Test da fare in gravidanza: esami in gravidanza

La gravidanza è un periodo molto importante e delicato per ogni donna, per questo esistono diversi test di routine utili a prevenire eventuali complicazioni e portare a termine la gestazione riducendo inoltre eventuali preoccupazioni da parte della gestante.

Test durante la gravidanza? Ai giorni nostri avere un bambino a è più sicuro di quanto non lo sia mai stato, questo è dovuto in parte al monitoraggio e per il resto ai test effettuati durante tutta la gravidanza, al fine di e compcazioni e garantire che tutto vada per il meglio sia per la salute della madre che del bambino.

Molti test, come quello delle urine o gli esami del sangue, sono effettuati sistematicamente nel quadro degli appuntamenti regolari prenatali.

Test da fare in gravidanza: esami in gravidanza

Esami in gravidanza

Altri sono facoltativi e possono portare un piccolo rischio di aborto spontaneo, come la amniocentesi per la sindrome di Down.

Ecco perché la decisione se effettuare alcuni test non è sempre semplice.

La maggior parte dei test o esami si svolgono nel quadro degli appuntamenti regolari prenatali con l'ostetrica o il medico. Le modalità di cura prenatali variano a seconda di dove si vive. Vi può essere chiesto di presentarvi presso lo studio del vostro medico per le visite prenatali, in alternativa, invece, potreste aver bisogno di andare in ospedale.

Chi si prenderà cura di voi?

Sempre più spesso, ostetriche stanno assumendo più ruoli e responsabilità nell’ambito delle cure prenatali. Tuttavia, se una donna lo richiede può far riferimento al proprio medico o ad un suo consulente.

Quante volte è possibile consultare l'esperto?

Un recente studio sostiene che le donne di solito hanno un appuntamento prenatale una volta ogni quattro settimane fino alla 28sima settimana di gravidanza, poi ogni quindici giorni fino alla 36sima settimana, e poi ogni settimana fino al parto.

Tuttavia, la ricerca medica ha concluso che le donne non hanno bisogno di molti controlli, circa sei o otto visite in totale. Ma si ha la sensazione che le sessioni supplementari sono necessarie per fornire un sostegno sociale, di educazione sanitaria, di rassicurazione e per dare consigli su qualsiasi aspetto della gravidanza e della nascita.

Quali sono i test di routine?

Sicuramente, il primo test che si fa è quello di gravidanza, proprio al fine di confermarla o meno. La maggior parte delle ostetriche o medici utilizzeranno un kit per il test di gravidanza, che mira a testare il livello di ormoni nelle urine.

Poi vi sono gli esami del sangue: verrà preso un campione di sangue per stabilire il gruppo sanguigno e l’emoglobina (globuli rossi) al fine di verificare il livello di anemia.

Se il test dimostra che i livelli di emoglobina sono bassi, possono essere prescritte le compresse di ferro per correggere il livello ed il campione di sangue iniziale verrà utilizzato anche per il test della sifilide e per controllare la vostra immunità per la rosolia, in quanto tale virus può causare gravi anomalie nel feto assieme agli altri test per verificare o escludere la presenza di malattie sessualmente trasmissibili.

Oltre a questi di pressi viene fatto anche il test delle urine, al fine di verificare la regolare presenza di glucosio e di proteine in esse contenute in quanto il glucosio può indicare il diabete durante la gravidanza (diabete gestazionale), nel qual caso sono necessari altri esami di accertamento ed inoltre elevati livelli di proteine potrebbero indicare una condizione chiamata pre-eclampsia, questa è una forma di ipertensione che colpisce una percentuale consistente di soggetti e se non viene trattata in tempo, può portare a gravi complicazioni.

Per questo motivo alla prima visita vi verrà presa la pressione sanguigna, che poi verrà misurata ad ogni check-up e nel caso di una pressione eccessivamente alta oppure anche bassa seguirà un monitoraggio continuo e costante da parte del professionista.

Un altro esame molto importante in gravidanza è l'ecografia che permette, non solo, di vedere il vostro bambino sullo schermo, ma permette anche l'ostetrica o il medico di risolvere delle problematiche correlate alla gravidanza, ad esempio, se il vostro bambino non sta crescendo a un ritmo normale, o se la placenta è in una posizione anomala.

