Come si cura il morbo di crohn: le cure

Come si cura il di Crohn? La cura per la malattia di crohn avviene con un tattamento suddivisibile in tre fasi; la prima mira a curare la malattia eliminando i sintomi, la seconda fase invece è una la terapia di mantenimento (per evitare i sintomi di ritorno) e la terza viene attuata qualora ci sia un caso di ricaduta nel soggetto interessato.

Per curare la malattia, si utilizzano gli steroidi, una terapia di tipo ormonale.

Gli ormoni sono potenti gruppi di sostanze chimiche che hanno una vasta gamma di effetti sul corpo, uno dei tanti, è quello di ridurre l'infiammazione.

Gli steroidi sono di solito usati solo per curare la malattia attiva perché il loro uso a lungo termine è associato a una serie di effetti collaterali negativi.

Di solito il primo steroide che viene prescritto per aiutare a controllare la malattia è il budesonide ottimo per controllare i sintomi del morbo di crohn.

Come si cura il morbo di crohn: le cure

Come si cura il morbo di crohn: le cure

Effetti negativi a breve termine dell’ormone sopracitato (meno di 12 settimane di somministrazione) sono:

  • acne
  • gonfiore del viso
  • gonfiore delle mani, braccia, piedi e gambe a causa di un accumulo di fluidi (edema)
  • cambiamenti di umore come irritabilità
  • ansia
  • insonnia
  • indigestione

Se si utilizza budesonide per oltre 12 settimane si può incorrere a i seguenti effetti indesiderati :

  • assottigliamento delle ossa (osteoporosi)
  • una maggiore vulnerabilità alle infezioni
  • cataratta (un tipo di patologia oculare )
  • crampi muscolari e rigidità.

Prendendo budesonide per più di 12 settimane, deve essere somministrata la vitamina D e supplementi di calcio per aiutare a proteggere contro gli effetti dell'osteoporosi, entrambi questi integratori contribuiscono a rafforzare l'osso.

Non si deve interrompere l'assunzione del budesonide, perché ciò può causare effetti indesiderati, al momento in cui non si ha più bisogno di prendere il farmaco, la dose viene gradualmente ridotta nel tempo.

Per la maggiore vulnerabilità alle infezioni, evitare il contatto ravvicinato con persone che sono noti per avere infezioni, in particolare quelli con la varicella, il morbillo e l'herpes zoster.

Nel caso in cui il budesonide si dimostri inefficace, o quando i sintomi sono moderatamente gravi, viene utilizzato il prednisolone.

Il prednisolone ha lo stesso tipo a breve e lungo termine, di effetti collaterali negativi del budesonide, inoltre è stato riconosciuto causa di problemi di salute mentale in circa il 5% delle persone.

Altri effetti collaterali gravi:

  • sensazione di depressione e di pensare al suicidio
  • sensazione estrema euforia e felicità
  • cambiamenti di umore improvvisi e forti (momenti euforici, alternati a stati di depressione )
  • sensazione di ansia
  • avere problemi a pensare in modo lucido e cognitivo
  • perdita di memoria
  • allucinazioni (vedere e sentire cose che non sono reali)

Se si verifica uno di questi sintomi, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia il più presto, può essere necessario un aggiustamento sulla dose.

Anche per prednisolone, vale il consiglio di non interrompere bruscamente la cura, ma eliminarlo gradatamente.

Come alternativa, nei casi meno gravi, viene somministrato sulfasalazina (appartiene ad un gruppo di farmaci chiamati amino salicilati, sono noti per ridurre l'infiammazione all'interno del colon), secondo dove l’infiammazione è in corso, quindi del tratto da curare, può essere somministrata in compresse o in supposte.

Effetti indesiderati comuni includono :

Se gli effetti collaterali diventano particolarmente fastidiosi, si deve informare il medico di famiglia verificando che la dose utilizzata sia adeguata.

Si utilizzano farmaci del tipo immunosoppressori, per sopprimere le attività del sistema immunitario in modo da contribuire a ridurre l'infiammazione a lungo termine, questi sono anche usati in terapia di mantenimento e, in combinazione con steroidi quando una persona ha una ricaduta dei sintomi, due farmaci immunosoppressori sono ampiamente utilizzati nel trattamento del morbo di Crohn sono, azatioprina e mercaptopurina, si somministrano a pastiglie o iniezioni.

