Miele di eucalipto

Mai mangiato il miele di eucalipto? Difficile parlare di api e miele senza ripetersi, anche se a volte il ripetersi potrebbe tornare utile, specialmente per contribuire a divulgare il più possibile non la dolcezza del miele come alimento naturale, a quello basta il miele da solo, ma per raccomandare l’importanza che le api rivestono nella nostra vita. Del resto è anche difficile immaginare un mondo senza api, visto che sono le principali artefici dell’impollinazione e di conseguenza dell’abbondanza di raccolti che servono per alimentare il genere umano.

Miele di eucalipto

Miele di eucalipto

Non solo il miele quindi, e non solo tutti gli altri prodotti che le api ci mettono a disposizione, ma anche l’importante funzione che svolgono con il loro instancabile lavoro di impollinazione da un fiore all’altro.
Si attribuisce al grande Albert Einstein la riflessione secondo cui con una eventuale scomparsa delle api dalla terra il genere umano avrebbe solo quattro anni di autonomia, prima di scomparire a sua volta per sempre. Magari si tratta di una delle tante leggende metropolitane, e magari invece di quattro anni ce ne vorrebbero otto, ma la cosa ha un fondo di verità e ci invita a riflettere sui tanti problemi che le attuali condizioni di vita ci hanno portato, in allegato a inoppugnabili vantaggi e miglioramenti. Si tratta di saggezza ed equilibrio, direbbe Qualcuno, quella saggezza che dovrebbe impedire la produzione e l’uso di certi pesticidi per combattere le malattie e gli attacchi di parassiti alle colture, con il solo obiettivo di aumentare il raccolto, mentre assieme ai parassiti si annientano anche gli insetti utili, come le api, ad esempio, e l’anno successivo il risultato sarà evidente. Fine del pistolotto, parliamo adesso di eucalipto.

Da dove arriva l’Eucalipto?

L’eucalipto arriva da molto lontano, dagli antipodi. E’ originario infatti della Tasmania, dove fu scoperto verso la fine del 1700. E’ un albero maestoso che può raggiungere anche i 150 metri di altezza, così battezzato dal botanico francese Charles Louis L’Héritier de Brutelle, che lo chiamò Eucalyptus, dal greco éu (bene) e kalypto (nascosto), quindi: “bene nascosto”, pur non essendo poi tanto nascosto, vista la mole. Lui si riferiva però al particolare opercolo che nasconde il fiore fino al momento della maturazione, ecco quindi dove sta il “bene nascosto”. Importato nel vecchio continente divenne presto un albero alla moda, al punto da definirlo “la pianta delle regge e delle paludi”.

Perché l’Eucalipto era considerato “la pianta delle regge e delle paludi”?

Come tutte le novità i primi ad accaparrarsene furono ovviamente i ricchi, non passando inosservata la caratteristica che caratterizza questa bellissima pianta, e cioè il profumo balsamico emanato dalle sue foglie. Infatti ben presto adornò i giardini della Reggia di Caserta e andò a ruba per impreziosire i giardini delle dimore patrizie. Allo stesso tempo si diffuse la piantumazione nell’Agro Romano, zona notoriamente paludosa e malarica, pertanto ne veniva raccomandata la coltivazione ai proprietari terrieri del luogo, ritenendo che gli effluvi aromatici dell’eucalipto potessero risanare l’aria e far quindi scomparire la malaria. In realtà, la malaria regrediva non tanto per le emanazioni della nuova pianta esotica, quanto per la sua capacità di assorbire grandi quantità d’acqua.

Diffusione dell’Eucalipto nel mondo

Ben presto l’eucalipto divenne un “best seller” ovunque, essendo una pianta straordinaria non solo per le proprietà delle molteplici essenze che contiene, ma anche come barriera frangivento ai limiti delle aree coltivate, come pianta ad alta produttività di legname. Intere zone dell’Africa sono state “invase” dall’eucalipto. Personalmente ho constatato che in Rwanda, in Burundi e nel Kivu, regione orientale dell’attuale Congo (ex Zaire) è la principale fonte di legna per riscaldarsi, per cucinare e come materiale di costruzione, per abitazioni, utensili, attrezzi vari. In Etiopia ho raccolto rimostranze da chi lamenta l’occupazione “clandestina” del territorio da parte di una pianta che non è originaria della zona, rimarcando che è troppo diffusa e che non rappresenta la tradizionale vegetazione del paese. A questa obiezione ho osservato che è meglio vedere un territorio disseminato di alberi, come l’eucalipto, anche se “foresto” ma molto resistente e generoso per quanto offre, piuttosto che un territorio brullo dove le capre l’unica cosa che potrebbero brucare sarebbe qualche arbusto spinoso e bruciato dal sole. Durante l’occupazione italiana dell’Etiopia, infatti, furono piantati molti alberi di eucalipto ai bordi delle zone coltivate, con lo scopo di proteggere i raccolti dal vento, e la cosa funzionò alla grande, grazie alla robustezza, alla possanza di questo meraviglioso albero, che proteggeva i terreni coltivati impedendone l’impoverimento provocato dal vento.

Cosa ci offre l’Eucalipto?

Oltre che formidabile fonte di legname, oltre ad essere una pianta ornamentale che si distingue per robustezza e per capacità di drenare zone paludose, l’eucalipto è una pianta ricca di essenze, in particolare l’eucaliptolo, che è il componente di base per moltissime preparazioni farmacologiche contro la tosse, per curare il raffreddore e le sinusiti. Inoltre, per la sua azione antinfiammatoria ed espettorante viene usato per curare bronchiti, sinusiti e malattie catarrali. Agevola lo scioglimento di catarro e muco e ne facilita l’espulsione, calmando inoltre le irritazioni delle mucose.

In che forma si assume l’Eucalipto?

  • Si può assumere come tisana, sminuzzandone le foglie e facendole bollire lentamente per circa 15 minuti. Si può bere tre volte al giorno anche per dieci giorni come cura preventiva. La quantità indicativa è di mezzo cucchiaio di foglie sminuzzate per una tazza d’acqua.
  • Si può ricavarne uno sciroppo facendo bollire 15 foglie di eucalipto in 750 cl di acqua, e quando la temperatura la rende bevibile aggiungere 6 cucchiai di miele, magari di eucalipto così si resta in famiglia. Una volta raffreddato va conservato in frigorifero e va preso un cucchiaio al giorno come cura preventiva, oppure due cucchiai in caso di raffreddamento.
  • Si possono fare delle inalazioni per dieci minuti due volte al giorno mettendo alcune foglie spezzettate in mezzo litro di acqua bollente. Meglio ancora se aggiungendo alcune gocce di olio essenziale di eucalipto, che si trova in erboristeria. L’unica precauzione per l’uso dell’olio essenzialeriguarda i bambini piccoli, specie sotto i 4 anni, che potrebbero soffrire di qualche irritazione. Evitare quindi l’olio per le inalazioni ai piccoli.

E il miele di Eucalipto?

Le care api non ci risparmiano nemmeno questo! E’ un portento per curare tutte le affezioni delle vie respiratorie. E’ antiasmatico, emolliente, anticatarrale, anti tante cose insomma… Per fortuna  è diffusamente reperibile ovunque e la produzione nazionale riguarda soprattutto le regioni dell’Italia Centro – Meridionale, dove per ragioni climatiche questa bellissima pianta prospera. E allora vai con l’eucalipto… dalla lontana Tasmania, ma ormai con piena cittadinanza italiana!

Informazioni e cenni storici sul miele di eucalipto.

Salute alimentazione

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Miele di eucalipto

Quando sono raffreddata con naso chiuso e magari gocciolante mi preparo una tazza di latte caldo con un cucchiaio di miele di eucalipto e sto già meglio... Evviva la natura che offre tanti rimedi naturali utili e pure economici!

Il miele di eucalipto per trattare la tosse

Non sapevo che il miele di eucalipto fosse utile per la tosse e il raffreddamento, grazie care amiche api col vostro lavoro mi rendete migliore la vita, specialmente d'inverno.

ho la tosse mi dicono di prendere il miele di eucalipto con il latte sono andato a comprarlo e questa sera lo provo grazie per i suggerimenti

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