Raffreddore neonati

Raffreddore neonati cosa fare? Il raffreddore è una patologia comune per gli adulti, figuriamoci per i neonati.

I neonati sono piccole calamite per il raffreddore ed i genitori lo sanno, per questo è importante  la giusta conoscenza delle metodiche più consone, per rimediare senza allarmismo alla problematica. Quando si ha un bambino, è molto probabile che sia già stata scelta una delle persone più importanti per lui: un pediatra. Genitori e bambino probabilmente andranno dal dottore più spesso proprio durante il primo anno di vita del piccolo.

Raffreddore neonati

Raffreddore neonati

Ma cosa succede subito dopo la nascita? A seconda del desiderio dei genitori o delle regole del centro ospedaliero in cui viene dato alla luce il bambino, il primo esame si svolgerà:

  • Misurando peso,altezza e circonferenza cranica.
  • Misurando la temperatura, la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca del bambino.
  • Controllando il colorito del piccolo e il suo grado di vivacità.
  • Somministrando farmaci specifici per scongiurare il pericolo di infezioni.
  • Somministrando un po’ di vitamina K per prevenire le possibilità di sanguinamento.

In genere, se la madre ha avuto problemi di salute durante la gravidanza, possono essere sospettati anche problemi per il piccolo. Il medico scelto per il proprio bambino, probabilmente, deciderà di fargli un esame entro 24 ore dalla nascita: questa è un’ottima opportunità per fare domande circa il modo di curare il proprio bimbo.

Un campione di sangue del piccolo sarà esaminato per vedere se alla nascita vi sono delle malattie, in modo da affrontarle efficacemente e subito. In alcuni casi, viene preso in esame un altro campione di sangue per confermare i risultati subito dopo il ritorno a casa di mamma e figlio.

In genere i neonati vengono visti di nuovo dal medico a circa una o due settimane dalla nascita.

La prima visita al piccolo

Durante la prima visita, il medico potrà valutare lo stato di salute del neonato in molti modi, che generalmente differiscono a seconda del medico.

Di solito avviene questo:

  • Misurazione di peso, altezza e circonferenza cranica per valutare come il bambino è cresciuto rispetto al momento della nascita.
  • Osservazione di vista, udito e riflessi del piccolo.
  • Esame fisico generale per verificare eventuali anomalie organiche.
  • Domande varie su come sta venendo su il piccolo, sulle sue attività e su come mangia e dorme.
  • Consigli su cosa ci si può aspettare nel mese successivo di crescita del bambino.
  • Domande sul tipo di ambiente in cui vive il bimbo e su come può influenzare la sua salute (ad esempio, il fumo in casa può influire molto negativamente sulla salute del neonato).

Inoltre, se i risultati dei test fatti al bambino dopo la nascita sono già disponibili, possono essere discussi col medico, al quale bisogna fare tutte le domande che si ritengono necessarie per sapere qualcosa in più sulla cura del piccolo. Bisogna prendere nota di tutto ciò che è importante a questo riguardo, come informazioni sulla crescita, vaccinazioni, farmaci e altri eventuali problemi o malattie.

Sistema immunitario del neonato

I bambini nascono con una certa naturale immunità contro le malattie infettive perché gli anticorpi delle loro mamme vengono passati loro attraverso il cordone ombelicale. Questa immunità è solo temporanea, perché poi i bambini sviluppano la loro propria immunità contro molte malattie infettive. I bambini allattati al seno ricevono gli anticorpi e gli enzimi presenti nel latte materno, e questi servono a proteggerli da alcune infezioni e condizioni allergiche.

Alla nascita, o poco dopo, alcuni bambini ricevono la loro prima immunizzazione artificiale: un vaccino contro l’epatite B (HBV) che viene somministrato in tre dosi. Vi sono, tuttavia, vaccini combinati che includono anche quello contro l’HBV, e vengono somministrati intorno ai due mesi.

Poiché piccoli sintomi per un neonato possono rappresentare grossi problemi, non bisogna esitare a chiamare il medico se si hanno delle preoccupazioni.

Alcune cose da sapere assolutamente nel primo mese di vita del piccolo sono le seguenti:

  • La sonnolenza eccessiva può essere difficile da individuare in un neonato, poiché in genere i bambini molto piccoli dormono tanto. Tuttavia, se si sospetta che il bimbo sia assonnato più del solito, è necessario chiamare il medico: a volte, infatti, potrebbe essere il sintomo di un’infezione.
  • I problemi agli occhi possono essere causati dal blocco di uno o di entrambi i condotti lacrimali. Di solito i canali si aprono da soli ad un certo punto, ma a volte restano intasati, e questo può causare una lacrimazione molto densa, che si può incrostare sugli occhi e può rendere difficile aprirli, e tale situazione a sua volta può provocare delle infezioni, come ad esempio la congiuntivite. Se il bambino ha un’infezione, il medico dovrà eseguire degli esami e potrà prescrivere delle gocce antibiotiche.
  • La febbre nei neonati deve essere sempre segnalata al pediatra.
  • La debolezza estrema ed il nervosismo in un bambino possono essere sintomi di un problema di fondo, per cui è necessario segnalarli al medico immediatamente.
  • Mentre i neonati allattati al seno generalmente hanno feci molto morbide, le feci troppo sciolte e acquose potrebbero indicare la presenza di una malattia: il pericolo per il bambino è la disidratazione, che può apparire con la bocca secca e una sensibile riduzione nella produzione di urina (meno di sei pannolini bagnati in 24 ore). Chiamare il medico se il neonato produce feci acquose o se sembrano lente o se ancora si verificano in altri momenti oltre che dopo la poppata.
  • Un naso che cola può rendere difficile al bambino respirare, soprattutto quando succhia il latte materno o dal biberon: si può aiutare ad alleviare questo disagio utilizzando un bulbo di gomma per aspirare il muco delicatamente dal naso. Assicurarsi di chiamare il medico, perché anche un comune raffreddore può essere pericoloso per un neonato.

Il raffreddore nei neonati

Raffreddore e naso che cola sono molto comuni fra i neonati, e sono generalmente inevitabili nei mesi più freddi e con i cambiamenti di stagione, specialmente se è un raffreddore che viene passato da un membro della famiglia ad un altro. Quando il raffreddore circola, è molto facile contagiarlo, e non c’è molto che si può fare per evitare che il piccolo ne prenda uno: il fatto che inevitabilmente amici e parenti prendono in braccio il neonato rende difficile al bimbo scongiurare il pericolo del raffreddore. Alcuni bambini possono essere fortunati perché non arrivano ad avere nemmeno un raffreddore nelle prime sei o dodici settimane di vita, e questo spesso può accadere perché sono protetti dagli anticorpi che hanno ricevuto dalla loro madre nel grembo materno. Tuttavia, se la madre non ha un sistema immunitario forte nei confronti del raffreddore, allora non lo avrà nemmeno il suo neonato. Se il piccolo ha un fratello più grande che si porta dietro un raffreddore da asili, scuole o gruppi di amici, allora c’è più di una possibilità che il fratello più piccolo si prenda il raffreddore.

I raffreddori si trasmettono per via aerea, e sono causati da più di 200 tipi di virus in continua evoluzione. Il virus più comune del raffreddore è noto come “Rhinovirus” (rhino è la parola greca per indicare il naso). I raffreddori si contagiano tramite delle particelle infette sospese nell’aria, che si diffondono quando una persona col raffreddore tossisce, starnutisce o parla anche nelle vicinanze. Un raffreddore può anche essere trasmesso ad un bambino se una persona infetta tocca un oggetto che anche il piccolo poi va a toccare.

I sintomi che il bambino può avere quando contrae un raffreddore possono includere:

  • Il naso chiuso o che cola
  • Gli starnuti e la tosse
  • Gli occhi che lacrimano
  • La tendenza ad avere un certo sonno letargico
  • La tendenza a dormire male
  • La febbre sopra i 37,5°C

Considerazione finale sul raffreddore nel neonato

Per prima cosa si può notare che il piccolo tossisce e fa degli starnuti diversi da quelli che generalmente fanno quasi tutti i bimbi appena nati per espellere il muco dal naso i primi giorni dopo il parto. Questo può interferire con la loro alimentazione, poiché hanno bisogno di respirare attraverso il naso mentre succhiano il latte dal seno o dal biberon.

Poiché la maggior parte dei raffreddori è causata da virus e non si tratta di infezioni batteriche, gli antibiotici non aiutano e non curano il raffreddore stesso. I raffreddori di solito non richiedono alcun trattamento speciale e durano dai 2 ai 10 giorni.

Se si è preoccupati per il proprio bambino, se il piccolo ha febbre alta o una tosse persistente che non va via, allora è importante rivolgersi ad un pediatra che controlli la situazione.

Informazioni sulle cose da fare e sapere in caso di raffreddore nei neonati.

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