Neoplasie mesenchinali Neoplasie epiteliali

Tra le neoplasie più conosciute spiccano le neoplasie epiteliali e quelle mesenchimali. Per quanto riguarda le neoplasie mesenchimali, il fibroma, ovvero neoformazione costituita da fibroplasti e fibrella collage, prende origine dai connettivi di qualunque tipo e può essere sessile o peduncolato. I disturbi sono in rapporto con il volume e la sede del fibroma, con lo sviluppo entro spazi limitati ed inespansibili, come il rachide. Per commistione con altri tessuti si producono il fibrolipoma, il fibromixoma, il fibroadenoma etc.

Neoplasie mesenchinali Neoplasie epiteliali

neoplasie

Lipoma

Neoformazione di tessuto adiposo.

Si osserva abitualmente nelle parti più ricche di grasso (sotto cute, spazio retroperitoneale, etc). Si tratta in genere di formazioni capsulate, ma talvolta con lobulature che si insinuano nei tessuti vicini, con invasività più apparente che reale (lipoma recemoso).

Mixoma

Neoplasia di cellule connettivali stellate del tipo corrispondenti al tessuto gelatinoso embrionale.

Condroma

Neoformazione cartilaginea, sede di predilezione è lo scheletro, meno frequenti le localizzazioni viscerali (ghiandole salivari, polmonari, testicoli ed ovaie). La degenerazione maligna (condrosarcoma) si nota con relativa frequenza.

Osteoma

Precesso neoformativo costituito esclusivamente da tessuto osseo ed a seconda che prevalga osso compatto o spugnoso si hanno osteomi duri ed osteomi molli.

Angioma

A seconda che si tratti di vasi neoformati linfatici o sanguigni si parla di linfagioma o di emangioma.

Emangioma

L'mangioma è ubiquitario. Localizzazioni di particolare significato clinico sono la cerebrale, l'epatica, la muscolare. Nella cute si presenta come una formazione di colorito rosso, di dimensioni da pochi millimetri a vaste superfici corporee. Si distingue in semplici e cavernosi e nei primi i vasi di ampie lacune variamente comunicanti tra di loro, simili a quelle degli organi rettili.

Linfangioma

Rappresentato da ectasie linfatiche di vaio grado, che lo fanno classificare in: semplice, cavernoso e cistico.

Mioma

A seconda che la neoformazione sia di cellule muscolari liscie o striate si parla di leiomiomi e di rabdomiomi.

Leimioma

Sede più frequente è l'utero. Si osserva inoltre nell'apparato urinario, nel digerente, nel sottocutaneo.

Rabdomioma

Il rabdomioma è più raro del precedente leimioma. può svilupparsi nelle normali sedi di tessuto muscolare, inoltre nel rene, vescica, utero, testicolo, mammella.

Sarcoma

Si tratta di un tumore maligno di origine connettivale. I tipi istologici di questo gruppo si possono trovare in ogni distretto dell'organismo, poichè ovunque si trovano i derivati del derma. Tre forme cellulari neoplastiche si trovano nel sarcomi: fusate, rotonde e giganti, il sarcoma poliformo cellulare comprende contemporaneamente le diverse forme di cellule. Dai sarcomi indifferenziati si distinguono le varietà contrassegnate da un certo grado di evoluzione delle cellule. Perciò si parla a seconda dei tipi cellulari rappresentati di sarcomi blastici (fibroblastici, lipoblastici, condroblastici).

Neoplasie epiteliali

Adenoma, papilloma, polipo: mentre il termine adenoma (ghiandola) è il significato istologico, quelli di papilloma e di polipo sono legati alla forma macroscopica che alcune neoformazioni epiteliali assumono. Dal punto di vista strutturale papillomi e polipi si equivalgono con la sola variante che i secondi sono costituiti da un unico e semplice asse trofonnettivale che invece nei papillomi si presenta ramificato e complesso. I papillomi sono frequenti nella cute, su mucose rivestite da epitelio pluristratificato (vescica, laringe) possono essere peduncolari o sessili. La degenerazione maligna dei papillomi è relativamente facile in alcune sedi come colon, stomaco, laringe, vescica.

Quando la displasia fibro-epiteliale interessa le superfici mucose si parla più propriamente di polipo e di poliposi in caso di molteplicità. Gli adenomi si sviluppano dai più diversi tessuti ghiandolari endocrini ed esocrini (ipofisi, surrene, paratiroide, fegato, rene, mammella, ghiandole sierose e mucose dell'apparato digerente e dell'apparato respiratorio, annessi ghiandolari della cure). Una proliferazione adenomatosa può dopo una fase di accrescimento benigno assumere caratteri di malignità, in altri termini trasformarsi in adenocarcinoma.

Carcinoma

tumori maligni di origine epiteliale detti anche epiteliomi. Gli organi più colpiti sono lo stoma, il retto, il polmone, il cavo orale, la cute, la mammella femminile, l'utero, l'ovaio e la tiroide.

Negli organi interni la presenza di una neoplasia maligna si manifesta con disturbi per:

a) stenosi (occlusione intestinale, ittero da stenosi delle vie biliari)

b) distibuzione di organi parenchimali (fegato,rene)

c) emorragia (enterorragia, metrorragia, ematuria)

d) peritonici da perforazione (stomaco, colon)

e) ascessualizzazione della massa neoplastica con sovrapposizione di fenomeni settici (cancro del polmone ascessualizzato)

f) fenomeni di carenza ormonica per distribuzione dei tessuti endocrici (quadro di insufficenza surrenalica, ipofisaria etc)

g) sindromi di iperfunzione quando il tumore conserva proprietà endocrine.

h) disturbi diversi dovuti all'azione compressiva o all'infiltrazione di organi vicini.

i) chiari segni di focolaio per localizzazione neoplastica in determinati punti del nevrasse

Infine il cancro determina uno strato di generale decadimento noto come cachessia neoplastica.

Istologicamente distinguiamo:

a) carcinomi a cellule piatte, caratteristici della cute e delle mucose, normalmente rivestite da epitelio pavimentoso (lingua, labbra, esofago, vagina, ano)

b) carcinomi a cellule cilindriche, caratteristici dei rivestimenti mucosi

c) adenocarcinoma oppure è mascherata come nel cancro ghiandolare solido dove le cellule neoplastiche si dispongono in cordoni pieni. Talora lo stroma preval sugli elementi neoplastici ghiandolari e conferisce al tumore una consistenza fibrosa (scirri).

Le neoplasie mesenchinali ed epiteliali...

Malattie

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