Uveite anteriore

Il termine infiammazione intraoculare è spesso utilizzato per indicare le diverse condizioni patologiche che si verificano con l’uveite, molteplici sono anche le complicazioni, ne consegue che ci sono diverse possibilità che essa si presenti, ovviamente, è molto importante, sia per i pazienti che per i medici, per quanto è possibile, stabilire nella fase iniziale la tipologia esatta di uveite.

Uveite anteriore

Uveite anteriore

Il trattamento può variare notevolmente da paziente a paziente, un modo di classificare i diversi tipi di uveite è quello di descrivere la parte dell'occhio che è interessata da questa condizione, molto semplicemente, vengono indicate tre zone, l’uveite anteriore si verifica quando viene interessata la parte anteriore dell'occhio, normalmente l'iride (in questo caso l’uveite viene indicata con il termine irite) o del corpo ciliare adiacente (iridociclite) che sintetizza l’umore acqueo, il liquido che riempie la parte anteriore dell'occhio, irite è un vecchio termine di uveite anteriore, ma viene ancora usato frequentemente, è di gran lunga il tipo più comune di uveite e anche quello più facilmente trattabile, ma necessita di un monitoraggio attento, perché la recidività e le complicanze sono molto probabili, come la pressione oculare e la cataratta, l’uveite intermedia riguarda l'area appena dietro il corpo ciliare e viene denominata anche pars plana, l’uveite posteriore si verifica quando l'infiammazione colpisce la parte posteriore dell'occhio, la coroide, fondamentalmente, uno strato ricco di piccoli vasi sanguigni che danno nutrimento alla retina, in questo caso la malattia viene denominata coroidite.

Uveite anteriore e distinzione

L’oculista deve distinguere l’uveite anteriore dalle malattie come la congiuntivite (occhio rosa) o che riguardano altre strutture oculari, la cheratite (infiammazione della cornea), o la sclerite (infiammazione della parte bianca dell'occhio), per questo scopo, utilizza un microscopio speciale chiamato “lampada a fessura”, uno strumento più adatto per distinguere tra queste diverse patologie. Nel caso dell’uveite anteriore i globuli bianchi si accumulano nello spazio vincolato dalla cornea e dall’iride, pieno di umore acqueo. La lampada a fessura viene usata per proiettare un raggio sulla cornea, con un angolo di 30-40°, permettendo al microscopio di controllare la zona colpita, il raggio viene ristretto a circa 1 mm e messo ad una impostazione di luminosità massima. Il segno caratteristico dell’uveite è la presenza di cellule nell'umore acqueo. Nel momento in cui il fascio di luce brilla attraverso la fessura della lampada, si vede un raggio di luce che brilla nel buio con pezzetti di polvere che fluttuano attraverso di esso. L’oculista misura il grado di gravità dell’uveite per il numero di cellule viste al microscopio, che vanno da 0 (assenza di cellule viste) a +4 (> 50 cellule viste).

Sintomi dell’uveite anteriore

Nella maggioranza dei casi i sintomi dell’uveite anteriore interessano un solo occhio, l’acuità visiva dell'occhio colpito è spesso ridotta, si avvertirà dolore da lieve a forte, l’occhio sarà arrossato e sensibile alla luce (fotofobia), la visione può essere offuscata, in rari casi può causare lacrimazione, il dolore oculare associato all’uveite anteriore è descritto come profondo ed è aggravato dalla luce brillante, i sintomi oculari di solito si sviluppano nell'arco di poche ore.

Complicanze

L’uveite anteriore associata a spondilite anchilosante può verificarsi in uno o entrambi gli occhi e tende ad essere ricorrente, le complicazioni, dovute a ripetuti episodi, possono provocare l’aderenza dell'iride al cristallino, la formazione di cataratta, il glaucoma e l'edema maculare. L’edema maculare è un gonfiore al centro della retina e può causare la diminuzione della vista. Per ridurre al minimo l'insorgenza di queste complicanze, l'oculista osserva da vicino la persona intervenendo tempestivamente, nella maggioranza dei casi procede all’esame completo degli occhi che prevede un test di acuità visiva, una misurazione della pressione intraoculare e un accurato controllo della parte posteriore dell'occhio dopo aver dilatato le pupille con un collirio cicloplegico.

Gli obiettivi primari nella gestione dell’uveite anteriore sono due, in primo luogo vengono immobilizzati l'iride e il corpo ciliare per diminuire il dolore e prevenire l'aggravarsi della malattia, in secondo luogo, viene sedata l’infiammazione.

