Uveite: come si cura?

L'uveite è una problematica conosciuta, le cui metodiche di cura possono essere variegate.

Come curare l'uveite? L’uveite, fondamentalmente, è un’infiammazione che, se non trattata, potrebbe provocare un danno irreparabile al tratto uveale, denominato uvea, situato all'interno dell'occhio, il trattamento di questa patologia dipende dalle diverse forme in cui si manifesta,  in ogni caso gli obiettivi principali sono la guarigione dall’infiammazione e la  prevenzione contro i danni provocati alla delicata struttura interna dell'occhio.

Uveite: come si cura?

Uveite cura

Trattamento di cura per l'uveite

Un trattamento immediato è necessario allo scopo di ridurre al minimo la possibilità che questa patologia causi la perdita della vista, l’infiammazione può interessare sia la parte anteriore dell'occhio, sia  la parte posteriore, dove è situata la retina, o la parte intermedia, tra il vitreo e la retina periferica, poiché l'uvea contiene i vasi sanguigni che forniscono sostanze nutrienti, ogni forma di uveite può essere una grave malattia degli occhi o un sintomo di altre patologie gravi che danneggiano il corpo umano, l'uveite è una delle principali cause di cecità che colpisce in tutto il mondo persone di tutte le età, generi e razze, è stato stimato che colpisce un quarto della popolazione umana, se ad essere colpita è la parte posteriore dell’occhio (uveite posteriore),  la guarigione  potrebbe avvenire più lentamente rispetto all’uveite anteriore perché l’infiammazione potrebbe ripresentarsi, ed è consigliato farsi visitare dal medico se dovesse ricomparire qualsiasi sintomo dopo il successo di un precedente trattamento.

Il trattamento terapico dell’uveite si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Il sollievo dal dolore
  • Evitare la perdita della vista a causa della malattia o delle sue complicanze
  • Trattare la causa della malattia, ove possibile.

Cura dell'uveite con la terapia farmacologica

Per il trattamento dell’uveite, il medico può prescrivere farmaci anti-infiammatori, come i corticosteroidi che possono essere somministrati sottoforma di collirio, per via orale o tramite iniezione nell'occhio. Per le persone colpite da uveite posteriore, essendo questa la forma più grave di uveite, e quindi di difficile trattamento, potrebbe essere necessario l’impianto di un dispositivo applicato nell’occhio che rilascia lentamente piccole dosi di farmaci a base di corticosteroidi per circa due anni e mezzo. Se l’uveite è causata da un’infezione, per bloccarla, il medico può somministrare degli antibiotici, farmaci antivirali o altri farmaci con o senza corticosteroidi.

L’utilizzo di agenti immunosoppressivi o citotossici possono diventare necessari se l’uveite risponde scarsamente ai corticosteroidi o diventa abbastanza grave da minacciare la vista. Al fine di diagnosticare e gestire al meglio l’uveite, potrebbe essere necessaria una vitrectomia, un intervento chirurgico eseguito per rimuovere alcune parti gelatinose dell’occhio (vitreo), un piccolo campione del vitreo può aiutare a identificare una causa specifica di infiammazione oculare, come ad esempio un virus o un batterio, questa procedura può anche essere utile per rimuovere l’eventuale sviluppo di tessuto cicatriziale nel vitreo.

La forma più comune dell’uveite è quella anteriore, viene chiamata anche irite, perché di solito interessa solo l'iride, la parte colorata dell'occhio, l'infiammazione può essere associata a malattie autoimmuni, ma la maggior parte dei casi si verifica in persone sane, in questo caso la malattia si manifesta nella forma più mite e viene affrontata con l’utilizzo di occhiali scuri, di colliri che dilatano la pupilla per alleviare il dolore o tramite gocce a base di steroidi. Con un corretto trattamento, la maggior parte degli attacchi di uveite anteriore si risolveranno in pochi giorni o settimane, tuttavia, le ricadute sono frequenti.

L’uveite posteriore colpisce la parte posteriore dell'uvea, e coinvolge in primo luogo la coroide, uno strato di vasi sanguigni e tessuto connettivo nella parte centrale dell'occhio, questo tipo di uveite si chiama coroidite, se viene coinvolta anche la retina si parla di corioretinite. Il trattamento dell’uveite posteriore dipende dalla causa, ma quasi sempre include gli steroidi assunti per via orale, in questo caso le infiammazioni possono durare da mesi ad anni e causare danni permanenti alla vista nonostante il trattamento.

Un'altra forma di uveite è la pars planitis, un’infiammazione che interessa l'area ristretta (pars plana) tra la parte colorata dell'occhio (iride) e la coroide, di solito si verifica negli uomini giovani e non è generalmente associata ad altre malattie, tuttavia, alcune evidenze suggeriscono che potrebbe essere collegata alla malattia di Crohn e alla sclerosi multipla. La pars planitis è spesso trattata con colliri steroidei, inoltre, altri farmaci, tra cui gli steroidi assunti per via orale, possono essere prescritti per contribuire a sopprimere il sistema immunitario. Le persone colpite dalla pars planitis che hanno più di 25 anni dovrebbero sottoporsi ad una risonanza magnetica del cervello e della colonna vertebrale per escludere la sclerosi multipla.

In qualunque forma essa si presenti, l'uveite deve essere considerata una malattia incurabile, nel senso che non si potrà mai completamente curare, ma questo non vuol dire che non può essere controllata, per questo scopo, i trattamenti farmacologici più recenti stanno acquistando una crescente fiducia, dal momento che i corticosteroidi rappresentano uno strumento fondamentale nel trattamento dell’uveite, studi di laboratorio stanno valutando l'efficacia clinica e la possibile comparsa di effetti collaterali con l’utilizzo del deflazacort, un corticosteroide nuovo di terza generazione, rispetto al prednisone, due gruppi differenti di pazienti, affetti da uveite anteriore acuta ricorrente (RAAU) o cronica (CAU), sono stati trattati uno con deflazacort l’altro con prednisone, al momento del ricovero e durante il periodo di trattamento sono stati valutati i parametri oftalmologici e i test ematici e biologici per verificarne l’efficacia clinica. Su tutti i pazienti non si sono registrati segni o sintomi clinici rilevanti e nessuna differenza statisticamente significativa è stata evidenziata tra i due gruppi studiati. Per quanto riguarda la possibile comparsa degli effetti collaterali, il confronto tra deflazacort e prednisone non ha mostrato nessuna differenza statisticamente significativa. Questi trattamenti preliminari sono risultati molto incoraggianti suggerendo ulteriori studi controllati sull'impiego dei deflazacort nel trattamento dell'uveite.

Terapia alternativa naturale

In uno studio recente si è scoperto che la curcumina, nel trattamento dell'infezione cronica da uveite anteriore, ha dimostrato di essere un potente strumento. La curcumina è un polifenolo naturale, viene estratta dalla polvere di curry, ed essendo un potente antiossidante e un anti-infiammatorio fornisce una moltitudine di benefici per la salute. In questo studio la curcumina è stata somministrata per via orale su 32 pazienti, colpiti da uveite cronica anteriore, che sono stati divisi in due gruppi. Il primo gruppo ha ricevuto la curcumina da sola, mentre il secondo gruppo ha ricevuto una combinazione di curcumina e farmaci antitubercolari. Sorprendentemente, in tutti i pazienti trattati con la sola curcumina sono migliorate le condizioni con un tasso di risposta dell’86% rispetto al gruppo trattato con antitubercolari. I ricercatori hanno concluso che la curcumina è risultata efficace e paragonabile alla terapia con corticosteroidi, che attualmente è considerato l'unico trattamento disponibile per  la cura dell’uveite cronica anteriore, con il vantaggio della mancanza di effetti collaterali.

Suggerimenti utili per conoscere le possibili cure per l'uveite.

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