Sarcoidosi

La sarcoidosi è una malattia che ha origine da un particolare tipo di infiammazione che colpisce i tessuti del corpo. Essendo gli stessi organi ad essere formati da tessuti, la malattia può colpire praticamente tutti gli organi, anche se in genere quelli più colpiti sono i polmoni o i linfonodi.

Sarcoidosi

Sarcoidosi

La sarcoidosi

Nonostante le prime rilevazioni della malattia risalgono ormai a ben più di 100 anni fa, le cause che sono all’origine di questa sono ancora ignote. La malattia può comparire all’improvviso o svilupparsi gradualmente e poi continuare a produrre sintomi saltuariamente o altrimenti lungo tutto il corso della vita.

Si manifesta con la comparsa di microscopici grumi di una particolare forma detti granulomi e che è possibile osservare proprio sui tessuti colpiti. Nella maggior parte dei casi questi granulomi schiariscono via via nel tempo, anche senza uno specifico trattamento. In quei rari casi in cui i grumi non scompaiono in maniera naturale, è necessario agire giacché s’incorrerebbe in una ulteriore infiammazione dei tessuti che non riuscirebbero più a guarire.

Informazioni generali sulla sarcoidosi

Ancora al giorno, gli studi non sono riusciti a definire tutto ciò che è necessario sapere su questa malattia. Ciononostante le possibili conseguenze non sono del tutto sconosciute. La sarcoidosi è, infatti, una malattia che non porta alla paralisi e di solito si riesce a guarire in 24 o 36 mesi al massimo. Ad ogni modo anche nei casi in cui continui a protrarsi nel tempo, ciò non incide sulla durata della vita del soggetto colpito.

Non è una malattia contagiosa e non è trasmissibile geneticamente.

Secondo le statistiche la malattia, per oltre il 50% dei casi, compare all’improvviso e va via allo stesso modo, spesso, senza che il soggetto se ne accorga o comunque senza che la persona colpita segua qualche particolare cura. Solo una piccola percentuale dei pazienti colpiti da sarcoidosi rimane segnata dalla malattia con danni permanenti ai polmoni ed infine per la restante parte, composta da circa il 10-15% dei pazienti, la malattia può raggiungere un livello cronico. Nei casi peggiori i granulomi compromettono seriamente le funzioni vitali dell’organo che viene colpito e quindi trasformano il caso in una situazione fatale: basta pensare a cosa accadrebbe se la sarcoidosi interessasse organi quali i polmoni, il cuore, il sistema nervoso, il fegato, o i reni.

Sarcoidosi ossea

Anche se i polmoni sono gli organi più comunemente colpiti, la malattia può colpire anche le ossa, con l’estensione del processo di granulomatosa che si estende anche a queste. Quasi tutte le ossa del corpo possono essere coinvolte, ma quelle maggiormente predisposte sono le ossa più piccole come quelle delle mani e dei piedi. La diagnosi di una sarcoidosi alle ossa è più facile da individuare, ma la terapia non è ancora molto efficiente. I corticosteroidi e gli antimalarici possono controllare il livello di dolore e gonfiore che si manifestano con la malattia.

Sarcoidosi polmonare

I pazienti con sarcoidosi polmonare sono spesso asintomatici. I polmoni sono gli organi più deboli di fronte la malattia: ben 9 casi su 10 di sarcoidosi riguardano appunto questi organi. I pazienti in questi casi presentano generalmente problemi di respirazione e sintomi quali una forte tosse secca o con catarro, mentre altre volte il dolore è incrementato da una sensazione di oppressione al petto.

La maggior parte dei pazienti affetti da sarcoidosi polmonare non richiedono un trattamento specifico a meno che la malattia sia cronica.

Sintomi della sarcoidosi

I classici sintomi della malattia sono: mancanza di fiato (dispnea) e tosse perpetua, che sono i primi due campanelli di allarme. Oltre questi, altro principale sintomo è rappresentato dalla comparsa di eruzioni cutanee e macchie rosse (eritema nodoso), che spesso colpiscono le aree di viso, braccia e stinchi; per finire la malattia può essere rilevata dalla comparsa di una comune infiammazione degli occhi.

