Nigella sativa L.
Nome comune: Nigella
Francese: Nigelle; Faux cumin o Cumin noir
Inglese: Nigella; Common fennel flower
Famiglia: Ranuncolaceae
Parte utilizzata: semi
Costituenti principali:
- sostanza amara (nigellina), 25% olio grasso, < 1% olio volatile (nigellone - timochinone)
- saponoside (melantina)
Attività principali: antiistaminica; carminativa, coleretica; emmenagoga; diuretica
Impiego terapeutico: forme allergiche; dispepsia, meteorismo, colite
Nella medicina indiana i semi della nigella sativa sono utilizzati come antiasmatici. La pianta manifesta
una duplice attività: antiistaminica e vasoregolatrice il che giustifica in parte la sua azione e il suo utilizzo nella diatesi emicranica e nella forme cefalgiche.
Una sperimentazione effettuata utilizzando l'olio dei semi di Nigella sativa ha dimostrato un'azione depressoria a livello del SNC e fortemente analgesica in ratti e cavie: tale attività sembra sia da attribuire alla presenza nell'olio di un principio oppioide.
L'infuso veniva impiegato contro il meteorismo, nelle affezioni catarrali, per favorire il flusso mestruale e nella dismenorrea. L'azione diuretica, inoltre, contribuisce a
limitare la ritenzione idrica premestruale.
Nota: Oltre alla Nigella sativa, si conoscono Nigella arvensis L. e la Nigella damascena L. La Nigella arvensis L. è la Nigella selvatica i cui semi, che contengono alcaloidi solo in tracce, avrebbero proprietà analoghe a quelle della nigella coltivata (o sativa).
La Nigella damascena L. presenta semi che contengono un principio amaro, la damascenina, solubile nell'alcol, e 1,5% di olio essenziale.
Curiosità
- Nigella deriva dal latino nigellus-niger - nero, a causa del colore dei semi.
- In Francia i semi prendono il nome di poivrette.
Nigella sativa ...

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