Polmonite cura e terapia

Come si cura la polmonite? La cura della polmonite può essere svolta in vari modi, suggerita a discrezione del professionista, ma prima di approfondire tale tematica, iniziamo con una breve panoramica della patologia. La polmonite è una tra le più comuni patologie a carico dell'apparato respiratorio. Si tratta di un processo infiammatorio che interessa il tessuto polmonare e può essere indotto da molteplici agenti patogeni tra cui batteri, funghi microscopici, virus e molti atri microrganismi. A causa della sua particolare struttura, il polmone è uno degli organi più esposti al contatto con l'aria esterna che risulta particolarmente densa di agenti infettivi.

Polmonite cura e terapia

Polmonite cura e terapia

Esistono inoltre differenti tipologie di polmonite, a seconda del distretto polmonare coinvolto e dall'agente eziologico che ha innescato il processo infiammatorio.

Per intraprendere la giusta terapia farmacologica è necessario dunque accertarsi mediante una serie di esami clinici che si tratti realmente di polmonite, per poi  procedere con alcuni step più o meno comuni alle varie manifestazioni cliniche della malattia:

  • Decidere se sia opportuno il ricovero del paziente in ospedale, o se la situazione possa essere gestita tranquillamente a casa
  • Decidere se il paziente necessita di una cura a base di antibiotici, ed eventualmente quale sia il più indicato per il tipo di infezione presente
  • Fornire un appropriato supporto
  • Decidere cosa fare nel corso della terapia e quali accorgimenti mettere in atto per evitare il contagio o eventuali ricadute

Per quanto riguarda il ricovero ospedaliero, questo si rende necessario soprattutto in pazienti gravi o in presenza di altri fattori o disturbi aggiuntivi, oltre alla polmonite. È dimostrato che in ospedale, grazie al costante controllo da parte del personale specializzato e alla possibilità di effettuare le terapie tramite flebo, la guarigione avviene in maniera sicura e più rapida rispetto alla degenza in casa.

Per decidere quali siano i pazienti per cui si ritiene necessario il ricovero, si valutano alcuni aspetti, quali:

  • Età: i pazienti più anziani e i bambini, soprattutto neonati, devono essere seguiti costantemente in ospedale
  • Altre malattie: sono più a rischio i pazienti che presentano altri tipi di patologie oltre alla polmonite, come cancro, problemi cardiaci, renali o epatici
  • Stato mentale: i pazienti in stato di confusione, con demenza senile, o altri problemi neurologici sono da tenere maggiormente sotto osservazione
  • Pazienti disidratati, soprattutto quelli che non riescono a bere e mangiare autonomamente
  • Pazienti con atti respiratori accelerati (più di 30 al minuto)
  • Pazienti con tachicardia (più di 120 battiti cardiaci al minuto)
  • Pazienti con pressione sanguigna sistolica al di sotto dei 90mmHg
  • Pazienti con febbre al di sopra dei 40° C
  • Pazienti con glicemia elevata, scarso livello di ossigeno nel sangue, sodio basso e/o anemia
  • Pazienti con fluidi all’interno dei polmoni (visibile con una radiografia)
  • Pazienti con ridotta funzionalità renale

Per poter rilevare questi aspetti, oltre ad una visita clinica da parte di un medico, saranno necessari esami di laboratorio e radiografie al torace, ed eventualmente anche una TAC di questa regione. In base ai risultati, si provvederà a rimandare il paziente a casa prescrivendogli la terapia da seguire, tenerlo in ospedale sotto osservazione per ventiquattr’ore, o ricoverarlo fino a completa guarigione. In alcuni casi, è anche possibile che il paziente possa curarsi a casa, ricevendo assistenza medica direttamente a domicilio, soprattutto qualora fossero necessarie terapia intravenose.

Un trattamento terapeutico indicato per la polmonite prevede generalmente l’assunzione di antibiotici, qualora ci fosse il sospetto di un’infezione batterica alle vie respiratorie, accompagnata eventualmente da altri medicinali, come degli espettoranti, al fine di riuscire ad eliminare il muco prodotto in eccesso, o anche di antidolorifici per lenire il dolore al petto.

Quando si effettua una terapia per la polmonite, è bene mettere in atto anche degli accorgimenti, come:

  • Bere molti liquidi, non meno di otto bicchieri di acqua al giorno
  • Evitare gli alcolici
  • Non fumare assolutamente, né permanere in ambienti a rischio di fumo passivo
  • Non sopprimere il riflesso della tosse, poiché grazie ad essa si riesce ad eliminare il muco e le impurità presenti all’interno dei polmoni
  • Alcuni oli essenziali aromatici, come quelli a base di origano, timo e palissandro sono molto utili nel debellare lo Streptococcus pneumoniae e gli effetti della polmonite
  • Riposare a lungo

Per quanto riguarda invece la terapia ospedaliera, il trattamento standard prevede la somministrazione di antibiotici per via intravenosa per una durata complessiva di 5-8 giorni, in particolare nei casi più gravi. Nei pazienti senza complicazioni, la fluidoterapia va eseguita per massimo tre giorni, trascorsi i quali si possono assumere gli antibiotici per via orale.

I farmaci più utilizzati per il trattamento della polmonite sono gli antibiotici e gli antivirali. Gli antibiotici prescritti di solito sono principalmente:

  • Penicilline: appartengono alla famiglia dei beta-lattamici, che agiscono sulla parete cellulare dei batteri. Le penicilline rappresentano la primissima tipologia di antibiotici scoperti; nello specifico sono disponibili sia le penicilline naturali, come la penicillina G e la V, oppure alcuni derivati come l’amoxicillina, che è quella attualmente più utilizzata, soprattutto per contrastare lo Streptococcus pneumoniae. Il problema dell’amoxicillina è che, essendo stata utilizzata frequentemente, ha favorito la selezione di alcuni batteri, diventati col tempo resistenti a questi farmaci. Un altro derivato della penicillina è l’ampicillina, simile all’amoxicillina, ma sono necessarie dosi più elevate, e può dare effetti indesiderati a livello gastrointestinale. Un altro antibiotico appartenente ai beta-lattamici è l’amoxicillina con acido clavulanico (nome commerciale: Augmentin) che agisce nei confronti di un vasto spettro di batteri. Per contrastare l’azione degli Staphylococchi ci sono penicilline specifiche, come la vancomicina e le clindamicine. Nei confronti dello Pseudomonas, invece, sono efficaci la ticarcillina e la piperacillina. Non è raro che alcuni soggetti sviluppino reazioni allergiche nei confronti di questo antibiotico, pertanto è sempre opportuno ricordarlo al medico quando viene prescritta una terapia antibatterica.
  • Cefalosporine: agiscono anche queste sulla parete cellulare batterica. Sono un’ottima alternativa per quei soggetti allergici alla penicillina. Si dividono in cefalosporine di prima,seconda e terza generazione.
  • Fluorochinoloni: interferiscono con il materiale genetico dei batteri, impedendo loro la normale replicazione. Di questa categoria fa parte la ciprofloxacina, efficace contro lo Pseudomonas, e meno per lo Streptococco. Possono dare numerosi effetti indesiderati, da una sensibilità alla luce, fino a problemi neurologici, psichiatrici e cardiaci.
  • Macrolidi e Azalidi: ne fanno parte l’eritromicina e l’azitromicina. Sono antibiotici particolarmente attivi nei confronti dei mycoplasmi e della chlamydia.
  • Ketolidi: sono antibiotici di ultima generazione, derivati dall’eritromicina. Ne fa parte la telitromicina, che tuttavia ha un gran numero di effetti indesiderati, anche gravi
  • Tetracicline: inibiscono la crescita dei batteri. Includono le doxycycline e le minocycline. Hanno effetti indesiderati abbastanza lievi.
  • Il ricovero può durare anche per più giorni, fino alla completa guarigione. La maggior parte dei pazienti si ristabilizza nel giro di tre giorni. Per stabilire quando il paziente è pronto per essere dimesso, ci si basa solitamente su sette criteri:
  • Febbre: quando la temperatura non è più elevata, ma si mantiene al di sotto dei 37° C, il paziente può essere dimesso
  • Respirazione: la frequenza degli atti respiratori deve essere inferiore ai 30 atti per minuto
  • Frequenza cardiaca: i battiti dovrebbero essere intorno ai 100 al minuto
  • Pressione sanguigna: la pressione sistolica non deve scendere al di sotto dei 90 mmHg
  • Ossigenazione nella norma
  • Appetito regolare
  • Funzioni mentali nella norma
  • Per facilitare la completa ripresa delle funzionalità polmonari del paziente dopo la degenza, ci sono delle importanti tecniche che si possono mettere in atto facilmente:
  • Respirazione con lo spirometro incentivante: è un apparecchio portatile in plastica trasparente, a cui è collegato un tubo con un boccaglio all’estremità, e un contenitore con un calibro mobile. Il paziente espira e poi inala con forza attraverso il boccaglio, usando la pressione dell’inalazione per innalzare l’indicatore al massimo livello possibile. Lo spirometro è un incentivo per migliorare la respirazione e facilitare l’eliminazione dell’espettorato.
  • Respirazione ritmica e tosse: prima di iniziare l’esercizio, il paziente deve tamburellare delicatamente sul torace con i polpastrelli per favorire la risalita del muco lungo i polmoni. Quindi deve effettuare respiri profondi ritmicamente per tre o quattro volte. Quindi deve tossire quanto più energicamente possibile allo scopo di eliminare l’espettorato.

Considerazione finale sulla terapia di cura per la polmonite

In conclusione, la polmonite rappresenta una patologia piuttosto frequente che colpisce soprattutto bambini, anziani e soggetti immunodepressi. Si manifesta attraverso un'infezione a livello polmonare innescata dall'azione di agenti patogeni di vario tipo tra cui virus, batteri e altri microrganismi. Occorre un'adeguata anamnesi medica che sia in grado di accertare le condizioni del paziente e lo stato di evoluzione dell'infiammazione e localizzarne i principali focolai a livello dell'apparato respiratorio. Il medico deciderà se il trattamento terapeutico sarà effettuato in ospedale o tranquillamente a casa, stando a riposo il tempo necessario per permettere al nostro organismo di debellare i responsabili del processo col supporto della somministrazione di antibiotici adeguati.

Polmonite come si cura e sopratutto con quale terapia?

Malattie

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volevo chiedere se i latticini fanno male se presi durante la broncopolmonite
(cosi mi hanno detto !!!!!!!)

Buongiorno, mi trovo in una situazione complicata. Ho contratto una forma influenzale che all'inizio sembrava abbastanza blanda e senza febbre. Avendo però delle tonsille gonfie e piene di placchette, mi è stato consigliato di assumere l'antibiotico. Premetto che ho forti allergie a : penicillina e derivati, anche ad alcuni macrolidi. Continuo, oramai da diverso tempo ad utilizzare sempre lo stesso (miocamicina). La situazione dall'assunzione è peggiorata. Ho preso la prima pastiglia 3 sere fa, la gola va meglio ma oggi ho 38 di febbre e tosse con catarro. Sono spaventata. Cosa devo fare? Grazie

Polmonite cure, cause e rimedi

Grazie di cuore per la grande spiegazione di cause e rimedi. Solo così si può affrontare il male "prendendo il toro per le corna".

Veramente chiaro ed interessante

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