Alcuni effetti collaterali della azatioprina portano a facilitare lividi e sanguinamenti, oltre ad essere più vulnerabili nelle infezione, anche in questo caso si dovrebbe evitare la frequentazione di persone con varicella, o herpes zoster, e malattie infettive in genere.

Altri effetti collaterali meno comuni comprendono; mal di testa, respiro affannoso, vertigini, nausea, vomito.

Mercaptopurina è stato originariamente progettato per trattare la leucemia (tumore delle cellule del sangue ), risulta ottimo anche nel trattamento della malattia di Crohn, prodotto in pastiglie, i suoi effetti collaterali non sono così gravi come quelle associate ad altre forme di trattamento di chemioterapia, effetti collaterali comuni; nausea e vomito. 

Meno comuni;  perdita d’appetito, stanchezza, mancanza di fiato, debolezza causata da un calo nel numero dei globuli rossi, può portare temporaneamente alla sterilità maschile e femminile, aumentare il rischio di difetti alla nascita, quindi molto importante utilizzare un contraccettivo efficace.

Altre terapie sono quelle biologiche, nuovi tipi di farmaci, vengono creati utilizzando sostanze naturali biologici, come gli anticorpi ed enzimi, es. il infliximab.

Attualmente, in Europa, infliximab è l'unica terapia biologica concessa in licenza per il trattamento della morbo di Crohn, consigliato solo in casi gravi di malattia, quelli che non hanno risposto ai trattamenti di steroidi e immunosoppressori, e dove la persona non è adatta per l'intervento chirurgico, esempio, se una persona ha avuto un precedente intervento chirurgico per rimuovere una parte di intestino, la rimozione delle viscere in più, potrebbe risultare in una perdita della funzione digestiva, oppure se il soggetto è già in stato di salute precario tanto da non sostenere un intervento chirurgico.

Infliximab controlla il fattore di necrosi tumorale (TNF, anticorpi che sono responsabili di gran parte l'infiammazione che si associa con la malattia di Crohn), si somministra attraverso una flebo nel braccio nel corso di due ore, questo cura è nota come infuso.

A seconda di come si reagisce al trattamento, si può effettuare da una infusione a tre infusioni che vengono distribuite in otto settimane, circa 1 su 4 persone hanno una reazione allergica a infliximab con i seguenti sintomi:

  • articolazioni e dolori muscolari
  • prurito
  • alta temperatura
  • eruzione cutanea
  • gonfiore delle mani e / o delle labbra
  • problemi di deglutizione
  • mal di testa

I sintomi possono variare da lievi a gravi e si sviluppano solitamente nelle prime due ore dopo il termine dell'infusione, sporadicamente le reazioni allergiche, possono apparire in ritardo anche di settimane, se si conclamano è consigliato immediata assistenza medica .

Dato il rischio significativo (1 su 4) dell’insorgenza di gravi reazioni allergiche, il paziente verrà monitorato subito dopo la prima infusione con un potente farmaco anti- allergia.

Si sono verificati un certo numero di casi in cui infliximab ha “riattivato” una già latente tubercolosi (TB), pertanto non è adatto a persone con un precedente storico di TB, e anche sconsigliato quando si hanno scompensi cardiopatici.

Come tutti i farmaci sopra elencati, renderà più vulnerabili alle infezioni quindi evitare contatti con persone affette da la varicella o herpes zoster, informare immediatamente il proprio medico di famiglia su eventuali sintomi di una possibile infezione, come tosse, febbre alta, o un mal di gola.

La chirurgia è spesso necessaria soprattutto quando i farmaci non riescono a controllare la malattia, si stima che circa l'80% delle persone con malattia di Crohn si richiede un intervento chirurgico a un certo punto della loro vita .

La chirurgia non è definitiva per la guarigione, ma può fornire lunghi periodi di remissione, spesso della durata di diversi anni, con l'intervento, la sezione infiammata del sistema digestivo viene rimossa e la restante parte si stabilizza.

N.b. Alcune persone possono migliorare la loro condizione con una dieta eliminando alcuni alimenti che ne aggravano i sintomi.

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