Proteine in polvere: Integratori di proteine

Gli integratori di proteine in polvere sono tipicamente gli integratori alimentari più utilizzati da chi frequenta e si allena seriamente in palestra, il mercato degli integratori proteici in commercio è assai variegato per soddisfare le diverse necessità del singolo e la differenziazione degli integratori proteici tra loro è su base multipla e cioè in funzione:

  1. della natura proteica
  2. della percentuale proteica
  3. dei processi di isolamento
Proteine in polvere: Integratori di proteine

Integratori di proteine

Questi sono fondamentalmente i fattori principali che determinano una differenza quantitativa nonché qualitativa degli integratori di proteine sul mercato.

Analizziamole una ad una.

NATURA PROTEICA

Le proteine dal più elevato valore biologico sono quelle che nel loro spettro presentano tutti gli aminoacidi e più precisamente quelle che hanno abbondanti quantità degli 8 aminoacidi essenziali

Le migliori fonti proteiche in commercio che soddisfano tali requisiti sono: proteine del siero del latte, le albumine, le caseine.

Le caratteristiche chimiche di tali fonti caratterizzano la loro attività biologica e più precisamente il timing di assorbimento delle stesse.

La proteina del siero del latte è una delle 2 frazioni proteiche presenti nel latte e rappresenta il 18% della quota proteica totale contenuta in un litro di latte. L’altra frazione più abbondante (pari al 74% del titolo proteico assoluto contenuto in un litro di latte) è la caseina.

Le proteine del siero del latte contengono importanti frazioni peptidiche che rendono ragione delle sue proprietà anaboliche nonché enzimi, ecco il suo spettro peptidico ed enzimatico:

  • 60% B-lattoglobuline
  • 19% a-lattalbumine
  • 11% Immunoglobuline
  • 6% Albumina sierica
  • 2% Lattoferrina
  • 0,5% Lattoperossidasi
  • 0,001% Lisozima

Invece le caseine presentano il seguente spettro peptidico:

  • 50% a-caseine
  • 36% B-caseine
  • 13% k-caseine

Come si può vedere, le proteine del siero siero e le proteine delle caseine presentano differenti peptidi bio attivi, e ciò è determinante sulle loro differenze fisiche e quindi anche nella loro attività biologica.

Questa differenza, alla fine, le contraddistingue per le loro diverse tempistiche di digestione ed assorbimento all’interno del tratto gastro-enterico.

Nella fattispecie, le proteine del siero del latte passano molto rapidamente all’interno dell’apparato gastro-intestinale, ciò significa che la loro riduzione negli elementi semplici rappresentanti il loro alfabeto costitutivo (aminoacidi) è veloce ed altrettanto risulta essere il loro ingresso nel torrente ematico.

Invece le caseine tendono a formare una sorta coagulo proteico all’interno del tratto gastro-intestinale che determina un sensibile grado di rallentamento della loro digestione ed assorbimento.

Quali conseguenze, da un punto di vista biologico, hanno tali differenze sui tempi di digestione ed assorbimento di tali 2 tipi di frazioni proteiche del latte?

A livello funzionale questo si riverbera in un ingresso molto rapido nel sangue da parte dei peptidi ed aminoacidi derivanti dal siero del latte!

La conseguenza è un rapido e breve incremento del tasso di sintesi proteica.

Invece, la lenta digestione delle caseine determina un lento ma stabile incremento dell’aminoacidemia (livello di aminoacidi nel sangue) per periodi di tempo prolungati, anche fino a 7 ore!

Ciò significa che se le caseine non sono la fonte proteica adatta a stimolare la sintesi proteica alla stessa stregua del siero del latte, d’altra parte, invece, favoriscono il decremento del catabolismo proteico.

Si ricorda che il processo ipertrofico è il risultato dello sbilanciamento del rapporto tra sintesi proteica e tasso di catabolismo proteico in favore del primo.

Le proteine delle uova sono anch’esse proteine di elevatissimo valore biologico in quanto contenenti tutti gli aminoacidi essenziali nonché abbondanti quantità di essi.

A livello dei tempi digestivi e quindi di assorbimento degli aminoacidi che ne derivano, si pongono a metà strada tra le “veloci” proteine del siero del latte e le “lente” caseine.

PERCENTUALE PROTEICA

A seconda del tipo di processo di isolamento dell’estratto proteico dall’alimento d’origine e/o delle caratteristiche d’utilizzo che il produttore vuole dare al prodotto finale in funzione del target al quale si riferisce, ne deriva il titolo proteico della polvere!

Per quanto riguarda il secondo aspetto, vi sono integratori che hanno basse percentuali di proteine poiché altri nutrienti fanno parte della miscela finale, ad esempio: “i carboidrati”.

Questi sono presenti insieme ad una importante quota proteica all’interno di quella categoria d’integratori più comunemente nota sotto il nome di: “gainer”.

Si tratta di integratori volti al soddisfacimento di apporti proteici e glucidici allo stesso tempo. In tali casi il titolo proteico della polvere si aggira dal 40 al 60% del peso totale del prodotto.

Invece, per quanto riguarda le differenze di contenuto proteico in funzione dei processi si isolamento e concentrazione della materia prima, ecco i risultati che derivano dalle differenti principali procedure utilizzate:

Concentrati di siero del latte: con tale metodica si arriva a titoli proteici pari al 70-80%.

Isolati di proteine del siero del latte tramite scambio ionico: si arriva a percentuali proteiche perfino superiori al 90% e con contenuti ridottissimi di lattosio e lipidi.

Micro-Ultrafiltrazione: Si tratta di un procedimento fisico che consente isolati proteici anche superiori all’80% e con bassi regimi di lattosio e grassi.

PROCESSI DI ISOLAMENTO

Come summenzionato le proteine in commercio passano attraverso dei processi di concentrazione ed isolamento prima di arrivare sugli scaffali dei negozi in qualità di prodotto finito.

Vi sono diversi processi con i quali le proteine vengono isolate dalla fonte alimentare dalla quale derivano, ma i più utilizzati sono i seguenti:

Proteine del siero del latte concentrate: si tratta di un procedimento a basse temperature in ambienti a basso tenore acido.

Tale processo assicura che il 90-96% della proteina finale non sia denaturata, preservando intatte le diverse sub-frazioni peptidiche.

Proteine del siero del latte isolate con scambio ionico: questo è un processo di isolamento chimico e non fisico che utilizza acidi per garantire un titolo proteico finale molto elevato e contenuti di lattosio e lipidi veramente minimi.

Ma la drasticità della sua metodica porta inevitabilmente alla perdita delle importantissime sub-frazioni peptiche del siero del latte.

Pertanto, tale tipo di isolato proteico non offre gli stessi benefici della stessa proteina concentrata o isolata con sistemi fisici.

Proteine del siero del latte micro-ultrafiltrate: si tratta di un processo di isolamento fisico in quanto fa utilizzo di membrane selettive in funzione dei diversi particolati da escludere dal prodotto finale.

Tale processo assicura che il 99% dell’isolato proteico rimanga non denaturato.

Integratori di proteine in polvere

Integratori alimentari

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Buondì sono un uomo di 49 anni 1,75 60 kg vorrei comunque aumentare la mia massa per poi tonificarla con esercizi in palestra ed allenamento vorrei se fosse un consiglio per una dieta che mi permetta di arrivare almeno a 70 chilogrammi in breve tempo. Grazie un saluto

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