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Passiflora incarnata L.

La passiflora incarnata L. veniva coltivata nei giardini dei sovrani aztechi ai tempi di Montezuma e venne introdotta in Europa nel secolo XVII ove non tardò ad entrare nelle farmacopee come antispasmodico di scelta, in virtù dell'attività antispasmodica generale e sedativa nervosa.

Nome comune: Passiflora; Fiore della passione
Francese: Fleur de la passion
Inglese: Passion flower
Famiglia: Passifloraceae
Parte utilizzata: la pianta

Costituenti principali:

  • alcaloidi (< 0,03% di alcaloidi totali): armano o passiflorina, alcaloide indolieo maggioritario, accompagnato, a seconda del lotto, da armino e derivati diìdrogenatì
  • flavonoidi (da 1,5 a 2,5%): vitexina, orientino, iso-orientina, schaftoside, isoschaftoside... apigenina, luteolina, quercetolo, kaempferolo...
  • maltoio o metil-2-idrossì-3-g pirone (0,05%)
  • fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi cianogenici, tracce di olio essenziale
    (composizione non ancora chiarita), acidi organici (clorogenico, gallico...)

Attività principali: sedativa, antispasmodica
Impiego terapeutico: turbe del sonno, ansia

Alla pianta di passiflora vengono attribuite in erboristeria proprietà sedative, antispasmodiche e ansiolitiche.

Le sostanze responsabili della particolare attività sarebbero il maltoio, gli alcaloidi indolici, i flavonoidi.

L'utilizzo della Passiflora è indicato particolarmente come sedativo nel trattamento sintomatico degli stati neurotonici degli adulti e dei bambini, in particolare nelle turbe minori del sonno.

Per la sua azione sedativa è infatti indicata nelle lievi forme di insonnia dovute ad affaticamento, nello stress, nell'insonnia che si manifesta nel climaterio e nella menopausa. In particolare risulta valida nell'insonnia da eccitazione cerebrale, quando cioè l'ostacolo al sonno è dovuto ad un eccessivo lavoro intellettuale o nei soggetti ansiosi e stressati, e nell'insonnia legata ad uno stato depressivo.

La Passiflora è in grado di provocare un sonno fisiologico ed un risveglio rapido e completo senza conseguenze di depressione o obnubilamento psichico.

Con il suo utilizzo non si manifestano pertanto effetti secondari mentre si ottiene una valida sedazione, un sonno di qualità ed un'attenuazione del senso di angoscia. Ledere segnalò l'efficacia della pianta, per l'azione neurosedativa e riequilibrante, nelle turbe della menopausa e per contrastare l'insonnia che frequentemente si manifesta durante la convalescenza di malattie infettive ed in particolare nell'influenza.

Gli estratti di Passiflora sono dotati di attività antispasmodica, messa in evidenza anche in vitro. A livello dell'intestino isolato di coniglio l'estratto secco di Passiflora (lg corrisponde a 6 g di pianta) provoca diminuzione del tono e della frequenza delle contrazioni peristaltiche e a dosaggi elevati paralizza l'intestino.

Risulta utile quindi per l'attività spasmolitica simile a quella della papaverina, nei disturbi gastrointestinali di origine nervosa (azione sulla muscolatura liscia) quali coliti, gastriti e asma. Secondo Paris la Passiflora è dotata di azione protettiva di fronte al broncospasmo: può ritardare ma non impedire la crisi asmatica.

Preparati a base di Passiflora sono particolarmente indicati nel trattamento dei bambini ipercinetici,eretistici, anoressici, nei quali contribuisce ad influenzare favorevolmente l'equilibrio psicofisico e, quando necessario, l'incremento ponderale (azione antispasmodica e sedativa).

Nell'adulto viene impiegata anche per il trattamento dell'eretismo cardiaco (palpitazioni e tachicardia dei soggetti ansiosi). In ciò ha un utilizzo del tutto simile al
Biancospino, al quale viene spesso associata. Il Biancospino accanto ai proantocianidoli attivi a livello del miocardio, contiene dei flavoni assai simili a quelli della Passiflora (isovitexina). Dotata di blanda azione analgesizzante viene impiegata infine, come coadiuvante, nelle nevralgie.

Curiosità

  • Inviata in omaggio a papa Paolo V (Camillo Borghese 1605-1621), questi la fece coltivare con molta cura in Roma indicando come la pianta rappresentasse una rivelazione divina: la Passione di Cristo.
  • Fiore della passione perché:
    - cerchio dei filamenti fiorali - corona di spine di Gesù
    - i tre stili = i chiodi
    - le foglie tricuspidate - la lancia
    - i viticci = lo staffile

Passiflora incarnata L. ...




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