Uricemia: iperuricemia e ipouricemia

L'uricemia è un esame attraverso il quale viene valutata la quantità di acido urico presente nelle urine. L'acido urico è un prodotto del metabolismo delle purine. Queste rientrano nella categoria delle basi azotati, componenti strutturali degli acidi nucleici DNA e RNA; le più importanti sono adenina e guanina, ma vi rientrano anche xantina, teobromina e teofillina. In condizioni fisiologiche nell'uomo e in alcune specie, come maiale, capra, vitello, roditori, uccelli e cane dalmata, le purine vengono degradate in acido urico, mentre nelle restanti razze di cane e nelle altre specie si ricava allantoina. L'acido urico viene allontanato in modeste quantità dall'organismo tramite escrezione renale, mentre se questo meccanismo risulta aumentato, può comportare delle conseguenze, legate alla precipitazione e all'accumulo all'interno di articolazioni e connettivo. Tra le complicazioni più rilevanti c'è infatti la gotta, una patologia metabolica caratterizzata da problemi a livello delle articolazioni, indotte dal deposito di cristalli di acido urico. In condizioni normali attraverso l'escrezione renale dovrebbero essere allontanati all'incirca 450 grammi al giorno, a cui si aggiungono anche quelli eliminati attraverso le secrezioni digestive. 


Valori di riferimento uricemia

L'uricemia viene valutata attraverso un normale prelievo di sangue venoso, eseguito a digiuno da almeno otto ore, a livello del quale il personale specializzato provvederà a valutare la concentrazione di acido urico. Questa in condizioni fisiologiche dovrebbe rientrare tra i quattro e i sette mg/dL. Tuttavia nella donna viene considerato alterato un valore superiore ai 6,5 mg/dL, dopo aver seguito una dieta a ridotto contenuto proteico per circa cinque giorni.


Uricemia alta (iperuricemia)

Una concentrazione elevata di acido urico nel sangue viene definita iperuricemia. L'acido urico viene prodotto dal metabolismo delle purine, e viene subito rilasciato in circolo fino ai reni e l'apparato digerente, dove viene escreto tramite le urine o le secrezioni digestive. Solitamente viene ritenuto aumentato un valore superiore ai sette milligrammi per decilitro di sangue nell'uomo, 6,5 nella donna. 

Tra i fattori che comportano un aumento della concentrazione di acido urico nel sangue, ci sono:

  • Fattori genetici
  • Insulino-resistenza
  • Ipertensione
  • Obesità
  • Squilibri nutrizionali
  • Diuretici
  • Alcol
  • Fruttosio
  • Farmaci: diuretici, aspirina, diclofenac, pirazinamide
  • Diete iperproteiche
  • Insufficienza renale

Alla base dell'iperuricemia possono esserci vari meccanismi che risultano alterati, ovvero:

  • Aumento della produzione di acido urico: si verifica soprattutto in caso di consumo eccessivo di alimenti iperproteici, ricchi di adenina e ipoxantina, come acciughe, sardine, fegato, frattaglie, selvaggina. Un altro fattore che può causare l'aumento della produzione di acido urico può essere il trapianto di organi, la Sindrome di Lesch-Nyhan e la Sindrome da lisi tumorale.
  • Diminuzione dell'escrezione di acido urico: può essere causata da problemi a livello renale, come nel caso dell'insufficienza renale, oppure dall'assunzione di farmaci diuretici, aspirina, diclofenac, pirazinamide, ciclosporine. Potrebbero anche verificarsi alterazioni del gene che codifica per la produzione di un trasportatore ematico di acido urico, per cui viene compromesso il raggiungimento dei reni. Anche le diete chetogeniche possono compromettere l'escrezione renale di acido urico; si tratta di particolari regimi alimentari basati quasi esclusivamente sull'introito di alimenti proteici, che vanno ad aumentare la produzione di chetoni, quindi a livello renale si ha una competizione tra l'escrezione di acido urico e quella di chetoni.
  • Fattori misti: sono in grado di agire su entrambe le funzioni sopraelencate, ovvero sia aumentando la produzione di acido urico, sia diminuendone l'escrezione. Tra questi fattori troviamo l'abuso di alcol, un consumo eccessivo di fruttosio e l'inedia.


Uricemia Bassa (ipouricemia)

La riduzione della concentrazione ematica di acido urico è definita ipouricemia. Viene individuata nel caso in cui l'uricemia riveli un valore inferiore ai due milligrammi per decilitro di sangue. Solitamente si tratta di una condizione non isolata, ma che rappresenta un segno di altre patologie. In particolare può essere correlata all'esposizione ad agenti tossici, a fattori genetici o nutrizionali.

