Otite catarrale

Otite catarrale: cos’è? L’otite media catarrale è un’infiammazione od infezione acuta, non suppurativa  che riguarda la mucosa dell’orecchio.

Cosa causa l'otite catarrale? L'otite catarrale è causata da una pressione non buona della cavità del timpano. L’infiammazione di tipo catarrale della tromba di Eustachio è uno dei problemi più comuni e fastidiosi anche a causa della sua lunga durata. Nonostante ciò, l’otite catarrale, non è fortunatamente, una condizione molto grave o che implica conseguenza, in genere. La presenza  di catarro nel condotto uditivo è ad ogni modo una condizione spiacevole e che spesso va via dopo molto tempo. I mesi in cui più facilmente è possibile che sorga tale problema sono: autunno, inverno e primavera.

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Otite catarrale media o acuta


Otite catarrale acuta

Uno stadio di livello acuto dell’otite catarrale, si verifica nel caso in cui l’infiammazione catarrale si estende dal naso o dalla faringe, sino alla cavità timpanica, attraversando la tromba di Eustachio. L’otite catarrale, sebbene non sia una condizione molto grave, è bene che non venga sottovalutata, dal momento che può trasformarsi in una forma acuta. A questa fase possono seguire gravi complicazioni come un’infezione dell’orecchio medio. Un caso di otite catarrale, si trasforma in uno stato di otite acuta nei casi in cui il problema è presente per un lungo periodo di tempo e nel caso in cui il disturbo alle orecchie è aggravato da congestione, edema, ispessimento o dalla presenza di disfunzione della tromba di Eustachio. In questi casi è possibile subire gravi danni quali problemi di sordità ed acufeni.


Cause dell’otite catarrale

In caso di presenza di catarro nelle vie respiratorie superiori, condizione che si verifica in comuni casi di raffreddore, è possibile che la mucosa della cavità nasale e della faringe, nonché l’apertura della tromba di Eustachio, siano colpiti da un’infiammazione a causa del catarro, che conduce pertanto a casi di otite catarrale. In caso di raffreddore, al fine di evitare tali complicazioni, è bene evitare di soffiare il naso vigorosamente, giacché l’aria entra nella cavità timpanica con maggiore ed eccessiva forza, permettendo dunque, l’ingresso assieme all’aria ed al catarro, di virus e batteri nella cavità. Le mucose si infiammano, e provocano la chiusura parziale o totale dell’apertura che si collega alla tromba di Eustachio. A sua volta tale blocco ostacola la ventilazione della cavità timpanica. Tale processo è ciò che genera il senso di fastidiosa tensione all’interno dell’orecchio ed una leggera perdita di udito.


Sintomi dell’otite catarrale

La manifestazione dell’otite catarrale comprende sintomi come: sensazione di pienezza nelle orecchie, ipoacusia (deficit uditivo di un conduttore di natura neurosensoriale), acufeni (risonanza maggiore della propria voce) o otologia, dolore alle orecchie ed una funzione anormale di ventilazione della tromba di Eustachio. In rari casi è possibile osservare anche sintomi quali: dolore lombare, vertigini, livello dei fluidi visibile nella cavità timpanica, retrazione della membrana timpanica. È possibile che la membrana del timpano si presenti rossa e si avverta un intenso dolore nella zona vicina ad essa.

Il dolore causato dall’otite catarrale in genere è lieve e sopportabile. In casi in cui si avvertano sintomi che possono essere ricondotti all’otite, è bene rivolgersi ad un medico specialista come ad un otorinolaringoiatra.


Diagnosi della otite catarrale

L’otite catarrale si verifica frequentemente con la presenza di catarro nelle vie respiratorie superiori. Data la presenza di queste condizioni i sintomi sono facilmente identificabili.

L’osservazione del paziente comprende un esame dell’orecchio, che viene attentamente osservato al microscopio. La gravità ed il grado di coinvolgimento del condotto uditivo, può invece essere misurato e rilevato con un esame audiologico. Un esame del timpano è in grado di rilevare, invece, la pressione negativa nell’orecchio medio.


Trattamento per la cura dell’otite catarrale

È possibile curare l’otite catarrale secondo diverse tipologie di trattamento. Innanzitutto è possibile eseguire un completo trattamento che interessi anche il collo. Oltre ciò è necessaria una manipolazione molto accurata dell’orecchio, di tutti i muscoli intorno ad esso.

Nei casi di otite catarrale, il trattamento sarà eseguito per un periodo che varia da uno, a tre mesi a giorni alterni. Per quanto riguarda i casi di otite catarrale acuta, invece, il trattamento dovrà essere eseguito ogni giorno.

In caso di raffreddore è possibile prevenire un’ulteriore complicazione che coinvolga anche le orecchie, utilizzando delle gocce o spray nasale, in maniera da ridurre il gonfiore della mucosa del naso.


Quanto dura l'otite catarrale?

La completa guarigione da otite richiede un periodo che può variare da pochi giorni, sino a due settimane. 

Otite catarrale complicazioni e quanto dura?

Dopo che vi sia stato un episodio di raffreddore, quando questo termina, la sensazione di blocco alle orecchie persiste al più per uno o due giorni e solo in alcuni casi, persiste per un’intera settimana.

L’udito inseguito ad un caso di otite, potrebbe essere temporaneamente compromesso.

successivamente ad un caso di otite catarrale, in particolare acuta catarrale, è possibile che si verifichi una perdita di udito. Tale rischio si incorre per lo più nei casi in cui durante il decorso dell’otite, il paziente sente all’interno dell’orecchio un eco o un rimbombo della stessa voce. Tale problema è stato riscontrato su un ridotto numero di paziente.

Otite catarrale ed omeopatia

L’otite catarrale, così come le altre tipologie di infezioni alle orecchie, può essere risolta grazie ad alcuni rimedi omeopatici, quali l’utilizzo della Pulsatilla. In particolare, se ne consiglia una sua applicazione nei casi di otite catarrale e quando l’orecchio si presenta gonfio e rosso sulla parte esterna o quando si avverte un dolore ed un bruciore pungente in esso. È ottimo anche quando le ghiandole cervicali si presentano gonfie e si avverte dolore alle cuciture nella parotide. Allo stesso modo può essere efficace per ridurre la sensazione di pienezza che si verifica nei casi di otite o in caso di presenza di pus. La Pulsatilla è considerato il miglior rimedio per i casi di otite. La Silicea ha un’azione molto simile.

Quando invece si ha un’infiammazione del tessuto cellulare, più profonda, si consiglia un utilizzo di Mercurius, Silicea o Rhus. La Chamomilla deve essere utilizzata in casi differenti da quelli appena esposti. in particolare se ne consiglia un utilizzo quando si ha una grande intolleranza ed insofferenza di fronte al dolore.

L’Hydrastis è un altro rimedio da non sottovalutare per risolvere casi di otite catarrale.

Altro famoso rimedio omeopatico per problemi di questo tipo è l’uso di Thiosinaminum; si tratta di un prodotto chimico derivato dall’olio di senape. È un solvente ad uso esterno, utilizzato anche per la dissoluzione del tessuto cicatriziale ed in caso di tumori o ghiandole allargate, oltre che nei casi di infiammazione dell’orecchio. In genere viene iniettata una piccola dose di tale soluzione, sotto la pelle. l’iniezione è eseguita somministrando un numero che va da 15 a 30 gocce, per due volte la settimana. Altrimenti è possibile assumere tale prodotto sotto forma di capsule.

I rimedi naturali per l’otite catarrale

Evitare l’esposizione a correnti d’aria e proteggere in ogni caso le orecchie, ponendo dei batuffoli o tamponi di cotone, nell’orecchio, in modo da ridurre l’effetto provocato dai cambiamenti di temperatura esterna.

In caso di otite dovuta a faringite, si consiglia di bere del tè caldo. Grazie alle sue proprietà, il tè riesce ad alleviare i sintomi dell’infiammazione ed allo stesso tempo reidrata il corpo disidratato dalla possibile presenza di febbre.

Otite catarrale in gravidanza

In caso di otite catarrale, durante uno stato di gravidanza, è necessaria maggiore attenzione nel caso in cui sia necessario assumere farmaci. Spesso, per la cura dell’otite viene prescritto l’uso di Ciprodex. Tale farmaco ha però effetti negativi sulle donne in gravidanza, pertanto è necessaria molta cautela nell’uso. È preferibile evitarne l’utilizzo. In caso di uso di Ciprodex, infatti, è stata osservata una sua permanenza nel latte materno, anche dopo che l’uso è stato da poco tempo interrotto. Se però l’infezione dell’orecchio non riesce a risolversi da sola, sarà necessario un intervento medico, così da poter consigliare le forme antibiotiche o gocce, più adatte alla persona. È necessario trovare la soluzione antibiotica più adatta al fine di non arrecare danno durante la gravidanza.

Otite catarrale che fare

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Otite catarrale

Dopo una settimana di febbre, ho iniziato ad avere problemi di udito soprattutto all'orecchio destro. Inizialmente pensavo fosse un problema legato al virus dell'influenza ma dopo 4 giorni mi sono rivolta ad un otorinolaringoiatra che dopo aver controllato l'orecchio mi diagnostica un'otite catarrale all'orecchio medio.Mi prescrive aerosol per 10/15 gg, antibiotico a pranzo per 10 gg e cortisone la sera per 10gg. A fine terapia ho subito riacquistato l'udito.

Come curo l'otite

Dopo un forte raffreddore mi è venuta un'otite effusiva all'orecchio destro. Ho preso per 8 giorni un antibiotico,senza risultato.Dopo visita otorino sto facendo una cura a base di antibiotico, antiinfiammatorio e mucolitico.Speriamo in bene.

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