Gli ultrasuoni vengono utilizzati anche per rilevare l'età fetale, e dalla posizione anche la data prevista per il parto, oltre ad alcune anomalie di rilievo, ad alcune donne può essere proposta una ecografia al loro primo appuntamento, ma nella maggior parte dei casi viene fatta tra le 14-16 settimane per accertare se il bambino si sta sviluppando normalmente e poi di nuovo alla 28sima settimana.

Battito cardiaco fetale

Per quanto riguarda il battito cardiaco del vostro bambino, questo sarà controllato ad ogni visita per verificare che sia normale. Il tutto viene fatto usando uno strumento chiamato Doppler, che viene posizionato contro l'addome, ed è come una parte di ecografia.

Quali sono gli esami di routine e quelli facoltativi?

Il triplo test è un esame del sangue che viene effettuato circa alla 16sima settimana al fine di calcolare il fattore di rischio di un bambino di nascere con la sindrome di Down o la spina bifida. Il triplo test non dà un risultato definitivo, ma fornisce semplicemente una stima del rischio. Quindi, anche se dà un risultato positivo (diciamo 1 su 400), non garantisce che il vostro bambino nascerà normale.

Allo stesso modo un risultato negativo(diciamo 1 su 15), sicuramente causerà ansia acuta, soprattutto quando una madre non ha alcuna garanzia che il proprio bambino nascerà senza alcuna anomalia.

Comunque se il rischio è alto, il medico di solito può consigliare di prendere in considerazione anche l’esame dell’amniocentesi.

L'amniocentesi viene normalmente effettuata tra la 16sima e la19sima settimana e viene fatta per diagnosticare la sindrome di Down, altre anomalie genetiche e la spina bifida. Poiché il rischio di avere un bambino Down è superiore nelle donne più grandi di età, il test è generalmente consigliato alle madri sopra i 30anni.

In cosa consiste?

Un ago sottile viene inserito attraverso lo stomaco nella placenta e una piccola quantità di liquido amniotico viene prelevato.

Quali sono i rischi?

Vi è un piccolo rischio di provocare un aborto spontaneo e l’ulteriore rischio che il test possa essere inconcludente. Alcune donne pensando ai rischi connessi con i test, superano di gran lunga il rischio che il bambino possa nascere anormale e per questo motivo spesso il test non viene più fatto. Inoltre, dopo il test vi verrà consigliato di passare un paio di giorni a casa a riposare per ridurre al minimo il rischio di aborto spontaneo.

I relativi risultati possono richiedere fino a 3-4 settimane e ciò significa che, in caso di risultato positivo, alcune donne possono trovarsi di fronte una decisione da dover prendere proprio nel pieno della gravidanza, che ovviamente può risultare molto traumatico.

Prelievo dei villi coriali (CVS)

CVS è effettuata a 11-13 settimane e utilizzando un ecografia come guida, un ago sottile viene fatto passare attraverso l'addome della donna, o attraverso la vagina e la cervice uterina, la placenta in via di sviluppo e un piccolo pezzo viene rimosso. La procedura tende ad essere piuttosto dolorosa e può dare molto disagio ed i risultati sono pronti in 7-10 giorni.

Quali sono i rischi?

CVS è usato meno spesso rispetto all'amniocentesi in quanto comporta un rischio più elevato (fino a 2 per cento) di aborto spontaneo, più un ulteriore 2 per cento il rischio che i risultati possano essere sbagliati.

Quando si ottengono i risultati?

I risultati vengono elaborati entro 10 giorni. L'unico vantaggio principale che il CVS ha in più rispetto all’amniocentesi è che viene eseguito molto prima della gravidanza, per cui una decisione drastica in questa fase può essere meno traumatica.
 
N.b. Secondo vari studi il rischio di mettere al mondo un bambini affetto dalla sindrome di down aumenta con l'avanzare dell'età della madre, in particolare dopo i 35 anni:

  • A 25 anni il rapporto rischio è di 1 su 1400.
  • A 30 anni il rapporto rischio è di 1 su 800.
  • A 35 anni il rapporto rischio è di 1 su 380.
  • A 38 anni il rapporto rischio è di 1 su 190.
  • A 40 anni il rapporto rischio è di 1 su 110.
  • A 45 anni il rapporto rischio è di 1 su 30.

Considerazioni sugli esami tipici da svolgere durante la gravidanza

Gravidanza on line

Lascia il tuo commento: