Polline a cosa serve

In determinate situazioni e periodi dell'anno assumere regolarmente polline d'api , può favorire l'organismo a svolgere al meglio diverse ed importanti funzioni.

E' importante sapere a cosa serve e perchè si usa comunemente l'assunzione del polline d'api in particolari soggetti. Principalmente il polline d'api si assume per via delle sue virtu terapeutiche, per questo, iniziamo con un breve cenno storico. In un bassorilievo nel palazzo dell’ultimo re assiro Assurbanipal a Ninive (668-631 a.C.) viene rappresentato un contadino che scuote alcune infiorescenze maschili per fecondare delle piante femminili, a ricordarci che già gli Antichi conoscevano il polline e le sue proprietà.

Polline a cosa serve

Polline a cosa serve

Il polline

Il polline è l’elemento maschile dei fiori, e da sempre ha suscitato l’interesse e la curiosità della scienza. Chi si occupa di botanica, ad esempio, studiando i granelli di polline fossile che si sono  mirabilmente conservati attraverso le ere geologiche, è in grado di acquisire preziose informazioni sulla flora di un tempo. Il ricercatore infatti, può avere molte indicazioni sulla natura della vegetazione delle ere terziaria e quaternaria grazie all’exina, una sostanza tra le più resistenti nel mondo organico,che è contenuta nell’involucro esterno del granello di polline e, resistendo alle aggressioni atmosferichelo preserva intatto. Anche gli archeologi ed i geologi, studiando la stratigrafia delle rocce sedimentarie, possono raccogliere numerose indicazioni sulle condizioni di vita delle epoche corrispondenti, analizzando il polline fossile che ha resistito all’erosione in seno ai sedimenti.

Nel gruppo dei quattro elementiche le api ci mettono a disposizione il polline si colloca, in ordine di popolarità, al terzo posto di una classifica che vede in testa senz’altro il miele, seguito al secondo dalla pappa reale, quindi il polline e infine il/la propoli. Questa classifica ha soltanto una rappresentazione simbolica e nessuna relazione con la bontà e l’efficacia che ciascuno di questi prodotti dell’alveare ha in realtà.

Il polline è un elemento che pervade diffusamente la nostra atmosfera, l’aria che respiriamo, lo spazio e l’ambiente in cui viviamo. Esso si forma nella parte terminale degli stami del fiore, ed essendo il seme maschile lo si può definire “sperma vegetale”. La fecondazione dei fiori avviene quando il polline incontra i pistilli, che racchiudono le ovaie, ed avvenendo per trasporto di polline si chiama impollinazione, che può essere diretta quando il polline che sfugge ad uno stame feconda il pistillo del medesimo fiore, oppure incrociata, quando il polline di un fiore non può fecondarlo (fiore sterile), ma deve essere trasportato dal vento o dagli insetti (come le api) per andare a posarsi sul pistillo di un altro fiore.

Avviene così che bottinando di fiore in fiore le api sono i più efficaci agenti d’impollinazione: entrando in un fiore l’ape bottinatrice scuote gli stami, provocando la dispersione del polline, di cui una parte, attaccandosi sui peli del suo corpo verrà poi involontariamente rilasciato sul pistillo del fioresuccessivo. Grazie al lavoro di impollinazione si può raddoppiare il rendimento di trifoglio, erba medica, lupinella, e gli agricoltori sono ben consapevoli del determinante ruolo dell’ape nella prosperità di un frutteto.

Il polline e le api

Oltre a questa provvidenziale anche se involontaria azione di impollinazione, che le api bottinatrici impegnate nella raccolta del nettare di fiore in fiore svolgono durante la loro faticosa giornata lavorativa, abbiamo anche la raccolta del polline stesso, ad opera sempre di api bottinatrici che per qualche tempo trascureranno la raccolta di nettare per dedicarsi al polline, un elemento di vitale importanza per la vita dell’alveare. Quindi l’ape che si occupa del polline trascura il nettare, e analogamente l’ape bottinatrice di nettare non si occuperà del polline, se non indirettamente, mettendo in atto l’impollinazione tra fiori, come già accennato.
Il polline costituisce un elemento indispensabile nell’alimentazione delle api, visto che ne rappresenta l’unico apporto proteico. Come tutti gli altri esseri viventi infatti, anche le api necessitano dei principi elementari di base della nutrizione, vale a dire: glucidi, protidi, vitamine, acqua, elementi minerali. Dal polline le api trarranno i protidi, i lipidi, le vitamine e gli elementi minerali.

La natura ovviamente ha fatto le cose per bene, e le zampette delle api sono perfettamente adatte alla raccolta del polline, è un’operazione che vale la pena descrivere, tanto lascia stupiti:

  • le zampette anteriori sono provviste di incavi, entro i quali l’ape fa scorrere le sue antenne ricoperte di polline, riuscendo così a “spolverarle”,
  • le zampette intermedie raccolgono il polline così ammassato e lo passano alla coppia di zampette posteriori, oltre a provvedere allo “spolvero” del polline che ricopre i peli del torace,
  • la coppia di zampette posteriori è provvista di una spazzola e di un cestello. Ciascuna spazzola serve a raccogliere il polline che ricopre i peli dell’addome dell’ape e quello consegnato dalle zampette intermedie, è curioso inoltre che ciascuna spazzola rifornisca il cestello della zampa opposta. Il cestello è una  cavità nella quale si raccolgono i grani di polline, agglomerandosi attorno ad un grosso pelo situato sul fondo, che funge da appiglio attorno al quale il polline si ammucchia, fino a costituire una minuscola pallina.

La massa della pallina varia da 5 a 20 mg per ciascun volo, che avrà durata variabile dai 5 ai 10 minuti, il tutto, peso e tempo in base al tipo di fiori visitati. Rientrate nell’arnia, le bottinatrici di polline lo consegneranno alle operaie delle cellette che attorniano la covata, che provvederanno a stiparlo nelle cellette attigue, a disposizione per l’alimentazione delle larve e delle api adulte.

Se pensiamo che in un anno la regina depone dalle duecento alle duecentocinquanta…mila(!) uova, e che ciascuna larva per il suo sviluppo avrà bisogno di 0,10 grammi di polline la quantità annua necessaria per le sole larve sarà di venti-venticinque kilogrammi! Se aggiungiamo il consumo annuo delle api adulte possiamo arrivare facilmente ad un consumo indicativo dai cinquanta ai sessanta kilogrammi di polline. Così come il nettare anche il polline viene raccolto dalle api in quantità maggiore rispetto al loro fabbisogno, tali da permettere all’uomo di poterne raccogliere una piccola parte, senza per questo arrecare nessuno squilibrio alimentare alla famiglia.

Il polline e l’uomo, perchè la sua assunzione fa bene

L’idea di raccogliere una parte del polline bottinato dalle api è abbastanza recente, risale infatti alla prima metà del 1900, quando si tentò di realizzare un sistema di raccolta pratico, per mezzo di trappole da polline, in sostanza una griglia posta all’entrata dell’alveare durante il periodo di più intensa raccolta di polline da parte delle api. La trappola da polline è provvista di tanti piccoli fori circolari, attraverso i quali le api bottinatrici sono costrette a passare per poter entrare nell’arnia. Durante il passaggio le api, toccando con il corpo i bordi del foro, vengono private del carico di polline contenuto nelle ceste delle zampette posteriori; le pallottoline di polline andranno a raccogliersi in un cassetto posto sotto la griglia, e la sera l’apicoltore provvederà a prelevarle e sottoporle a ventilazione forzata per eliminarne l’umidità in eccesso, che altrimenti causerebbe la fermentazione del prodotto.

Con lo sviluppo recente della dietetica e delle medicine naturali la richiesta di polline si è fatta sempre più forte, soprattutto grazie ad una maggiore consapevolezza delle sue straordinarie proprietà terapeutiche, e di conseguenza anche il suo valore commerciale è aumentato, invogliando sempre più apicoltori ad occuparsene, per avere un’integrazione di guadagno non trascurabile.

La domanda tuttavia rimane sempre maggiore rispetto all’offerta di polline italiano, e una gran parte di quello presente sul mercato rimane occupata da prodotto importato, di solito del tipo mono-flora, prevalentemente di origine spagnola o proveniente dai paesi dell’est.

Il prof. Guido Razzoli è un noto dietologo che ha così sintetizzato le azioni benefiche che il polline apporta al nostro organismo se preso con regolarità:

  • Azione sulla funzione intestinale. E’ un’azione polivalente, che si manifesta sia con il rapido arresto delle forme diarroiche, anche se gravi e resistenti ai trattamenti biologici, sia con un netto miglioramento delle più tenaci stitichezze. In particolare, i risultati sono spettacolari nelle forme in cui esista un’anomalia della flora intestinale, quali le coliti ed enterocoliti putrefattive o fermentative. Ottimi risultati si sono rilevati anche nelle forme entero-renali, ossia in quelle forme dove accanto alla sindrome intestinale si ha anche una compromissione dell’apparato urinario. Quest’azione pare debba essere  attribuita al fattore antibiotico.
  • Azione eutrofizzante. Particolarmente evidente nelle persone anziane, nei convalescenti e nelle persone deperite, quest’azione consiste in un rapido recupero del peso e delle forze, in un miglioramento dell’appetito, in un aumento del dinamismo, dell’intraprendenza e della resistenza alla fatica. Tale azione è probabilmente riferibile, almeno in parte, al fattore anabolizzante trovato dal Prof. RemyChauvin, ed alla ricchezza del patrimonio vitaminico del polline.
  • Azione antianemica. Tale azione, particolarmente evidente nei bambini, si manifesta con un aumento del numero dei globuli rossi e del tasso d’emoglobina, e con un netto miglioramento dei sintomi generali (pallore, capacità di resistenza, appetito). Somministrando da 15 a 20 grammi giornalieri di polline per 15 giorni ad un gruppo di bambini francesi fortemente anemici, ricoverati presso il Preventorio Dipartimentale di Mesnil-St-Denis, il Prof. RemyChauvin ha ottenuto un aumento medio dei globuli rossi pari al 15,1% (punta minima 5,3%, punta massima 20%) ed un aumento medio del tasso di emoglobina pari al 18%. Questi risultati sono comparabili a quelli ottenuti con i migliori estratti di fegato. Alcuni autori attribuiscono l’azione antianemica del polline al suo contenuto di acido folico: ciò tuttavia non può spiegare che in parte i risultati ottenuti.
  • Azione stimolante, antidepressiva, anti-neurastenica.Tutti i soggetti a cui sia stato somministrato il polline, hanno mostrato un notevole miglioramento dell’umore, una forte sensazione di benessere fisico, la scomparsa di sintomi, eventualmente esistenti, di neurastenia o di depressione psichica.
  • Azione antinoressica. La mancanza di appetito patologico (anoressia) è combattuta efficacemente dal polline, tale azione si manifesta già dopo qualche giorno d’uso, ed è probabilmente legata ad una stimolazione generale del metabolismo.
  • Azione sul lavoro intellettuale.E’riscontrato un netto miglioramento del rendimento intellettuale, maggiore reattività, miglior chiarezza d’idee, maggior resistenza allo sforzo fisico.
  • Azione contro l’ipertrofia prostatica. La somministrazione del polline fa cessare completamente i sintomi dell’ipertrofia prostatica. E’ probabile che tale azione sia legata alla presenza, nel polline, di ormoni sessuali.

Considerazioni finali relative all'assunzione del miele di api

Come abbiamo avuto modo di leggere, il polline d'api è un toccasana naturale ed economico per il nostro organismo, quindi ad eccezione di soggetti allergici, la sua assunzione è sempre consigliata.

Informazioni relative ai benefici derivanti dalla assunzione del polline delle api.

Naturale benessere

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Grazie per la lettura interessante sul polline

sono lieto delle informazioni ottenute dalla lettura di questa pagina sul polline d'api.
Avendo 68 anni suonati, inizierò l'assunzione regolare del polline.

Il polline, la propoli ed il miele li usiamo per curare svariate patologie

sono apicultrice da 25 anni... usiamo propoli, polline, miele e altro e sono d'accordo con la spiegazione che avete dato. con la propoli curiamo diverse patologie tra cui l'alopecia o la perdita dei peli dei conigli. E' un potente antibiotico naturale.

Il polline è un vero dono di Dio

uso regolarmente il polline insieme al miele e cacao amaro ogni mattina in dosi leggere nel latte, sto bene e la resistenza mi è di parecchio aumentata. Dei veri doni di Dio? Credo proprio di si!

Grazie per l'approfondimento sul polline

Conoscevo i prodotti delle api, miele, propoli, pappa reale e polline, ma non avevo mai approfondito le caratteristiche del polline. Mi è stata molto utile la lettura di questo articolo. Un vero toccasana per tutta la famiglia! Grazie mille!

Polline e consigli

Grazie a quanto ho letto, sono subito andato a cercare il polline da un apicoltore della mia zona, ed ora ho iniziato ad assumerlo al mattino. Anche se sono solamente pochi giorni che prendo il polline, mi pare già di sentirmi più energico. sono contento di aver letto questo articolo, prima non conoscevo questo prodotto e soprattutto le sue proprietà. Grazie per i consigli.

Provo il polline per la prostatite

Salve a tutti.. e' da un po di tempo che soffro di prostata non prendo medicine per mia scelta ma ho provato vari integratori con scarsi risultati. Il mio vicino apicoltore mi ha consigliato il polline dice che è veramente efficace ... Facciamo anche questa prova.!!

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