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Menta Mentha per piperita L.

La Menta è da sempre usata come rimedio nei disturbi dell'apparato gastrointestinale per le proprietà stomachiche, coleretiche, antispasmodiche e carminative. A ciò si aggiunge un'azione di stimolo generale a carico del sistema nervoso che determinaun'attività corroborante.

Nome comune: Menta
Francese: Menthe poivrée
Inglese: Peppermint
Famiglia: Lamiaceae (Labiatae)
Parte utilizzata: foglie

Costituenti principali:

  • 0,5-4% di Olio essenziale*: mentolo (42%), esteri di mentolo (acetato ed isovalerianato di mentolo, mentone (12%), mentofurano (1-2%)**, altri monoterpeni, sesquiterpeni
  • 6-1 2% tannini: sostanze amare
  • flavonoidi; triterpeni (acido ursolico e oleanolico)

Attività principali: azione spasmolitica (> muscolatura liscia canale digerente); analgesica; carminative e coleretiche; antisettica

Impiego terapeutico: disturbi gastrointestinali e delle vie biliari; flogosi vie aeree superiori.

La Menta aggiunge alla sua azione tonica quella antispasmodica, analgesizzante: usando le parole di un vecchio medico francese «in virtù della quale fortifica tutto il sistema nervoso, dando il vigore agli uni per muoversi, l'acutezza agli altri per sentire ma non soffrire».

La Menta deve le sue proprietà farmacologiche e terapeutiche principalmente all'olio essenziale, ma anche alla sinergia del fitocomplesso. L'olio essenziale esercita in vitro azione rilassante sulla muscolatura liscia (mentolo) e nella cavia elimina lo spasmo, provocato da morfina, a livello dello sfintere di Oddi.

Alle foglie di Menta sono attribuite proprietà tonico-eupeptiche, carminative e blandamente analgesiche che la rendono particolarmente utile in caso di atonia del tubo digerente, specialmente se viene associata ad altre piante che ne condividono le proprietà (Melissa, Carvi, Finocchio, Camomilla ecc.).

La Menta è, infatti, in grado di ridurre il tono dello sfintere esofageo e di facilitare l'eruttazione. La Menta è usata anche per combattere la nausea, in particolare
quella che dipende da discinesia delle vie biliari, e quella della gravidanza.

Il mentolo (la specie x piperita è quella più impiegata per la sua Phytothémpie, estrazione) risulta esercitare un'azione stimolante sull'appetito, aumenta la secrezione e il flusso biliare, è antifermentativa e antispasmodica.

La Menta (mentolo) se applicata sulla pelle e sulle mucose determina un senso di freddo localizzato e anestesia locale più o meno marcata. L'azione anestetica locale  sarebbe dovuta al blocco dei canali del calcio; risulta, inoltre, antisettica.

Rientra nelle preparazioni per l'igiene della bocca,
degli antalgici dell'orofaringe, e dei composti addolcenti e antipruriginosi per le affezioni dermatologiche; piccole quantità di olio essenziale frizionate sulle tempie
manifestano azione anticefalgica, in altre parti interessate hanno effetto antireumatico e rilassante della muscolatura.

Curiosità

  • Marziale chiamava la Menta ructatrix; Ippocrate ed Aristotele la consideravano anafrodisiaca, mentre Mattioli la riteneva atta "ai giochi d'amore".
  • Meniha, nome mitologico di una figlia di Cocito che Proserpina tramutò in quest'erba per vendetta degli amori con Plutone.
  • «Nel 1870 il giornale The Lancet riferiva che nella China l'olio essenziale di Menta,
    applicato con pennellino di cammello, calma prontamente i dolori nevralgici della faccia; ed il dott. Wright ne verificò più volte mirabile, istantaneo vantaggio anche sui dolori podagrici. Instillato nel dente cariato a calmarne gli spasimi, era già di uso comune. Noi crediamo del resto che si possa in genere cavare molto profitto dalla virtù anestetica di quasi tutti gli olii essenziali» (Scotti, 1872).

La Menta ...




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