Santoreggia, Satureja montana
Nome comune: Satureia, Santoreggia montana, Erba peverella
Famiglia: Lamiaceae (Labiatae)
Principi attivi:
- tannini, acido labiatico, vitamina A, calcio, potassio, olio essenziale contenente borneolo, canfora, carvacrolo, cimene, estragolo, terpinene e timolo
In cosmetica si può impiegare la santoreggia per preparare un impacco di foglie sminuzzate che esercita un'azione astringente e antisettica utile per le pelli impure, oppure in aggiunta nell'acqua del bagno, toglie la stanchezza, tonifica, purifica e deodora il corpo e usata nel pediluvio toglie il gonfiore delle caviglie.
Il suo infuso frizionato sui capelli, fortifica il bulbo pilifero e tiene lontano i pidocchi. Un infuso delle cime fiorite di santoreggia favorisce la digestione, attenua i dolori allo stomaco, riduce la flatulenza e agisce contro la diarrea.
Le foglie fresche sminuzzate e applicate sulle punture di insetti calmano il dolore. La Santoreggia per il suo piacevole aroma, viene anche usata in liquoreria e profumeria
Curiosità:
- La Santoreggia era conosciuta dagli antichi romani col nome di Satureia che stava a significare "Erba dei satiri" per la sua pelosità che richiamava quella dei satiri, ma anche per le sue ritenute notevoli proprietà afrodisiache.
- Le foglie, fortemente aromatiche, vengono usate per dare sapore a piatti di carne, pesce e legumi, in particolare fave, fagioli, ceci e lenticchie.
Santoreggia, Satureja montana ...

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