre infezioni, soprattutto tramite le goccioline di saliva infetta espulse con la tosse, con starnuti o anche semplicemente parlando, da un portatore sano.

Il contagio è favorito in luoghi affollati e laddove non c'è un adeguato ricambio dell'aria.

Più raro il contagio da un soggetto malato, in quanto a malattia conclamata l'ammalato viene messo in isolamento.

La meningite ha un periodo di incubazione che va da 1 a 10 giorni, con una media di 4 giorni circa.

Il bambino che contrae la meningite è contagioso fino a 24 ore dopo l'inizio della terapia antimicrobica.

Quali sono i sintomi della meningite?

Bisogna distinguere diversi sintomi a seconda dell'età del soggetto che contrae la malattia.

Nel lattante e nei primi mesi di vita, si ha una sintomatologia non specifica, che il più delle volte crea danno in quanto ritarda la diagnosi, talvolta un bambino molto piccolo, che contrae l'infezione può assumere la cosiddetta “posizione a canna di fucile”, ovvero con le gambe sovrapposte fra loro.

Nei bambini e nei giovani la meningite si presenta con:

  • febbre alta
  • vomito
  • pianto
  • rigidità del collo
  • rigidità del dorso, per cui il bambino non riesce a toccarsi lo sterno con il mento tenendo la bocca chiusa e non riesce a star seduto sul letto senza appoggiarsi sulle braccia
  • mal di testa
  • grave debolezza
  • petecchie, cioè comparsa di macchie rosse, quando l'infezione è invasiva
  • crisi convulsive, nei casi più gravi

Come si fa una diagnosi di meningite?

Se un bambino presenta febbre, piccole macchie rosse su tutto il corpo, indebolimento e rigidità nucale è indice di una grave infezione meningea, per cui bisogna subito ricorrere ad una struttura ospedaliera.

In ospedale al bambino sarà fatta

  • una puntura lombare per prelevare liquido cerebro-spinale o cefalo-rachidiano, ovvero quel liquido che circola nelle cavità contenute nell'encefalo o nel midollo spinale. L'analisi di questi liquidi è l'unico mezzo per fare una diagnosi certa di meningite
  • esami del sangue
  • tampone nasale e faringeo per cercare di identificare il germe responsabile dell'infezione e approntare, così la terapia più adeguata.

Quale terapia si fa per curare la meningite?

Fermo restante che al solo sospetto di meningite il soggetto ammalato deve essere ricoverato in ospedale nel tempo più breve possibile, qui gli saranno somministrati, per via endovenosa antibiotici ed altri farmaci eventualmente necessari.

Cosa fare per evitare la diffusione della meningite?

Esistono dei vaccini contro Meningococco, Pneumococco ed Hemophilus influenzale, la cui somministrazione non è obbligatoria, ma raccomandabile.

Non ci sono vaccini per prevenire la meningite da meningococco B, che è la forma più diffusa in Italia.

Ci sono semplici norme pratiche, di tipo ambientale e comportamentale, però, che possono aiutare ad evitare la diffusione dell'infezione:

  • lavare spesso le mani, è la più importante misura comportamentale di prevenzione
  • accurata pulizia e aerazione degli ambienti, poiché il meningococco è molto sensibile alle variazioni di temperatura e all'essiccamento
  • accurata pulizia dei servizi igienici
  • utilizzo di sapone liquido e salviette monouso
  • periodico lavaggio dei giocattoli usati dai bambini
  • adeguata e prolungata aerazione dei locali, soprattutto se si tratta di locali collettivi come scuole, asili o altri luoghi affollati.

Quanto e dove è diffusa la meningite?

La meningite è un'infezione diffusa in tutto il pianeta, la sua massima incidenza si ha nei periodi invernali e in quelli primaverili.

In Italia annualmente si registrano 200 casi di meningite meningococcica e il maggior numero di segnalazioni si ha nelle regioni settentrionali e per lo più in bambini con età inferiore ai 5 anni.

Meningite (sintomi cause e terapia)

Malattie

Lascia il tuo commento: