Tumore cancro al seno: sintomi cause prevenzione

Nella maggior parte dei casi, nel seno si creano delle formazioni granulose che non sono assolutamente pericolose. Quando però si assiste ad un cambiamento della struttura del seno e si avverte la presenza di ghiandole mai sentite prima, allora è il caso di rivolgersi al medico.

Quanti tipi di tumore al seno esistono? Quali sono i sintomi e le cause? Il cancro al seno si presenta sotto diverse forme, quella più diffusa colpisce la zona duttale, cioè le cellule che rivestono i dotti mentre un altro tipo si chiama cancro lobulare, che interessa le ghiandole che producono il latte.

Tumore cancro al seno: sintomi cause prevenzione

Tumore al seno

Prevenire il tumore al seno:

Le cause del tumore al seno sono ancora poco chiare, probabilmente la presenza di un caso in famiglia di un tumore di questo tipo, dovrebbe mettere in allerta ed un controllo sarebbe auspicabile.

Da ricerche nel settore si è appurato che le donne tra i 50 ed i 70 anni hanno un'alta probabilità che possano essere colpite da questa patologia, anche se moltissimi casi hanno coinvolto donne molto giovani.

La prevenzione in questo settore è importante per cui è consigliabile sottoporsi a mammografia almeno una volta ogni tre anni.

Diagnosi del tumore al seno

La terapia utilizzata, in caso di diagnosi positiva, è una combinazione tra chirurgia, chemioterapia e radioterapia. Il ricorso a questi mezzi è ovviamente legato al tipo di stadio del tumore riscontrato.

Ereditarietà del tumore al seno

Chi ha in famiglia una donna colpita da cancro al seno, pare abbia maggiori probabilità di contrarre il tumore rispetto ad un'altra persona.

La presenza di noduli o formazioni granulose nel seno mai avvertite prima deve mettere in allerta, prestando anche attenzione alle ovaie, perché in molti casi i due tipi di tumore sono collegati.

Pertanto bisogna essere particolarmente attente qualora si dovessero verificare uno o più di questi sintomi:

  • ispessimento di una parte del tessuto del seno;
  • secrezione da un capezzolo ( anche sangue );
  • presenza di gonfiore o di un nodulo ascellare;
  • modifica del seno nelle dimensioni e forme;
  • rientranze nel seno;
  • eruzione cutanea nella zona del capezzolo;
  • modifica nell'aspetto del capezzolo e rientranza dello stesso;
  • dolorabilità al seno in periodo lontano dal ciclo mestruale.

Nella maggior parte dei casi si tratta di tumori benigni.

Spesso si hanno delle cisti innocue ( presenza di liquido all'interno di un piccolo nodulo ), oppure si hanno dei fibroadenomi che altro non sono che escrescenze benigne molto diffuse. Avere consapevolezza del proprio corpo è utile ai fini di uno screening personale. Controllarsi periodicamente davanti ad uno specchio oppure mentre si è sotto la doccia, è un valido aiuto per constatare eventuali modifiche del seno o di una qualunque altra parte del corpo.

Fattori di rischio:

Come detto poco prima, non sono chiare le cause che portano alla formazione di tumori al seno.

Sono state però evidenziate delle probabili cause che possono causare un cancro al seno:

  • Una di queste è data dalla produzione di estrogeni, che sono gli ormoni femminili, che iniziano a formarsi con lo sviluppo;
  • se una ragazza ha avuto lo sviluppo in età molto giovane ed è entrata in menopausa avanti negli anni, corre un rischio maggiore perché ha avuto un'esposizione a estrogeni per un periodo più lungo;
  • un altro fattore di rischio è essere in sovrappeso: questo è dato dal fatto che nel grasso si accumulano ormoni che si smaltiscono con difficoltà;
  • altro fattore avere un'altezza superiore alla media, può essere un'altra causa che può far sviluppare un tumore al seno;
  • essere sottoposte a raggi x, scansioni come la tac, possono far aumentare il rischio di sviluppare il cancro al seno;
  • chi è stato colpito dal linfoma di Hodgkin da bambino, ha maggiore probabilità di contrarre il cancro da adulto;
  • chi assume terapia ormonale sostitutiva ha maggiori probabilità di contrarre il cancro rispetto a chi non ne fa uso.