Test per uveite

Per i casi più gravi vengono eseguiti alcuni test che comprendono:

  • Il test del sangue completo, fatto per escludere qualsiasi infezione del corpo o altre cause più rare come la leucemia.
  • La velocità di sedimentazione eritrocitaria, per rilevare un’eventuale infiammazione attiva nel corpo. Questo test non specifica la causa dell'infiammazione, ma quando i valori sono alti suggerisce l'infiammazione nel corpo.
  • Il test degli anticorpi antinucleo è utile quando il medico sospetta una malattia autoimmune o malattie vascolari del collagene, questo test non specifica la causa della malattia, ma è più spesso utilizzato per la diagnosi di lupus eritematoso sistemico, ed è anche utile nella diagnosi di artrite reumatoide giovanile.
  • Il plasma rapido reagin o il laboratorio di ricerca sulle malattie veneree sono test utilizzati per diagnosticare la sifilide, se risultano positive la sifilide è attiva.
  • Il test dei raggi X può essere usato per diagnosticare la spondilite anchilosante che colpisce le articolazioni sacro-iliache che si trovano nella parte bassa della schiena.

Questa condizione ha molte caratteristiche simili all’artrite e ad altre condizioni e può causare infiammazioni o lesioni anche ad altre articolazioni, così come ad altri organi, come gli occhi, il cuore, i polmoni e i reni. I raggi X vengono fatti sulle articolazioni sacro-iliache. Se l’infiammazione viene considerata grave l’oculista esegue iniezioni di corticosteroidi intorno all'occhio, inoltre, se la pressione intraoculare (la pressione all'interno dell'occhio) è elevata, applica un collirio supplementare per diminuire la pressione e il conseguente dolore. Il medico curante può raccomandare di prendere, in collaborazione con il collirio prescritto dal medico oculista, altri farmaci immunosoppressori per via orale capaci di inibire l’azione antiallergica del sistema immunitario.

Uveite anteriore cronica o acuta

L'uveite anteriore può essere cronica o acuta, viene associata a malattie sistemiche (ad esempio, una condizione autoimmune) o può verificarsi come diretta conseguenza di un trauma oculare. Occasionalmente, anche i tessuti adiacenti, come la cornea, che hanno reazioni infiammatorie possono provocare una secondaria uveite anteriore (cheratite). L’uveite anteriore cronica molto probabilmente si verifica a causa di un meccanismo immunopatologico che non è pienamente compreso.

Dopo aver iniziato il trattamento, l’oculista opera una rivalutazione del paziente con controlli che possono variare da 1 a 7 giorni, a seconda della gravità della reazione.

Trattamento per la cura dell’uveite cronica

L’oculista inizierà il trattamento della condizione dell’uveite anteriore cronica o acuta in modo aggressivo, prescrivendo un collirio contenente steroidi da applicare ogni ora per due ore, solitamente per almeno due settimane, diminuendo il dosaggio a quattro volte al giorno per una settimana, tre volte al giorno per una settimana, due volte al giorno per un'altra settimana e, infine, una volta al giorno per un'altra settimana prima di interrompere.

A seconda della gravità dell’uveite anteriore il trattamento può durare più o meno a lungo. Per i casi di uveite anteriore cronica, l’oculista può prescrivere una dose di mantenimento di una volta al giorno o una volta ogni due giorni al fine di prevenire la recidività della patologia, è possibile anche che venga utilizzato il Retisert, approvato nel 2005, che è un piccolo serbatoio impiantato nella parte posteriore dell'occhio che eroga nell’uvea una quantità sostenuta di un farmaco antinfiammatorio chiamato corticosteroide acetonide fluocinolone per circa 2,5 anni (30 mesi).

Sintomi e terapia per la cura dell'uveite anteriore.

Malattie

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Soffro di uveite anteriore

Buona sera mi chiamo Antonella ho 46 anni e dal 2008,soffro di uveite anteriore. Dopo 3 ricoveri uno nel 2008 all'insorgenza della malattia uno nel marzo del 2011 e in fine nel dicembre del 2011, non hanno scoperto le cause dell'insorgere delle mie uveiti . Dal 2008 ad oggi ho avuto più di 30 uveiti anteriore.Visto che non ho diritto ad un esenzione , sapreste dirmi se la mia"patologia"è nell'elenco delle malattie rare?Vi ringrazio in anticipo

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