Tuttavia, vi sono alcuni casi in cui alla base vi siano sintomi più leggeri quali ad esempio: perdita di peso, stanchezza, sudorazione durante la notte, febbre o una sensazione di malessere generale. Oltre ai polmoni ed ai linfonodi, gli organi del corpo che con più probabilità di altri possono essere colpiti da sarcoidosi sono: fegato, pelle, cuore, sistema nervoso e reni, rispettivamente in quest’ordine di frequenza. Nei pazienti si possono manifestare sintomi legati proprio a queste specifiche aree colpite, o altrimenti dei sintomi più generali. L’intensità di questi varia in base alla durata della malattia in corso ed è più forte nelle zone in cui si formano i granulomi ed allo stesso modo dove il processo granulomatosa è ancora attivo.

L’allargamento delle ghiandole salivari così come degli strappi o cisti nel tessuto osseo rientra tra i segnali di una presenza di sarcoidosi.

Non solo i sintomi, ma spesso anche la diagnosi della sarcoidosi non è semplice da individuare, spesso può essere confusa con altre patologie.

Altre volte, anche quando non ci sono sintomi, il medico può talora rilevare i segni della sarcoidosi dall’analisi di alcuni esami di routine o meglio ancora attraverso una radiografia del torace.

Soggetti più predisposti alla sarcoidosi

In passato la sarcoidosi era considerata una malattia rara, ma ai giorni nostri è divenuta invece una malattia cronica comune in ogni parte del mondo, anzi rappresenta il più comune disturbo polmonare.

Non vi sono soggetti che molto più di altri sono a rischio: chiunque può essere colpito dalla sarcoidosi. Tuttavia è possibile distinguere dei soggetti per i quali l’intensità della malattia è maggiore rispetto ad altri, cioè: africani, soprattutto se donne, ed inoltre tedeschi, irlandesi, scandinavi e persone di origine portoricana.

La malattia colpisce soprattutto persone di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Raramente si sviluppa prima dei 10 e dopo i 60 anni di età, ma vi sono stati casi di soggetti appartenenti a queste fasce di età nei quali è stata riscontrata la sarcoidosi. In questi particolari casi i sintomi si manifestano in maniera leggermente differente con: stanchezza, torpore o tosse, associati in genere ad un malessere generale.

Diagnosi della sarcoidosi

La diagnosi preliminare si basa sulla storia clinica del paziente e quindi su di una serie di esami ed una radiografia al torace. Dall’analisi di questi il medico riesce ad escludere eventuali malattie similari e dunque giungere alla corretta diagnosi. Le malattie che con più probabilità possono essere confuse con la sarcoidosi sono le malattie granulomatose come ad esempio la berilliosi (malattia derivante dall’esposizione al metallo berillio), la tubercolosi o altrimenti malattie polmonari quali polmonite da ipersensibilità, fungine, artrite, febbre reumatica e cancro dei linfonodi (linfomi).

Cure e trattamenti sarcoidosi

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi i pazienti riescono a guarire senza seguire alcun trattamento. I sintomi tendono a scomparire spontaneamente. Nei casi in cui al paziente è invece consigliata una terapia, l’obiettivo principale è quello di mantenere i polmoni o gli altri organi colpiti, il più immune possibile dagli eventuali sintomi della malattia, così da preservare dunque le loro normali funzioni vitali.

La malattia scompare contemporaneamente alla scomparsa dei sintomi della stessa.

Grazie all’esperienza che la medicina ha coltivato in quest’ambito lungo il corso degli anni, si è dedotto che i farmaci corticosteroidi sono quelli che meglio degli altri riescono a trattare l’infiammazione e la formazione di granulomi, associati alla sarcoidosi.

Oltre ai corticosteroidi, altri farmaci sono stati indicati per il trattamento, come ad esempio: clorochina e D-penicillamina, clorambucile, azatioprina, metotrexato e ciclofosfamide.

I trattamenti con corticosteroidi rimangono però quelli più sicuri; negli altri casi è necessario fare maggiore attenzione nel confronto del rapporto di eventuali effetti collaterali e benefici del farmaco somministrato.

Non esiste invece un trattamento specifico per prevenire la cicatrizzazione dei polmoni, che si manifesta nei casi più gravi di sarcoidosi.

Per il monitoraggio della malattia è sufficiente eseguire saltuariamente delle analisi del sangue che mostrino il livello di calcio nel sangue, giacché un alto livello di esso è associato alla presenza della malattia.

La sarcoidosi scompare da sola e pertanto non vi è un tempo specifico per l’avvio di un’eventuale terapia, ma ciò varia da soggetto a soggetto sulla base dei risultati degli esami medici effettuati. In ogni caso se la malattia colpisce gli organi in modo grave, è meglio intervenire immediatamente con la somministrazione di corticosteroidi. Il trattamento ha una durata piuttosto lunga: le cure devono proseguire per tutta la durata della malattia o poco oltre questa in modo da prevenire ricadute.

Effetti collaterali del trattamento

I corticosteroidi sono i farmaci più indicati al trattamento della malattia, ma non sono immuni da effetti collaterali, che possono manifestarsi con: sbalzi di umore, gonfiore ed aumento di peso, elevata pressione sanguigna, glicemia alta ed un livello si sazietà più basso. Un uso del farmaco nel lungo periodo può essere pericoloso per lo stomaco, la pelle e le ossa. Tuttavia, se il trattamento non prevede eccessive dosi di corticosteroidi, non si incorrerà in questi problemi e si potrà dunque godere solamente degli effetti positivi del farmaco.

Qualunque tipo di farmaco non deve essere somministrato a donne in gravidanza.

Studi recenti sullla sarcoidosi

Sebbene rimangano ancora molti i punti interrogativi relativi alla malattia, gli studi hanno portato alla definizione di alcune risposte, che benché non certe, sono quelle più accreditate. La malattia si pensa, sia dovuta ad un complesso insieme di disturbi immunologici che coinvolgono l’attivazione simultanea, tra cui la depressione, di alcune funzioni immunologiche. Studi immunologici sui pazienti con sarcoidosi hanno infatti mostrato che molte delle funzioni immunitarie associate ai linfonodi T, sono depresse in condizioni di malattia attiva. La depressione di questa componente cellulare può essere rilevata mediante test che riportino un ridotto numero di cellule T che tra l’altro non rispondono bene agli stimoli esterni indotti dai test. Le cellule non riescono quindi a svolgere la loro normale attività di mediatori immunologici, compromettendo dunque il funzionamento di tutto il sistema.

Studi più recenti hanno fornito la definizione di nuove tecniche per il trattamento di sarcoidosi più grave o per quei casi in cui coinvolge il sistema nervoso. I nuovi trattamenti implicano l’uso di farmaci biologici in grado di inibire il fattore di necrosi tumorale.

Vivere con la sarcoidosi

Attualmente gli studi non sono riusciti a scoprire un modo per prevenire la malattia, ma si è coltivata un’esperienza maggior per quanto riguarda la cura di questa. Il paziente con sarcoidosi può continuare a condurre la sua vita in modo normale. Si consiglia di non fumare e di evitare l’esposizione a polveri e altre sostanze chimiche che potrebbero risultare aggressive per i polmoni.

La sarcoidosi grave può ridurre la probabilità di rimanere incinta, specialmente nelle donne non molto giovani.

Contenuti informativi dedicati alla sarcoidosi.

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Informazioni sulla sarcoidosi

ottime spiegazioni è da pochi mesi che mi hanno trovato la sarcoidosi in seguito a trattamento interferone per cura del virus dell'epatite C ora prendo gocce di Ribes nero non vorrei fare una cura di cortisone dopo aver finito da poco cura di un anno abbastanza pesante .Importante queste informazioni che avete scritto. Grazie

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