Reflusso esofageo neonati

Il reflusso esofageo può manifestarsi per vari motivi anche nei neonati.

Anche nei neonati può sopraggiungere il reflusso esofageo, ma cominciamo dall'inizio: il parto è un momento molto importante sia per la futura mamma che per il futuro bimbo. Nel momento in cui la testa del neonato è alle prese con lo stretto della vagina, le due ossa parietali, nel tentativo di recuperare spazio, tendono a sovrapporsi leggermente sfruttando la plasticità delle strutture nel neonato. Una volta che la testa fuoriesce, queste ossa vanno incontro ad un processo noto come “esplosione cranica”, ovvero le due ossa parietali si ri-espandono e riprendono le loro fisiologiche posizioni. In questo processo può capitare che i rapporti articolari tra i parietali e le contigue ossa craniche quali i temporali e occipite, subiscano delle modificazioni posizionali o, comunque, vadano incontro a degli attriti.

Reflusso esofageo neonati

Reflusso esofageo neonati

Ricordo che dal cranio, e più precisamente dal foro lacero posteriore, guarda caso delimitato dalle ossa temporali e dall’occipite, passa il nervo vago ovvero colui che innerva lo stomaco e ne gestisce di conseguenza l’attività, con questa premessa la mia domanda è : che cosa succede se voi mettete un piede su una pompa d’acqua nel momento in cui l’acqua arriva a valle? O meglio, che cosa potrebbe succedere al vostro stomaco se vi è una piccola compressione del nervo vago a monte?

Ovviamente lascio le deduzioni a voi e la scelta di avvalervi di un buon osteopata come consiglio sentito.

Esistono tre tipi di reflusso esofageo nei neonati: il reflusso fisiologico, il reflusso sintomatico e il reflusso patologico.

Ovviamente la preoccupazione che più affligge le mamme è quella di capire se questi rigurgiti nel neonato siano fisiologici o meno .

Come abbiamo detto esistono tre tipi di reflusso, nel primo caso si parla di reflusso fisiologico ovvero un fenomeno a cui tutti i bambini durante il primo hanno di vita sono soggetti .

Questo accade perché l’apparato digerente nel neonato non ha ancora completato il suo sviluppo funzionale, nel dettaglio possiamo notare che il cardias, lo sfintere esofageo inferiore, non assolve ancora completamente alle sue funzioni di chiudersi una volta che il cibo è passato dall’esofago nello stomaco, consentendo dunque un reflusso di cibo e succhi acidi.

Questo tipo di reflusso non deve destare preoccupazione qualora il neonato nonostante i rigurgiti, manifesta voglia di mangiare, ha un regolare sviluppo, non è agitato, dorme la notte e bagna circa 6-7 pannolini al giorno e sono regolarmente presenti feci .

Di norma la situazione torna alla normalità tra i 6 e gli 8 mesi, una volta che il cardias ha completato la sua maturazione e cibi solidi cominciano a far parte della dieta del neonato .

Si parla di reflusso sintomatico quando gli episodi si manifestano molto di frequente, il bambino è nervoso ed agitato, oltre a gli episodi di rigurgito si presentano anche vomiti che possono ripetersi una decina di volte al giorno subito dopo la poppata, nonostante tutto lo sviluppo del neonato non risulta esserne intaccato e il suo stato di salute risulta essere buono .

In questo caso è bene prendere degli accorgimenti alimentari e delle regole comportamentali tanto semplici quanto utili: come prima cosa offrirgli il seno più frequentemente, rendendo le poppate meno abbondanti ma più frequenti nell’arco della giornata, questo rende la digestione più rapida e il reflusso del cibo è meno frequente; ricercare una posizione per una poppata più verticale, di modo da predisporre il neonato e il suo stomaco ad una digestione più agevole, non allacciare il pannolino troppo stretto e soprattutto non cambiarlo subito dopo la poppata, la posizione di sollevamento delle gambe va a comprimere lo stomaco andando a stimolare il reflusso .

Questo tipo di reflusso tende a scomparire da solo verso i diciotto mesi.

Il reflusso patologico comporta tutta una serie di sintomi caratteristici, il neonato si rifiuta di mangiare, non ha uno sviluppo e una crescita regolari, vomita di frequente, piange spesso ed è nervoso .

Si possono inoltre associare irritazioni delle vie respiratorie causando tosse ed asma, difficoltà di respirazione in genere, ed infiammazione a livello esofageo.

Ciò che ci consente di discriminare il reflusso sintomatico da quello patologico è il peso del bambino e il suo ritmo di crescita, nel momento in cui abbiamo a che fare con un arresto dello sviluppo, ci troviamo davanti ad un reflusso patologico che può evolversi in una patologia da reflusso gastro esofageo.

 

A cura di:
Roberto Folleri
Dott. in Scienze Motorie
Osteopata e Personal Trainer
Mob. : 348 57 44 196
robertofolleri @ yahoo.it
Cagliari
 

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