Vene varicose Varici

Dopo anni di studi si è potuto constatare che la formazione delle vene varicose avviene quasi esclusivamente in tipici punti del corpo.

Varici comunemente dette vene varicose sono dilatazioni che colpiscono le gambe e gli arti inferiori, in pratica per vene varicose si intende la dilatazione ed un allungamento irreversibile di una vena accompagnato da una degenerazione strutturale della parete venosa. Le varici assumono denominazioni diverse a seconda del diverso meccanismo di formazione, varici primitive o essenziali quando conseguono ad uno stato di debolezza strutturale della parete venosa ed in questo caso la loro formazione è favorita quasi sempre da particolari condizioni di lavoro che obbligano la persona colpita a mantenere per lungo tempo la posizione eretta, mentre le varici secondarie o sintomatiche si formano a causa di un ostacolo che impedisce il corretto deflusso del sangue mentre le varici congenite vengono cosi chiamate perché sono varici già presenti al momento della nascita.

Vene varicose Varici

Vene varicose varici


Le più frequenti localizzazioni delle varici si hanno agli arti inferiori e vengono dette vene varicose, mentre quelle comparse all'ultimo tratto dell'esofago vengono chiamate varici esofagee.

Nell'arto inferiore le varici essenziali si osservano particolarmente a carico della vena grande safena.

Il motivo di tutto ciò sta principalmente nella lunghezza del vaso enella sua posizione al di fuori della fascia muscolare e nel suo decorso verticale e questo consente alla colonna di sangue, che scorre nel suo interno, di agire secondo la forza di gravità determinando cosi lo sfiancamento della parete venosa e tale azione è parzialmente contrastata dalla presenza di valvole che interrompono la continuità del sangue.


Le cause oltre a questo particolare fattore emodinamico purtroppo possono essere anche molte altre come la costituzione fisica, la predisposizione genetica e prima causa tra tutte le condizioni di lavoro che obbligano a stare alcune ore in piedi senza avere la possibilità di camminare e favorire quindi Io svuotamento del sangue.

La vena varicosa si presenta allungata rispetto alla norma e con il calibro reso irregolare dalle numerose varici, la sua parete è sottile, indurita, anelastica e fibrosa le difficoltà di scarico venoso fanno sì che il sangue, ristagnando, non riesca più a nutrire convenientemente i tessuti che che per questo motivo "soffrono" e vanno incontro a processi degenerativi cronicied il sangue fuoriesce dai capillari e va a conferire il tipico colore brunastro alla cute dell'arto colpito dalle varici.

La cute stessa in presenza di varici può diventare eczematosa con un derma atrofico ed i muscoli e le fasce si assottigliano come per l'osso e possono comparire anche nevriti.


Purtroppo qusti sintomi peggiorano ulteriormente la situazione circolatoria ostacolando il transito del sangue ed aggravando quindi a circolo chiuso lo stato di distrofia dei tessuti.

Secondo documentazioni, la persona affetta da varici essenziali ha visto tali varici formarsi lentamente ed in modo progressivo e mentre in fase iniziale l'arto affetto si fa pesante per il ristagno di sangue nei tessuti che determina anche il formarsi di un edema alle caviglie.

Col trascorrere dei mesi o degli anni la vena pian piano si inturgidisce, si allarga in modo evidente in vari punti, si fa tortuosa e sporgente ed anche i vasi subiscono delle deformazioni e presentarsi tutti insieme come un reticolo venoso serpiginoso ad alto rilievo.

La dilatazione può giungere ad interessare anche le vene perforanti, quelle vene che mettono in comunicazione il circolo venoso superficiale con il circolo venoso profondo.

Nella fase iniziale il dolore non è sentito ma arriva nel tempo delle nevriti.


Le complicazioni relative alle varici possono essere diverse come esposto in precedenza, ad esempio la distrofia che interessa le parti molli può aumentare di grado fino ad arrivare a formare un'ulcera varicosa riconoscibile per la sua forma irregolare che tende ad ampliarsi in superficie ed è caratterizzata da bordi induriti e fondo violaceo ricoperto da detriti di tessuti.


L'ulcera varicosa guarisce abbastanza bene con il riposo e con le cure adatte, ma in mancanza di un intervento chirurgico radicale si riapre con estrema facilità.

Un altra complicazione possibile è la rottura di una varice che purtroppo è molto frequente vista la sottigliezza della cute e della parete venosa fanno sì che traumi anche di entità modesta possano rompere la varice dando luogo ad un'emorragia che talvolta può essere assai grave che si può arrestare ponendo due lacci a monte ed a valle della lesione oppure tamponando con un bendaggio abbastanza stretto alla lesione stessa.

La cura delle vene varicose è essenzialmente chirurgica.

Le cure medicamentose hanno efficacia modesta e transitoria come l'impiego della calza elastica che deve ricoprire tutto quanto l'arto ad esempio è utile purché venga confezionata esclusivamente su misura onde esercitare un'azione compressiva uniforme su tutto l'arto.

La cura chirurgica delle varici, consiste nell'asportazione accurata della vena e delle sue collaterali, questo intervento intervento tuttavia può essere attuato solo dopo che si sia accertata la pervietà del circolo venoso profondo per mezzo di adatte prove cliniche o per mezzo della flebografìa.

Il trattamento chirurgico dell'ulcera varicosa consiste nell'escissione dell'ulcera stessa e nella chiusura accurata dei piccoli vasi che sostengono la stasi venosa locale come per le le varici alle gambe a agli arti inferiori, che prendono il nome di varici sintomatiche, sono la conseguenza di un ostacolo al deflusso del sangue nel circolo venoso profondo.

Per concludere è bene ricordare che le varici si formano nel corso di settimane o di mesi e nel corso di questo tempo assumono un aspetto tortuoso accompagnato ad edema dell'arto, lieve cianosi, ispessimento dei tessuti ed un senso di peso e di intorpidimento dell'arto.

Le varici e le vene varicose...

Malattie

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ho ripetuto a distanza di meno di un anno un ecodoppler degli arti inferiori, mentre nel primo non si sono riscontrate anomalie, in quest'ultimo (stesso medico) ha riscontrato un'incontinenza della safena, niente di visibile esteticvamente, ma mi ha detto che le valvole si sonop dannegiate e il flusso tende ad invertire la direzione sotto sforzo. lui dice che probabilmente si è trattato di un'infezione del sangue, perche le pareti non si sono ancora rilassate. mi dice che non esiste cura nè guarigione e sarei condannato alle calze contenitive (dal bacino in giù) o la rimozione della vena. in effetti se vado in bici sento la gamba destra che mi brucia dallo sforzo. la mia erborista mi consiglia bendaggio con burro di karitè e impacchi di semi di lino, cosa ne pensate devo veramente asportare la safena per non avere le varici? grazie aspetto con trepidazione

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