Prove di funzionalita' renale

A cosa servono le prove di funzionalità renale?

Le prove della funzionalità renale mettono in evidenza l'efficienza funzionale del rene, con la prova della concentrazione si esplora la capacità del rene a limitare la perdita dei liquidi, pur eliminando le scorie in condizione di deficiente apporto idrico. Il rene deve cioè riuscire a concentrare la normale quantità di soluti in minore quantità di urina a più alta densità e tale compito è svolto soprattutto dalla parte distale del tubulo.
Tecnica di esecuzione: al soggetto, digiuno dalla sera precedente, si fa vuotare la vescica e si somministra un pasto asciutto, vietando assolutamente anche nelle ore pomeridiane l'assunzione di ogni bevanda.

Prove di funzionalita' renale

Prove di funzionalità renale

Ogni 3 ore si raccolgono le urine, di cui si misura la quantità ed il peso specifico per almeno tre volte, e la sete non si fa insopportabili per 4 volte.

In condizioni normali la diuresi si concentra nettamente (15-20 ml per campione) e la densità dell'urine si eleva oltre 1030 e talora oltre i 1040.

In condizioni patologiche: la densità non sale oltre 1015-1026 (ipostenuria) mentre la quantità delle urine tende spesso a farsi relativamente alta per poliura compensatoria.

Quanto più la densità è bassa, tanto maggiore è la menomazione funzionale dei reni.

Quando la densità resta intorno a 1015 oppure ad un valore inferiore si parla di isostenuria, condizione in cui il rene è incapace di concentrare l'urina fino ad un peso specfico superiore a quello del plasma deproteinizzata.

Numerose condizioni extrarenali influenzano la prova.

A questo riguardo sono importanti alcune epatopatie ed alcuni disordini ormonali (della tiroide, delle ghiandole surrenali, dell'ipofisi), ma soprattutto l'esistenza di edemi e versamenti e di uno stato di disidratazione.

Tutte queste condizioni controindicano la prova e ne falsano il risultato così la diarrea, il vomito e l'eccessiva sudorazione.

Con la prova della diluizione si osserva come il rene reagisce all'apporto di un carico idrico eliminando rapidamente e totalmente l'acqua somministrata.

Tecnica di esecuzione: al soggetto a digiuno dopo aver fatto vuotare la vescica, si somministrano 1.000cc di acqua entro 15 minuti.

Nelle 3 ore successive ogni 30 minuti si raccolgono separatamente le urine emesse e se ne determina la quantità ed il peso specifico.

Il soggetto normale elima nel tempo suddetto almeno 800ml di acqua (del litro suggerito) e le frazioni più abbondanti si hanno nelle prime 2 ore.

Il peso specifico si abbassa in modo netto (1005-1002) nelle prime frazioni per salire nelle ultime.
 

Prove svolte per verificare la funzionalità renale...

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