Peeling con il laser

Peeling con il laser? Trattamenti “resurfacing” si servono di un laser chirurgico per l’impulso di brevi impulsi di luce ad alta energia, che vengono poi assorbiti dalla pelle mediante l’acqua e le sostanze presenti in essa, chiamate cromofori.

Come funziona il peeling con il laser? Il meccanismo consiste nella trasformazione della luce emessa in energia termica; tale energia con il calore distrugge e vaporizza sottili sezioni della pelle, strato dopo strato. In questo modo la pelle guarisce dato che la parte danneggiata viene rimossa con il trattamento laser e sostituita con la nuova pelle che con il tempo ricresce.

Peeling con il laser

Peeling laser

Peeling e laser

Altri tipi di laser agiscono in modo diverso, non distruggendo completamente la pelle, ma solo restringendola mediante il riscaldamento. Il laser CO2 (con anidride carbonica) è di tipo ablativo, il che vuol dire che va letteralmente a distruggere gli strati superiori di pelle danneggiata; è la tipologia più comune di resurfacing, mentre i laser ad erbio o YAG sono utilizzati meno frequentemente.

Trattamenti laser resurfacing di solito vengono eseguiti in uno studio medico o in un centro di chirurgia ambulatoriale specializzato. Il laser resurfacing è consigliato nei casi in cui si vogliano rimuovere degli inestetismi della pelle e quindi per un miglioramento dell’aspetto. Con maggiore precisione, il resurfacing serve ad eliminare le rughe, le cicatrici superficiali causate da acne, lesioni o escrescenze dello strato superiore della pelle (cheratosi attiniche, rinofima o voglie) ed inoltre tale tecnologia è anche sfruttata per l’eliminazione di peli superflui. Per quanto riguarda quest’ultima applicazione, nello specifico la depilazione laser va a distruggere mediante il calore l’apertura della pelle a partire dalla quale i peli crescono, ovvero va a distrugge i follicoli piliferi. Oltre ciò il resurfacing laser è spesso sfruttato anche per altri problemi che riguardano la pelle, ad esempio per il Q-switched, poiché essendo in grado di rimuovere i colori della pelle è efficace per trattare i casi di colorazione della pelle non uniforme come nel caso di macchie di fegato, anche dette lentiggini ed inoltre grazie a tali capacità è possibile rimuovere completamente (o quasi) i tatuaggi nel giro di 4 massimo 10 sedute.

Ai metodi tradizionali di peeling con laser, se ne sono aggiunti negli anni più recenti dei nuovi, che causano un minor numero di complicazioni ed implicano dei tempi di recupero più veloci.

Questi nuovi metodi includono:

  • Laser resurfacing frazionale della pelle: tratta colonne microscopiche della pelle; le aree trattate sono circondate da altre zone della pelle non trattate, il che significa ottenere un miglioramento visibile senza un eccessivo sanguinamento o una formazione di croste.
  • Plasma resurfacing: utilizza l’energia del plasma per distruggere gli strati inferiori della pelle, ma non influenza lo strato superiore. Questi ultimi strati servono tra l’altro a proteggere gli strati sottostanti che devono guarire.
  • Laser ad Erbium (Erbio-YAG laser resurfacing): è un metodo delicato, molto efficace per il trattamento delle rughe minori ed altri problemi della pelle.
  • Laser infrarosso resurfacing: tratta gli strati più profondi con il calore al fine di lisciare la pelle ed allo stesso tempo di stringerla.

Indipendentemente dalla tecnologia adottata, il peeling laser è di solito molto preciso e causa pochi danni alla pelle ed ai tessuti circostanti. Molto spesso è fatto sulle zone del viso, ma può anche essere fatto in altre aree del corpo ad esclusione di: mani, collo e torace poiché sono parti del corpo nelle quali la pelle non si rimargina allo stesso modo di come avviene nelle altre aree, infatti qui la pelle tende ad ispessirsi e cicatrizzarsi. Nonostante il rischio, alcuni chirurghi trattano anche la zona del collo con un trattamento laser a bassa energia.
La prima fase del trattamento inizia con l’analisi delle aree da trattare che vengono dapprima ben pulite e poi segnate con una penna. Precedentemente all’avvio del trattamento una parte del nervo viene intorpidita con un anestetico locale ed altre volte può essere anche somministrato un farmaco sedativo ed antiansia per aiutare il paziente a rilassarsi. Nel caso in cui il viso debba essere trattato per intero, può essere necessaria un’anestesia più forte o addirittura totale. Al fine di evitare i danni provocati dal laser, in certe situazioni è meglio indossare degli occhiali per proteggersi dalla luce emessa, mentre intorno alla zona interessata vengono posizionati degli asciugamani bagnati per assorbire gli impulsi del laser in eccesso. Premesse queste condizioni, può essere avviato il trattamento laser che consiste nell’invio di impulsi sulla pelle, ognuno dei quali dura meno di un millisecondo. Dopo che il laser è stato passato sulla pelle, la zona  trattata viene pulita con dell’acqua o con una soluzione adatta per raffreddare la pelle e rimuovere il tessuto appena distrutto. Il numero di passaggi necessari dipende dalla dimensione della zona interessata e dalla tipologia di pelle: la zona intorno agli occhi richiede ad esempio pochissimi passaggi laser, mentre zone in cui la pelle risulta più spessa o presenta lesioni più gravi, necessita di un numero maggiore di essi. Gli impulsi del laser possono pungere, bruciare un po’ o semplicemente punzecchiare la pelle nel momento in cui vanno a contatto con essa. Nella maggior parte dei casi, al trattamento segue un’emorragia molto leggera o addirittura a, sebbene la pelle più danneggiata potrebbe comunque sanguinare. Al termine, la zona trattata viene coperta con una medicazione pulita o con un unguento.

