Tarassaco, Taraxacum officinale

Tarassaco è una specie erbacea perenne provvista di una radice carnosa ricca di proprietà curative e dalle foglie glabre, oblunghe, lanceolate e dentate formano una rosetta basale, i fiori sono ermafroditi e riuniti in un capolino di colore giallo-dorato, i frutti sono provvisti di acheni con pappo. Le foglie della piantina fresca e tenera vengono consumate crude in insalata (cure primaverili) o cotte (in associazione con altre erbette).

Tarassaco, Taraxacum officinale

Tarassaco

La radice di tarassaco raccolta in autunno dopo torrefazione viene utilizzata come succedaneo del caffè.

Composizione e Proprietà
Il Tarassaco (Radix cum herba) nelle Monografie Tedesche viene indicata come diuretico, nella disappetenza, nei disturbi dispeptici e nelle alterazioni del flusso biliare.

Principi attivi presenti nel Tarassaco:

  • Lattoni sesquiterpenici: eudesmanolidi, germacranolidi, principi amari.
  • Triterpeni (tarassolo, armidiolo, tarasserolo, tarassasterolo, beta-amirina, faradiolo).
  • Fitosteroli (beta-sitosterolo, stigmasterolo).
  • Acidi fenolici (ac.tarassacoside, ac.caffeico, ac.clorogenico, p-idrossifenilacetico, ac.cicorico, ac.monocaffeiltartarico).
  • Inulina (nelle radici fino al 40% in autunno).
  • Flavonoidi glicosilati (nelle foglie). Cumarine (cicoriina, esculina). Carotenoidi (xantofille).
  • Vitamine (beta-carotene 14.100 UI/100g) e sali minerali (soprattutto di potassio fino al 4,5% nelle parti aeree).

Proprietà riconosciute al Tarassaco:

  •  Blanda azione colagoga e coleretica. Epatoprotettive.
  • Amaro-digestive-toniche. Stimolanti la secrezione gastrica cloridro-peptica.
  • Diuretiche. Depurative. Blandamente lassative.
  • Ipoglicemiche.
  • Immunostimolanti.
  • Antinfiammatorie. Antiurolitisiache.

Proprietà colagoghe, coleretiche, digestive

Alla specie si attribuisce un trofismo epatobiliare. Somministrazioni di estratti di radici di Tarassaco sono efficaci nell’aumentare il flusso biliare e quindi l’attività colagoga e coleretica (triterpeni e sesquiterpeni). Il decotto della droga trova impiego nella medicina popolare per ottimizzare la funzionalità digestiva coniugando le proprietà epatobiliari con le proprietà eupeptiche. La specie facilita il processo digestivo stimolando le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente.

Proprietà diuretiche, lassative, ipoglicemiche, ipolipemiche, depurative

Il termine francese pissenlit (pipì a letto) espressione peraltro presente tra i sinonimi italiani suggerisce le proprietà diuretiche della droga. Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi, gli eudesmanolidi ed in parte i sali di potassio. Induce un blando effetto lassativo senza irritare. Le proprietà lassative unite alle attività depurative giustificano l’impiego del Tarassaco nel trattamento degli eczemi e delle foruncolosi.

La specie è utilizzata (planta tota) nella Medicina Tradizionale Cinese come depurativo in grado di “purificare il Calore, eliminare i tossici e dissipare i noduli, con tropismo epatico (epatiti) e gastrico". Le attività epatobiliari, lassative, ipocolesterolemiche, diuretiche ed antilitisiache, sostenute dall’effetto drenante e detossicante degli organi emuntori giustificano le proprietà depurative-disintossicanti della specie. Un detto francese afferma che il Tarassaco “purifica il filtro renale ed asciuga la spugna epatica”.

Proprietà immunostimolanti

Una ricerca su animali ha confermato che il Tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica sperimentalmente soppressa potenziando la risposta immunitaria umorale (anticorpi specifici), la risposta mediata da cellule e l’immunità non specifica. L’ossido nitrico (NO) è implicato nei processi di regolazione e difesa del sistema immunitario: agisce infatti come un messaggero intracellulare potenziando l’attività fagocitaria delle cellule. In uno studio su animali, la stimolazione dei macrofagi peritoneali con Tarassaco (TO) dopo un pretrattamento attivante con interferone-gamma ricombinante (rIFN-gamma) si concluse in un aumento nella sintesi di NO. Il TO da solo non produceva alcun effetto ma in associazione con rIFN-gamma sinergicamente potenziava in forma dose-dipendente la sintesi. Gli Autori ipotizzarono che l’incremento di NO nei macrofagi peritoneali fosse dovuto ad una induzione nella secrezione di TNF-alfa (Fattore alfa di Necrosi Tumorale) ad opera del Tarassaco stesso. I macrofagi attivati a loro volta sintetizzano e rilasciano IL-1, TNF-alfa ed altre citochine in grado di esercitare effetti ad ampio raggio sul sistema immunitario.

Proprietà antinfiammatorie, antilitisiache

Un recente studio Sud Coreano ha suggerito che il Tarassaco può inibire significativamente la produzione di TNF-alfa in colture primarie di astrociti di ratto stimolati con Lipopolisaccaride e Sostanza P inibendo la produzione di interleuchina 1 (IL-1). Gli Autori suggeriscono che il Tarassaco possa quindi esercitare attività antinfiammatoria sul sistema nervoso centrale. Il TNF-alfa prodotto dai macrofagi attivati gioca un ruolo importante come mediatore nel processo infiammatorio, infatti stimola le cellule endoteliali a sintetizzare ed inserire nella loro membrana plasmatica ELAM-1 (molecola 1 di adesione endotelio-leucocitaria) favorendo quindi l’adesione delle cellule endoteliali ai neutrofili, la cui aderenza all’endotelio capillare è ulteriormente condizionata da una proteina presente sulla loro membrana nota come molecola 1 di adesione leucocitaria (LCAM-1). Neutrofili e cellule endoteliali partecipano nei processi adesivi favorendo quindi la migrazione dei leucociti nei luoghi delle infezioni batteriche. Pertanto le sostanze in grado di inibire l’adesività cellulare sono da considerarsi dei potenziali agenti anti-infiammatori. Recentemente dalle radici del Tarassaco sono stati isolati 2 glucosidi sesquiterpeni con attività inibente la produzione del leucotriene B4 (LTB4) in neutrofili umani attivati. Anche il LTB4 promuove l’adesione dei neutrofili all’endotelio favorendo quindi l’azione infiammatoria.

Il Tarassaco, somministrato per almeno due mesi esercita un’azione preventiva nei confronti della calcolosi senza tuttavia dissolvere i calcoli già preformati. Le variazioni dei principali fattori di rischio urolitiasico (citraturia, calciuria, fosfaturia, diuresi e pH urinario) osservate in femmine di ratto a seguito di somministrazioni di infusi di Tarassaco suggeriscono il ruolo preventivo della droga nei confronti della calcolosi renale.

Indicazioni d’uso:

  • Alterazioni del flusso biliare.
  • Disturbi dispeptici per atonia gastrica ed intestinale. Perdita dell’appetito.
  • Stimolare la diuresi.
  • Reumatismi e gotta.
  • Azione depurativa.

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