Raccolta delle piante officinali
Per avere un raccolto più o meno abbondante, più o meno ricco di principii attivi, si deve fare attenzione alla qualità del terreno, al clima, al luogo e anche alla coltivazione.
In quanto alla coltivazione si fa notare che le piante spontanee sono più ricche di principii attivi che non quelle coltivate, a meno che la coltura si faccia in un ambiente voluto dall'attitudine e dal terreno delle piante spontanee.
Nella raccolta delle foglie, dei fiori e sommità fiorite si deve fare attenzione di non danneggiare le piante.
Le radici, i tuberi, i bulbi e i rizomi devono essere interi, ben puliti e ben conservati.
Ogni raccolta deve farsi in giornate serene o almeno asciutte.
Le radici, i tuberi, i bulbi e i rizomi si raccolgono preferibilmente in primavera, quando incominciano a spuntare le foglie, o in autunno, dopo la caduta delle foglie o del caule, se la pianta è biennale.
Generalmente però si preferisce l'autunno, perché in tale stagione le radici sono più ricche di succo.
Per il medesimo titolo si raccolgono pure d'autunno le cortecce e le parti legnose: anzi, per queste, è preferibile l'inverno.
Gli steli e le foglie si raccolgono in principio di fioritura, perché prima le piante sarebbero troppo pregne di acqua; più tardi invece, i principii attivi passerebbero nei fiori.
I fiori vengono raccolti al tempo della fecondazione, cioè quando si aprono.
Le foglie e i fiori delle labiate si raccolgono quando le piante sono in piena fioritura.
Per quanto riguarda la raccolta dei frutti e dei semi si consiglia di prenderli a perfetta maturità, fatta eccezione delle piante ombrellifere i cui semi devono raccogliersi prima della maturazione, perché non avendo la maturazione simultanea, andrebbero perduti i semi più sviluppati.
Inoltre le foglie, specialmente se sono destinate al commercio, devono essere monde, cioè senza picciolo.

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