Miele di timo

L’Italia è probabilmente il paese europeo con la più ampia varietà di flora, grazie alla sua felice posizione geografica, una ricchezza che si riflette anche sulle numerose varietà di mieli, forse unica, che si differenziano tra loro, ognuno con caratteristiche e proprietà specifiche, come ad esempio il miele di timo, che andremo a conoscere.

Il miele di timo fa bene per via delle sue proprietà e caratteristiche nutrizionali e tra le regioni italiane, la Sicilia gode di una posizione primaria con i suoi mieli uniflorali, tra i quali il   rinomato e celebrato miele di timo dei monti Iblei, ma anche il miele di castagno, il miele di zagara, il miele di nespolo, il miele di carrubo, e perfino il miele di fico d’india.

Miele di timo

Miele di timo

I monti Iblei  e il timo capocchiuto (Thymus capitatus) 

I monti Iblei sono una catena collinare che si trova nella parte sud-orientale della più grande, affascinante e storica isola del mare Mediterraneo, e richiamano alla mente un pezzettino d’Africa magicamente trapiantato in Sicilia. Al centro della catena formano un ideale altopiano, un massiccio calcareo con aree di roccia di origine vulcanica di modesta altitudine tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania, la cui massima elevazione raggiunge i 986 metri s.l.m. del monte Lauro, di chiara origine vulcanica. Dagli Iblei scendono numerosi fiumi che nel loro breve corso verso il mare hanno scavato profonde gole nel tenero calcare bianco . Luoghi bellissimi, dove la ricchezza di specie vegetali è conseguente all’origine vulcanica del territorio, combinata a diversi altri fattori, come l’altitudine, la latitudine e la vicinanza al mare. L’altopiano in primavera si arricchisce di colori e diventa di una bellezza unica. L’altimetria degradante del territorio dà modo alla flora mediterranea di esprimersi al meglio in tutta la sua ricchezza: querce, platani, castagni, mandorli, gelsi, carrubi, e man mano che si scende vigneti, uliveti,  e agrumeti, fichi e oleandri, che si alternano alla flora arbustiva e numerose specie di erbe e graminacee. Nel dolce degradare verso le coste basse e uniformi, i pascoli sono delimitati dalla tipica ragnatela di muri a secco.

Qui è di casa il timo capocchiuto (Thymus capitatus), un piccolo arbusto sempreverde, cespuglioso e perenne che non supera i 30 cm. di altezza, dal profumo intensamente aromatico. Si tratta di una specie presente in tutto il bacino del Mediterraneo, che predilige i terreni aridi esposti al sole ed all’aria carica di salsedine proveniente dal mare, ma solo sulle pendici dei monti Iblei il timo capocchiuto dà origine ad un miele di timo celebrato da sempre, come vedremo più avanti.
I suoi rami sono rivestiti di una peluria bianco-verdastra, le foglie si presentano piccole e di colore grigio-verde, mentre i fiori possono variare dal bianco al rosa, al lilla-viola. La fioritura avviene da maggio a giugno, a volte si protrae fino ad agosto-settembre se qualche pioggia arriva a bagnare l’arsura dell’estate siciliana. Va da sé che la produzione del tanto celebrato miele di timo dei monti Iblei è condizionata dalle condizioni climatiche, che possono variare da un anno all’altro.

Per chi avesse voglia e tempo, ecco  un video in due parti di circa 30 minuti:

Tra i monti Iblei e il barocco siciliano (trekking a cavallo, parte 1 e parte 2):

Proprietà e utilizzazione della pianta di timo

  • Nella produzione di medicinali: l’olio essenziale di timo ricavato dalla pianta, conosciuto anche come “olio di origano spagnolo”,  è ricco di fenoli ed ha buone proprietà antisettiche, antispasmodiche, diuretiche, vermifughe, carminative, afrodisiache e cicatrizzanti. E’ utilmente impiegato contro alcuni funghi fitopatogeni grazie alla presenza di principi attivi con elevata capacità antifungina. Viene inoltre utilmente impiegato contro l’asma e per attivare le difese immunitarie. Viene inoltre usato come disinfettante, contro gli spasmi, le contusioni e, soprattutto per contrastare la tosse, il catarro e le affezioni respiratorie tutte.
  • Nella produzione di cosmetici: in profumeria l’olio essenziale di timo viene usato nella composizione di sapone, dentifrici e creme per la cura della pelle. I bagni a base di timo sono benefici per rilassare e favorire un sonno riposante.
  • In campo alimentare: il timo viene usato per aromatizzare alcuni tipi di bevande e come insaporitore per cibi. Con le foglie si possono ottenere tisane depurative e arricchire il gusto di insalate miste. I fiori sono molto ricchi di nettare e quindi offrono un potenziale mellifero degno di nota. E’ da questa zona che viene il famoso miele monoflorale di timo, dalle caratteristiche peculiari, che lo hanno reso celebre fin dall’antichità. E’ riportato anche l’uso di tisane di timo per combattere l’alcolismo.
  • Viene inoltre utilizzato per aromatizzare le olive condite ed altri alimenti conservati, come sarde o altri tipi di pesce, pane e focacce, in alternativa all’origano. In Tunisia lo si utilizza come afrodisiaco, mentre altrove lo si usa per donare aroma alle braci per le grigliate, di carne e di pesce.
  • Non meno importante è l’usanza di inserire questa specie arbustiva tipica della macchina mediterranea tra le varie specie aromatiche nell’allestimento di giardini rocciosi, grazie al fatto che durante il periodo di fioritura la pianta si ricopre di numerosissimi fiori che la rendono particolarmente piacevole e decorativa.

Alcune bellissime foto della pianta di timo:

Il miele di timo. Quello dei monti Iblei fa parte della storia

“Nessuno eguaglia i favi iblei” scriveva Ovidio nelle sue Metamorfosi, declamando la squisitezza del miele di timo e degli altri mieli provenienti dai monti Iblei, tra cui il miele millefiori che riunisce i nettari delle varie fioriture che si succedono durante l’anno. L’apicoltura da queste parti vanta una storia di tremila anni e probabilmente fu avviata dai fenici, che arrivarono sull’isola prima ancora dei greci. Delle diverse specie del genere Thymus solo alcune possono dare origine al miele uniflorale di timo, e il Thymus capitatus dei monti Iblei è il più conosciuto tra tutti. Prima ancora di Ovidio molti altri scrittori greci e latini ricordarono la bontà del miele prodotto sui monti Iblei e la fama si è mantenuta inalterata nei secoli.

In tempi più recenti ne ha parlato anche William Shakespeare: “Oh, dolcissima, come il miele ibleo!”… e in letteratura e nella poesia anglosassone l’aggettivo Ibleo (Hyblean) si accosta a “perfezione, superiorità” e si riferisce al miele proveniente dai monti Iblei, già rinomati per la squisitezza del miele dell’antica Ibla. Forse la ragione sta nel libro che il poeta e scrittore  James Henry Leigh Hunt (1784-1859) dedicò alla poesia pastorale della Sicilia intitolandolo “Un vasetto di miele dai Monti Iblei”  (A Jar of honey from Mount Hybla, 1848). Da allora l’aggettivo Ibleo è sinonimo di “eccellente”  riferito al miele, of course…

Le proprietà del miele di timo

E’ un miele molto particolare, la cui caratteristiche si possono così riassumere:

  • colore: ambrato tendente al bruno,
  • profumo: intenso, caratteristico e speziato, che ricorda i chiodi di garofano, il legno aromatico ed il vin brulé,
  • sapore: marcato, con una certa acidità e un aroma intenso che ricorda l’olio essenziale di timo, pertanto non gradito a tutti,
  • caratteristiche: alto tenore di fruttosio, enzimi e acidità. Di consistenza notevole ma a cristallizzazione rallentata.

Il miele di timo è indicato inoltre per queste specifiche proprietà:

  • è un potente antisettico generale, da utilizzare contro tutte le malattie infettive, sia polmonari che delle vie urinarie o intestinali,
  • è stimolante per combattere la stanchezza e il deperimento fisico,
  • è raccomandato per curare la tosse,
  • combatte le flatulenze della digestione,
  • è un eccellente vermifugo.

Non male e non poco in quanto a proprietà, che gli derivano naturalmente da una pianta già ricca di proprietà terapeutiche, come abbiamo visto poco sopra.

Il miele di timo dei monti Iblei: una produzione da salvaguardare perché in pericolo

Il miele di timo è uno dei mieli più originali tra i mieli tipici italiani, unico per la sua specificità territoriale, che purtroppo è in pericolo, dopo secoli di gloria, declamata da poeti e scrittori.

A lanciare l’allarme è l’associazione “Le Città del Miele” che, in occasione della “sagra del miele” tenuta annualmente nella prima domenica di ottobre a Sortino, che si trova sugli Iblei siracusani ed è conosciuta come la città del miele, ha fatto proprio il grido di allarme lanciato dagli apicoltori siciliani.

Nell’arco di pochi anni la vegetazione del timo capocchiuto sui monti Iblei si è dimezzata a causa dei sempre più frequenti incendi estivi e per colpa degli incentivi UE per determinate colture che portano all’estirpazione del timo in favore di altre specie non tipiche del territorio. A questi due problemi vanno poi aggiunte le variazioni climatiche che sempre più hanno influenza sulla macchia mediterranea. Il risultato purtroppo è un dimezzamento della produzione, già di per sé limitata. E’ sperabile che si corra presto ai ripari, attivando subito un progetto di recupero e tutela di questo straordinario miele, troppo antico, glorioso e prezioso per abbandonarlo ad un destino amaro…

Informazioni dedicate interamente al miele di timo ed alle sue proprietà.

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