Come viene fatta la diagnosi per il tumore al seno?

La prima cosa da fare in caso di alterazione fisica del seno è quella di rivolgersi al medico di base. Dopo una prima valutazione, lo stesso invierà la paziente dall'oncologo specialista che si adopererà per far eseguire esami approfonditi. Dopo averli analizzati, si valuterà il tipo di tumore e lo stadio e paziente e medico decideranno insieme la migliore cura per debellarlo.

L'esame del sangue è il primo controllo che viene fatto anche per valutare se fegato e reni funzionano bene. La mammografia, esame non invasivo ma leggermente doloroso per il fatto che il seno viene schiacciato in una sorta di pressa, consente di vedere attraverso i raggi x la struttura interna del seno.

Si sconsiglia di eseguire la mammografia a donne di età inferiore ai 35 anni: questo perché avendo un tessuto del seno denso, si rende difficile stabilire o meno la presenza di un tumore. Per i casi di donne giovani, si opta per l'ecografia. È uno strumento non invasivo: si utilizza una specie di microfono ad ultrasuoni che viene appoggiato sulla parte da analizzare. È indolore ed è la stessa procedura utilizzata per le ecografie durante la gravidanza.

Biopsia:

È una tecnica utilizzata per valutare un campione di tessuto malato. Sono tre le tecniche utilizzate:

  • agoaspirazione: si utilizza un piccolo ago per drenare una cisti benigna oppure per prelevare un campione di tessuto da analizzare, senza asportare alcun tessuto;
  • agobiopsia: è la tecnica più utilizzata; il medico anestetizza la parte nella quale verrà introdotto un grosso ago per prelevare parte del tessuto che dirà a quale stadio appartiene il tumore;
  • chirurgia o biopsia da escissione: in questo caso si tratta di un intervento effettuato in anestesia generale ed il medico provvederà a rimuovere chirurgicamente parte o tutto il grumo del seno da analizzare.

Tac e Risonanza magnetica:

Questi due esami consentono di fare una diagnosi quasi immediata sulla base dei risultati. In particolare la tac, utilizza dei raggi x che danno una immagine tridimensionale della parte da analizzare, mentre la risonanza fa ricorso ad onde radio. Se i risultati di questi esami sono positivi, il medico potrebbe suggerire di eseguire una mammografia per maggiore scrupolo. A seguito del risultato poi si rende necessario fare una radiografia toracica per scongiurare la presenza di metastasi polmonari.

Scintigrafia ossea:

Se la situazione è abbastanza critica, il medico può consigliare di eseguire una scintigrafia ossea per verificare se il tumore si è diffuso anche a livello osseo. Questo esame prevede l'assunzione di una sostanza radioattiva che viene iniettata per endovena. Se questa sostanza si ferma alle ossa, ciò significa che la parte è stata colpita dal cancro. La sostanza radioattiva viene smaltita dall'organismo dopo qualche ora. Nel caso si è in contatto con donne in attesa o bimbi molto piccoli, si cerca di evitare il contatto per qualche giorno a livello precauzionale. In base al tipo di tumore diagnosticato, si deve stabilire la cura specifica.

In alcuni casi il tumore è alimentato da ormoni che vengono naturalmente prodotti dal nostro corpo. Se si stabilisce, attraverso dei test, che la causa che fa aumentare il cancro è ormonale, allora la malattia la si combatte contrastando la formazione di questi ormoni: in questo caso si parla di terapia ormonale. In altri casi invece il cancro è alimentato da una proteina: si interviene limitando gli effetti della proteina e si parla di terapia biologica.

Come si cura il cancro al seno?

La cura del tumore è basata, come detto prima, dalla combinazione di chirurgia, chemioterapia, radioterapia, terapia ormonale e terapia biologica. Ovviamente non c'è una cura unica. Il quadro della malattia è analizzato da una equipe formata da diversi specialisti che forniranno al paziente le indicazioni terapeutiche adatte al caso specifico.

Chirurgia:

Purtroppo nella maggior parte dei casi le donne colpite da tumore al seno devono subire un intervento. Una percentuale di operazioni prevede l'asportazione solo del grumo ed in questi casi si parla di chirurgia conservativa del seno. La restante parte degli interventi prevede invece una mastectomia, nel corso della quale viene asportato il seno. Per fortuna le moderne tecniche chirurgiche estetiche, consentono di ricostruire il seno senza creare ulteriori problemi psicologici a chi subisce questo tipo di operazione.

Chirurgia conservativa del seno:

L'obiettivo principale di questa tecnica chirurgica è quello di mantenere per quanto possibile, la percentuale più alta del tessuto mammario. Ovviamente è un tipo di operazione che dipende dallo stadio del tumore. Se non è avanzato il ricorso a questo tipo di intervento è quello auspicabile, anche se comunque viene rimosso oltre alla parte malata, tutta la zona circostante per evitare che si possano lasciare cellule malate.

La quantità di tessuto mammario asportato dipenderà:

  • dal tipo di cancro che interessa il seno;
  • la dimensione del tumore e dove è posizionato nel petto;
  • la quantità di tessuto che viene asportato;
  • dimensione del seno.

Dopo questo tipo di operazione il ricorso alla radioterapia è utile.

Mastectomia:

Il ricorso alla rimozione del seno è necessaria quando il tumore invade l'intero seno e quando il cancro è diffuso in altre parti del corpo. Se oltre al seno sono interessati anche i linfonodi ascellari, si rende necessario una pulizia approfondita della parte, con l'asportazione dei linfonodi e della muscolatura della cassa toracica. Spesso con questo tipo di intervento le cicatrici bloccano il normale flusso dei linfonodi, procurando un edema al braccio, che si può manifestare anche mesi dopo l'intervento.

Ricostruzione del seno e protesi:

Nei casi di mastectomia la paziente può decidere per la ricostruzione del seno: o attraverso inserimento di una protesi che va sostituita ogni 2 anni, oppure utilizzando parte del tessuto del proprio corpo. Le donne che non vogliono la ricostruzione del seno, possono optare per una protesi.

Chemioterapia:

È la cura utilizzata per debellare le cellule tumorali. I farmaci utilizzati si chiamano citossici, che impediscono la crescita rapida delle cellule malate. Questa cura può essere somministrata sia per endovena, attraverso delle flebo, oppure assumendo delle compresse. La terapia, sebbene si basi su protocolli internazionali, è soggettiva e si basa sullo stadio del tumore

Chemioterapia: effetti collaterali:

La terapia chemioterapica è molto forte agisce sia sulle cellule malate che su quelle sane, creando anche degli importanti effetti collaterali:

  • perdita di capelli;
  • vomito e nausea;
  • diarrea e stitichezza;
  • dermatiti a mani e piedi;
  • inappetenza;
  • piccole ulcere intorno alla bocca;
  • carenza di globuli rossi;
  • carenza di globuli bianchi.

In molti casi la sensazione di vomito viene mitigata con l'assunzione di farmaci antiemetici. Gli effetti della chemioterapia verranno meno nel momento in cui la cura terminerà.

Radioterapia:

È uno strumento di cura che utilizza raggi x ad alta concentrazione. Viene utilizzata dopo che la paziente ha ultimato il ciclo di chemioterapia per distruggere le cellule tumorali che possono essere sopravvissute alla chemio.

In molti casi si fa ricorso alla radioterapia nei casi di tumori molto piccoli e circoscritti.

Effetti collaterali della radioterapia:

In molti casi la radioterapia provoca delle problematiche a livello del sistema digestivo.

I principali effetti collaterali della radioterapia sono:

  • scurimento della pelle nella parte trattata;
  • stanchezza;
  • accumulo di liquido nel braccio oggetto dell'asportazione dei linfonodi.