Nello specifico, tra le cause dell'ipouricemia troviamo:

  • Farmaci: alcuni farmaci vengono definiti uricosurici, poiché stimolano l'escrezione renale di acido urico, riducendone la concentrazione ematica. Tra questi  i più rilevanti sono i farmaci utilizzati per il trattamento della gotta, l'ormone andrenocorticotropo e il cortisone
  • Fattori alimentari: l'ipouricemia è frequente soprattutto nelle diete vegetariane, che presentano un ridotto introito di alimenti purinici, ma anche nei pazienti sottoposti a nutrizione parenterale. 
  • Fattori genetici: in particolare possono verificarsi riduzioni nella produzione dell'enzima xantina ossidasi, che converte xantina e ipoxantina in acido urico. 
  • Fattori ereditari: l'ipouricemia può anche essere una condizione ereditaria


Eventuali cause della iperuricemia

Eventuali alterazioni nella concentrazione di acido urico nel sangue possono essere legate a vari fattori. In particolare, l'iperuricemia può essere causata da:

  • Farmaci diuretici, aspirina, etambutolo 
  • Alcol
  • Diete iperproteiche
  • Mutazioni genetiche
  • Insufficienza renale 
  • Ipertensione  

Tra i fattori che inducono ipotensione invece troviamo:

  • Farmaci uricosurici
  • Alterazioni genetiche
  • Fattori ereditari 

In gravidanza

In gravidanza è opportuno tenere sotto controllo l'uricemia, poichè un suo aumento potrebbe essere un indice di preeclampsia o gestosi. Il valore normale riscontrabile nelle donne dovrebbe mantenersi tra 2,4 e 6 milligrammi per decilitro di sangue, per cui bisognerebbe rivolgersi subito al proprio ginecologo in caso di aumento di oltre questi valori. 


Come abbassarla

In caso di iperuricemia è opportuno sottoporsi a trattamenti farmacologici per la gotta, oltre che seguire alcuni accorgimenti alimentari. 

Analisi urine

La concentrazione di acido urico e urati nelle urine viene definita "uricuria". viene valutata sul campione di urine raccolto nell'arco delle ventiquattro ore 

Dieta e alimentazione per l'iperuricemia

La dieta in caso di iperuricemia è solitamente caratterizzata da una riduzione dell'apporto di proteine, soprattutto dei cibi ricchi di purine, come alici, acciughe, sardine, frattaglie.

Sarebbero invece da preferire le verdure e gli alimenti a basso contenuto purinico, come:

  • Caffè
  • Frutta
  • Pane
  • Pasta
  • Latticini (formaggio ecc...)
  • Uova
  • Pomodori
  • Verdure a foglia verde 

Cibi da evitare

In caso di iperuricemia è opportuno eliminare o ridurre il consumo di cibi ricchi di purine, come:

  • Fegato
  • Reni 
  • Alici
  • Acciughe
  • Bacon 
  • Cervo
  • Tacchino 
  • Cozze 
  • Baccalà
  • Capesante
  • Trota 
  • Vitello 

Tra i cibi a moderato contenuto di purine ci sono:

  • Asparagi
  • Pollo
  • Anatra
  • Prosicutto
  • Fagioli 
  • Lenticchie
  • Fagioli di Lima
  • Funghi 
  • Ostriche 
  • Spinaci 

Quali possono essere le cure possibili per l'iperuricemia?

Il trattamento dell'iperuricemia è finalizzato come prima cosa a modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari del paziente. Tra i farmaci utilizzati in caso di iperuricemia ci sono l'allopurinolo, un inibitore della xantina ossidasi, che induce la conversione della xantina in acido urico. Tra gli altri farmaci somministrati troviamo il Febuxostat, Probenecid e citrato di potassio.

Rimedi semplici

I rimedi da mettere in pratica in caso di iperuricemia ci sono in primis degli accorgimenti alimentari, finalizzati alla riduzione o all'eliminazione dei cibi ricchi di purine e delle sostanze alcoliche, a favore di frutta, verdura e alimenti proteici poveri di purine. È opportuno inoltre sospendere eventuali trattamenti a base di diuretici, e bere un adeguato quantitativo di acqua.

Controllare la presenza di iperuricemia o ipouricemia.

Malattie

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