Mestruazioni in ritardo e gravidanza

Con le mestruazioni in ritardo il primo pensiero va ad una possibile gravidanza ed in ogni caso, è necessario lasciar trascorrere per lo meno 10-14 giorni perché i risultati di un qualsiasi test di gravidanza siano attendibili.

Mestruazioni in ritardo e gravidanza

Mestruazioni e gravidanza

Quali sono i primi segnali di una gravidanza?

In caso di mestruazioni in ritardo e possibile gravidanza i sintomi più comuni possono essere:

  • senso di gonfiore
  • tendenza ad affaticarsi con facilità
  • crampi lievi nella zona dell’addome
  • leggeri mal di testa
  • spotting
  • senso di nausea

Tali sintomi possono iniziare a fare la loro comparsa già a partire da due settimane dopo che l’ovulo sia stato fecondato. Questi primi segnali sono in genere da correlarsi con l’inizio della produzione, da parte dell’organismo della donna, dell’ormone HCG, e cioè di quello che viene anche chiamato l’ormone della gravidanza, anche se questi sintomi possono presentarsi in maniera diversa da soggetto a soggetto: essi possono infatti variare per la loro frequenza, per la loro durata e per la loro intensità.

In generale, però, si può a ragione iniziare ad ipotizzare di essere in uno stato di gravidanza se ci si trova in presenza di alcuni sintomi fisici quali:

  • La comparsa di piccole perdite di colore rosso o rosa lontano dal previsto arrivo delle mestruazioni. Ciò avviene quando, fra i 3 e i 6 giorni circa dalla data dell’avvenuta fecondazione dell’ovulo, questo inizia ad impiantarsi nelle pareti dell’utero
  • Crampi. Sempre fra i 3 ed i 6 giorni dal momento del concepimento, si possono avere dei leggeri dolori nella zona dell’addome o dei crampi, dovuti al fatto che l’ovulo è stato impiantato nella parete uterina
  • Modifiche nella durezza e nella sensibilità del seno. Questo può infatti diventare più doloroso al tatto, aumentare di dimensioni e, talvolta, le vene possono diventare maggiormente visibili, tutti cambiamenti che hanno luogo a causa di quelle alterazioni ormonali che si verificano nel corpo della donna per rendere il seno pronto per l'allattamento subito dopo il parto. Inoltre, l'areola intorno al capezzolo può avere ora una tendenza a scurirsi di colore.
  • L’aumento del muco cervicale. Alcune donne in cerca di una gravidanza hanno l’abitudine di monitorare la quantità di muco cervicale, e questo permette loro di notare in caso di gravidanza un suo incremento nella settimana successiva al periodo dell’ovulazione, in luogo del previsto calo che avviene dopo la fase luteale se l’ovulo non è stato fecondato.

Ci sono poi alcune sensazioni che derivano dai mutamenti, soprattutto di natura ormonale, che si innescano nel corpo della donna quando questo si stia preparando a portare avanti una gravidanza.

Queste sensazioni sono:

  • Nausea. Questa inizia a fare la propria comparsa già dopo la prima settimana di gravidanza e si presenta soprattutto la mattina, anche se per alcune donne la nausea si fa sentire di più durante il pomeriggio o la sera, o addirittura rimane pressoché costante per la durata dell’intera giornata. In questa fase, che tende a scomparire quando si entra nel secondo trimestre di gravidanza ed è legata a un aumento dei livelli di estrogeni e di progesterone nel sangue, qualsiasi tipo di odore può diventare sgradevole improvvisamente.
  • Voglie. Una donna nel periodo di gravidanza può provare un inatteso desiderio oppure una repentina avversione per alcuni alimenti, che deriva con ogni probabilità dal bisogno da parte dell’organismo di una particolare vitamina o di uno specifico elemento nutritivo: nella maggior parte dei casi ad attrarre sono i cibi dal sapore più acidulo o, al contrario, cibi che abbiano un gusto particolarmente dolce. Anche se queste voglie di solito iniziano a fare la loro comparsa solo dopo la fine del primo trimestre, in alcune donne ciò può aver luogo già durante le prime settimane di gravidanza.
  • Vertigini o svenimento. Ciò si verifica a causa dell’avvenuta dilatazione dei vasi sanguigni, dovuta a sua volta al fatto che l'utero riceve sangue in misura maggiore attraverso le arterie delle gambe.
  • Repentini cambiamenti di umore. Il rapido mutamento degli equilibri ormonali può rendere alcune donne particolarmente sensibili o irritabili.

E’ bene però ricordare che alcuni di questi sintomi non sono in realtà un segnale univoco di gravidanza, e che anzi molto spesso non sono poi tanto diversi dalla normale sindrome premestruale che annuncia l’arrivo del ciclo mestruale mensile: non si tratta, insomma, di una vera e propria conferma, ma dovrebbero essere usati come un campanello dall’arme che suggerisca la necessità di fare i dovuti test di gravidanza.

Mestruazioni in ritardo e gravidanza

Quando ci si accorge del mancato sanguinamento mestruale e si fa ricorso a un test di gravidanza che a sua volta confermi che si è effettivamente in stato interessante, la verità è che lo stato di gravidanza ha in realtà avuto inizio già da un paio di settimane: infatti il periodo di ovulazione, quello che rende poi possibile la fecondazione dell’ovulo e il suo impianto all’interno della parete uterina, ha inizio all’incirca fra i 12 e i 16 giorni a partire dalla comparsa del flusso mestruale nel corso del ciclo precedente, e pertanto nel momento in cui si registra la mancata comparsa del mestruo successivo sono già passati 15 giorni circa dal momento dell’ovulazione e quindi dell’avvenuta fecondazione.

Contrariamente a quanto ci si possa aspettare, inoltre, il ciclo mestruale non torna regolare subito dopo il parto, ma anzi continua a non avere luogo ancora per un certo periodo di tempo dopo la nascita del bambino: si tratta di un terzo tipo di amenorrea, diversa da quella primaria e da quella secondaria, che va sotto il nome di “lattazione” e che si verifica, per l’appunto, durante tutto il periodo di allattamento al seno. A questo punto, però, è importante chiarire un aspetto importante di questo tipo di amenorrea: alcune donne fanno erroneamente affidamento sull'allattamento come se si trattasse di una forma di contraccettivo naturale, senza sapere che in tal modo corrono il rischio di rimanere di nuovo incinta. In primo luogo, è bene precisare che l’interruzione della fertilità durante questo tipo di amenorrea è effettivamente reale solo nel corso dei primi sei mesi di allattamento al seno in via esclusiva; non si può poi trascurare il fatto che, dal momento che il processo ovulatorio, e quindi la possibilità che l’ovulo venga nuovamente fecondato, si verifica com’è noto circa due settimane prima della comparsa del mestruo, questo significa che non ci si potrà in alcun modo rendere conto del momento esatto in cui l’ovulazione avrà ripreso il suo corso naturale e si rischierà perciò d’incorrere in una seconda gravidanza quando si è ancora in fase di allattamento.

Gravidanza e mestruazioni in ritardo.

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Mestruazioni in ritardo in gravidanza

Grazie per tutte le utilissime informazioni che avete dato in merito alle mestruazioni in ritardo.

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