Miele di arancio e agrumi

Quanto è buono il miele di arancio? Impossibile non conoscere o non aver mai sentito parlare del miele di Arancio che le nostre amiche api ci mettono a disposizione  dopo l’ubriacatura collettiva, delle api e nostra, vale a  dire la festa, meglio sarebbe dire il miracolo, l’evento, che si ripete a queste latitudini ogni anno ad aprile con la primavera oramai inoltrata, come in un magico paese delle meraviglie.

Miele di arancio e agrumi

Miele di arancio

Il miele di arancio

Chi non ha ancora avuto modo, occasione o fortuna di provarlo, dovrebbe annotare sulla propria agenda: ad aprile bisogna andare in Sicilia! Si può scegliere tra la Conca d’Oro, dalle parti di Palermo  e la Piana di Catania. Meglio la seconda, perché dopo la strada sale dolcemente verso i monti Iblei, ed allora sarà tutta una scoperta, in un crescendo di entusiasmante euforia.

In aprile il profumo di zagara, come vengono chiamati i fiori delle piante di agrumi, olezza nell’aria, e si spande ovunque, specialmente la mattina presto, quando il sole si introduce flemme con il suo incedere maestoso, ed allora ogni creatura si risveglia al nuovo giorno. Gli aranci con la loro inimitabile essenza sono i protagonisti nel dare il benvenuto al dio sole. E’ un fenomeno unico, irripetibile altrove, che inebria e fa sognare, che mette di buon umore e predispone ad iniziare la giornata con la migliore attitudine.

Se la magia della zagara inebria noi umani vissuti e scafati, perfino adusi a cose non propriamente sante, vuoi che non tocchi le nostre amiche api? Certo che sì, visto che loro sono creature innocenti e generose, e di fronte a così tanta bellezza e abbondanza si impegnano a fondo, bottinando alacremente da mattina a sera. E’ il periodo in cui gli aranci esplodono in una fantasmagorica allegoria di colori e di… profumo: l’ubriacante profumo dei bianchi fiori di zagara, il cui candore spicca tra il rigoglioso verde delle foglie ed il colore delle ultime arance da cogliere, le più dolci e succose. Dopo un mese le api ci presenteranno il gioiello di famiglia, frutto sì dell’albero di arancio, ma anche del loro prezioso lavoro: l’inimitabile miele di arancio, più propriamente detto miele di zagara!
Il miele di Arancio è tra i mieli italiani uniflorali più famosi ed apprezzati per le sue molte proprietà e per il caratteristico, intenso aroma, che richiama subito ai candidi fiori da cui proviene.

La Sicilia è l’unico posto al mondo dove l’aria profuma così intensamente, un fenomeno altrove irripetibile. “Gli aranci olezzano…” cantano i contadini e le donne che si stanno recando al lavoro sui campi: è un celebre brano dall’opera Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni che ha saputo tradurre in note bellissime un’atmosfera bucolica ricca di sensazioni.

Vediamo, e ascoltiamo:

e questa che segue è una storica registrazione del 1940 al Teatro La Scala, diretta dallo stesso compositore Pietro Mascagni

La magia di questa atmosfera è quella che ha incantato numerosi visitatori stranieri del tempo passato, da  Johann Wolfgang von+ Goethe a James Henry Leigh Hunt, a Guy de Maupassant, a René Bazin e tanti altri, che incantati da tanta bellezza non avrebbero più voluto staccarsene.

Nel suo “Viaggio in Sicilia” Guy de Maupassant scrive a proposito del profumo di Zagara:
“Un alito continuo sale dalla foresta profumata, un alito che inebria la mente… Quell’odore che vi avvolge ad un tratto, che fonde la delicata sensazione dei profumi con la gioia artistica della mente, vi tuffa per alcuni secondi in un benessere del pensiero e del corpo che rasenta la felicità.”

E René Bazin, conterraneo di Guy de Maupassant, scrive:

“In alcune ore gli abitanti di Monreale sono costretti a chiudere le loro finestre per non respirare l’aria troppo carica di profumi.”

La Sicilia è una terra magica, ricca di colori e sapori, dal clima felice e con una popolazione generosa e ospitale.

L’albero di arancio contribuisce in maniera determinante a creare questa magia.

L’arancio e gli altri agrumi

Da sempre gli agrumi hanno accompagnato la Storia dell’uomo. Originario dell’Asia orientale, l’arancio si è diffuso in tutti i continenti, per la bellezza della pianta e del suo fiore chiamato zagara, e per le pregiate qualità del suo frutto, ma è nell’area mediterranea, specialmente in Sicilia, che ha trovato la sua terra d’elezione, grazie alle condizioni climatiche ottimali che l’isola offre. Le conseguenze, tutte positive, sono evidenti: attualmente il connubio, il nesso tra Sicilia e agrumi è spontaneo, immediato. Da quando infatti gli alberi di agrumi hanno ricoperto con le loro chiome sempreverdi i territori della nostra bellissima Trinacria fino ad immedesimarsi con essa, l’arancia è stata universalmente  eletta a frutto simbolo della Sicilia, emblema del sole, della luce, della generosità di questa terra.

Per zagara si intende il fiore dell’arancio, del limone e del bergamotto, quest’ultimo coltivato soprattutto in Calabria, sua terra di elezione, dove grazie ad un microclima unico il bergamotto prodotto è qualitativamente il migliore in assoluto a livello mondiale. Dai fiori di zagara si ricava un’essenza per la preparazione dei profumi e dell’acqua di Colonia di zagara, mentre del bergamotto viene utilizzata soprattutto la scorza, dalla quale si ricava il prezioso olio essenziale, materia base nella composizione di numerosi profumi e di acque di toilette. L’olio di bergamotto viene inoltre utilizzato per aromatizzare il celebre tè Earl Grey, nell’industria dolciaria e farmaceutica.
Dell’arancio esiste anche la varietà Citrus x aurantium, conosciuto anche come Arancio amaro o Melangolo, sempre utilizzato nell’industria profumiera e come additivo aromatizzante, ma soprattutto come portainnesto per la pianta di arancio dolce. I frutti dell’arancio amaro sono prevalentemente utilizzati nell’industria alimentare e farmaceutica, quindi non facilmente reperibili sul mercato. Dal frutto si ricavano anche le squisite marmellate che hanno fatto la gloria del “English Breakfast” e del tè delle cinque. Ma non finisce qui, dell’arancio amaro si utilizzano anche le foglie, i rametti di punta e i frutti acerbi per la produzione di essenze e profumi, l’olio essenziale ricavato si chiama Petitgrain.

Il miele di fiori di agrumi

Detto anche miele di fiori di zagara, prevalentemente di arancio, ma anche di limone e bergamotto. Si presenta con un colore molto chiaro, che dà sul bianco dopo la cristallizzazione, ed un profumo di fresco. E’ gradevole al palato, grazie al suo gusto intensamente aromatico ma allo stesso tempo delicato, come i fiori da cui proviene. E’ uno dei migliori mieli da tavola e si presta all’uso in tante ricette come ad esempio arrosti di anatra e maiale, ma è ottimo anche con lo yogurt, oppure spalmato su una fetta di pane, magari con una pennellata di burro. Va ricordato che, come tutti i tipi di miele, è sensibile alle alte temperature, pertanto le sue caratteristiche peculiari verranno evidenziate nell’uso naturale, a freddo. Si usa anche nella miscelazione di bevande, come dolcificante di cocktails e long-drinks, per dolcificare la panna montata e tutti i dessert con mascarpone e ricotta.
Tra le proprietà che più contraddistinguono il miele di arancio, oltre all’eccezionale sapore e qualità che gli derivano dal nettare da cui proviene, va ricordato il potere calmante, così da predisporre al meglio l’organismo per un sonno riposante. E’ un miele ricco di proprietà depurative e dà sollievo ai disturbi di stomaco derivanti da stati di ansia o di eccessi alimentari. Si suggerisce di assumerne un cucchiaino da caffè prima dei pasti, allo stato puro, oppure sciolto in poca acqua tiepida.

Se poi, volessimo concederci il meglio del meglio, dopo averne gustato una dolcissima cucchiaiata,  potremmo addormentarci con le note di una delle più belle pagine di musica che siano mai state scritte. Musica sublime che Pietro Mascagni, livornese per sbaglio, ha composto per l’Intermezzo della sua più famosa opera, quella che gli ha dato fama e gloria, e che racconta le drammatiche vicende di Santuzza, del fidanzato Turiddu che tresca con Lola alle spalle del marito carrettiere, compare Alfio, per concludersi in un mortale duello in un dramma tutto siciliano, tra gli alberi di arancio.

Chi vuole ascoltare per la direzione del migliore, il Maestro Riccardo Muti.

Segue anche una versione più “beat” del bravo James Last:

Alla prossima!

Il miele di arancio è un miele buonissimo sia per il gusto che per le sue proprietà.

Salute alimentazione

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