Olivo, Olea europaea L.
Nome comune: Olivo
Francese: Olivier
Inglese: Olive tree
Famiglia: Oleaceae
Parte utilizzata: foglia; giovani getti
Costituenti principali:
- triterpeni e flavonoidi: rutoside e glicosidi dell'apigenolo e del luteolo
- secoiridoidi: oleuropeoside (maggioritario)
- sostanze amare: olivamarina
- tannini; sali minerali (calcio); alcaloidi (?)
- clorofilla, cere, mannitolo
Attività principali: ipotensiva; ipoglicemizzante, astringente
Impiego terapeutico: ipertensione, coadiuvante nelle forme di diabete
Dal punto di vista clinico le foglie di olivo possono essere impiegate nelle forme di ipertensione arteriosa di grado modesto, ove determinano ipotensione tramite
un meccanismo di vasodilatazione periferica: i preparati presentano una buona tollerabilità e non provocano azione depressoria sul cuore.
Per l'azione vasodilatatrice a livello coronarico, il loro utilizzo può contribuire a prevenire gli attacchi d'angor. Riducono inoltre la viscosità ematica e facilitano la diuresi. Recentemente sono stati segnalati nelle foglie acidi grassi poliinsaturi (acido alinolenico)che riducono il colesterolo LDL, aumentando liHDL.
Viene ad essere convalidata l'indicazione di alcuni
autori del passato circa il suo benefico utilizzo nei soggetti ipertesi con note di aterosclerosi (Benigni). Sempre questi acidi grassi porterebbero alla formazione di trombaxano e prostaglandine coinvolte nel garantire l'integrità dei vasi.
L'effetto sui vasi sembra inoltre dovuto ad un aumento della concentrazione intercellulare di AMPc. L'effetto ipotensore compare dopo 20-30 minuti dalla somministrazione ed aumenta gradatamente sino a determinare la scomparsa dei disturbi dovuti allo stato ipertensivo.
La terapia deve essere seguita per periodo prolungato. Si può associare Biancospino. Le foglie di olivo infine possiedono proprietà antiaritmiche. Sempre all'oleuropeoside sarebbero dovute le proprietà ipoglicemizzanti che alcuni autori attribuiscono alle foglie.
Come per tutte le piante contenenti principi amari le foglie sono considerate febbrifughe: un tempo si utilizzavano nella malaria. L'uso topico delle foglie di olivo è dovuto alle caratteristiche astringenti. Decotti sono impiegati per lavare piaghe o ferite e, come collutorio, nelle infiammazioni delle mucose accessibili.
Gemmoterapia: i giovani getti presentano un organotropismo elettivo nei confronti dei vasi arteriosi e agiscono a livello del metabolismo lipidico e glucidico.
Curiosità
- Albero originario dell'Asia e assai diffuso in Grecia, è coltivato in tutto il sud d'Europa:
era noto anche come pianta medicinale ai popoli del bacino mediterraneo. - «È affatto moderno l'uso dell'ulivo contro le febbri intermittenti. Gli ufficiali sanitari dell'armata francese invadente la Spagna, e quelli che più tardi gareggiarono in Morea, trovandosi sprovvisti affatto di Chinino, ed approfittando delle produzioni e probabilmente anche delle tradizioni farmaceutiche locali, ne
ottennero splendidi risultati» (Scotti, 1872). - «Dal frutto verde immaturo i romani estraevano un olio viscoso, brunastro, chiamato
omphacium. Gli atleti se ne ungevano il corpo: poi, dopo la lotta, misto alla polvere, al sudore, al sangue lo si raschiava dal corpo con una specie di striglie (strigili), e lo si conservava come rimedio preziosissimo contro una infinità di malattie, principalmente la scabie e l'alopecia» (Scotti, 1872).
Olivo, Olea europaea L. ...

Technorati: 