Terapia ormonale:

Come detto prima ogni terapia è soggettiva, perché ogni paziente è un caso a sè.

Il tamoxifene è il farmaco più utilizzato per la terapia ormonale che come tutti i farmaci forti, può dar luogo ad importanti effetti collaterali:

  • stanchezza;
  • alterazione delle mestruazioni;
  • vomito;
  • vampate di calore;
  • cefalee;
  • aumento ponderale.

Gli inibitori della aromatasi possono essere somministrati solo alle donne che sono già in menopausa, perché bloccano la produzione di estrogeni.

Si assumono in compresse da prendere una volta al giorno ed hanno diversi effetti collaterali:

  • sudorazione e vampate di calore;
  • perdita del senso di eccitazione sessuale;
  • vomito e nausea;
  • dolore alle articolazioni,
  • stanchezza;
  • cefalee;
  • eruzioni cutanee.

Le donne giovani che devono assumere farmaci per combattere il cancro al seno, sono indirizzate all'assunzione di zoladex ed impedisce alle ovaie di produrre ormoni.

È un'iniezione che è praticata una volta al mese e provoca:

  • sbalzi di umore;
  • insonnia

Lo stile di vita per prevenire il tumore al seno:

Una dieta povera di grassi è appurato giovi al buon funzionamento dell'organismo.

Da ricerche nel settore è risultato che le donne giapponesi che hanno notoriamente una dieta povera di grassi, hanno minori probabilità di ammalarsi di tumore al seno rispetto alle donne americane.

La prevenzione risulta essere sempre e comunque la cura migliore.

Tumore al seno (cure cause e sopravvivenza)

Malattie

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Sono davvero tanto spiacevolmente sorpresa quanto delusa nello scoprire sulla mia pelle quanto ancora indietro è la ricerca scientifica in questo settore... Tante manifestazioni, spettacoli, 8 per mille, ecc... per raccogliere soldi da destinare in beneficienza alla ricerca e poi scoprire che ancora nel 2011 ciò che la scienza ha di meglio da offrire a chi subisce una diagnosi tanto tremenda sono solo terapie deleterie per l'organismo poi seguite comunque da mastectomia; e come se non bastasse sentirsi anche dire dai medici frasi simili a quella che ho trovato in questa pagina: "per fortuna le moderne tecniche chirurgiche estetiche, consentono di ricostruire il seno senza creare ulteriori problemi psicologici a chi subisce questo tipo di operazione"... È davvero demoralizzante...

Io credo che il cancro al seno non sia una malattia "genetica", ma una malattia causata dal reggiseno, i dotti linfatici sono molto sottili, sono estremamente sensibili alla pressione e si possono comprimere con facilità. Una minima pressione cronica sui seni può provocare la chiusura delle valvole e dei dotti linfatici quindi circola poco ossigeno e meno nutrienti sono trasportati alle cellule, mentre i prodotti di rifiuto non sono spazzati via, e credo che Dopo 15 o 20 anni di drenaggio linfatico ostacolato dal reggiseno, può apparire il cancro. Sono molto convinto su questa teoria.

Tumore al seno

diagnosticato tumore al seno, paura e ansia alle stelle, mi sento dire in due grandi ospedali della lombardia:6 MESI di lista di attesa o immediatamente in regime di solvenza ( 60.000 euro ).

Tumori da operare in lista di attesa in Lombardia

smentisco quanto ho letto circa lista di attesa in lombardia, io per essere operata ho aspettato 20 giorni con il sistema sanitario nazionale

Tumore al seno trattato in Lombardia

smentisco categoricamente quello che ho letto per quanto riguarda il sistema sanitario lombardia in quanto io sono stata operata al seno presso la struttura e sono stati efficenti al massimo tempo 15 giorni dalla visita mi hanno operato poi dipende anche dalla gravità adesso è passato un anno e prosegue tutto bene tra un mese riprendo i controlli

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