Il tempo necessario alla guarigione ed al recupero varia a seconda delle dimensioni e della profondità della zona trattata: per operazioni che riguardano il viso per intero, è ovviamente richiesto un tempo maggiore rispetto a quelle che trattano solo una piccola zona della pelle. L’area ferita si presenta almeno per alcuni giorni con un colore più rosa e con un aspetto più gonfio: impacchi freddi e farmaci anti-infiammatori non steroidi (come aspirina o ibuprofene) possono contribuire a ridurne il gonfiore ed il dolore. Oltre ciò, è bene dare anche un proprio contributo al fine di accelerare il processo di guarigione della pelle, risciacquando la pelle più volte al giorno con acqua fredda in modo da evitare infezioni e formazioni di croste; evitare invece l’utilizzo di saponi e profumi. Cambiare spesso l’unguento che ricopre la ferita e cambiare spesso i vestiti che poggiano sulla zona trattata in modo da mantenere il più possibile l’umidità nella zona in questione. Evitare l’esposizione al sole e, dopo che il peeling si è concluso, applicare una protezione solare giornalmente giacché la nuova pelle è più suscettibile ai danni del sole. In alcuni casi può anche essere prescritto un farmaco antivirale chiamato aciclovir per prevenire un’eventuale infezione intorno al labbro (informare il medico se si ha avuto l’herpes labiale in precedenza).

Inseguito al processo di guarigione si assiste alla ricrescita della pelle; in quest’ultima fase la pelle si presenta rossa per diverse settimane. Anche alla fine del trattamento saranno necessarie diverse visite mediche per il monitoraggio della pelle, della sua guarigione e ricrescita in modo da intervenire immediatamente nel caso in cui si dovessero identificare infezioni o altre complicazioni.

Trattamenti di questo tipo sono piuttosto delicati e pertanto per alcune persone potrebbe essere sconsigliata l’esecuzione, come per esempio nel caso in cui il soggetto abbia avuto cambiamenti di colore della pelle, presenti cicatrici o un tessuto ispessito (fibroso) a seguito di trattamenti precedenti. Altri fattori che non incoraggiano il trattamento laser sono i casi in cui il flusso del sangue non è regolare o vi è un disordine immunitario. Evitare se si assume, o si è assunto negli ultimi 6-12 mesi, l’isotretinoina cioè il farmaco per la cura dell’acne, poiché è un fattore rischioso per quanto riguarda un aumento nella presenza di cicatrici. Per finire altri soggetti ai quali è sconsigliata l’esecuzione del trattamento sono coloro i quali hanno avuto un’infezione batterica o virale della pelle.

Considerazione finale sul peeling con l'ausilio del laser

Altre tecnologie che offrono risultati molto simili a quelli del laser resurfacing sono il peeling chimico e la dermoabrasione che sono infatti comunemente utilizzate per migliorare la consistenza e l’aspetto della pelle.
I risultati e le conseguenze relative al trattamento sono strettamente legate a diverse variabili come alle condizioni del paziente, al suo tipo di pelle, alla condizione di partenza, al tipo di laser utilizzato, alle modalità di esecuzione del peeling ed anche allo stile di vita del soggetto. Per alcuni problemi della pelle potrebbe rispondere meglio delle tecniche laser piuttosto che altre.In ogni caso con il laser resurfacing vengono offerti dei notevoli risultati al prezzo di un rischio piuttosto basso.

Informazioni integralmente dedicate al peeling con il laser.

Prodotti bellezza estetica donna

Lascia il tuo commento: